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Afghanistan: la lunga strada dell'Is, allarme tra voci e bandiere nere/Aki

14 ottobre 2014 | 12.16
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A Kabul è allarme tra voci, paure, libretti di propaganda e bandiere nere issate in qualche villaggio dell'est. Dal mullah Omar ad Abu Bakr al-Baghdadi, che fanno i Talebani a 13 anni dalla caduta del loro regime?

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"Le bandiere nere dello 'Stato islamico' sono state issate in alcuni distretti" della provincia di Ghazni, nell'Afghanistan orientale. Così scriveva a fine settembre il giornale Daily Wahdat lanciando l'allarme per l'emergere nella provincia di segnali che suggerirebbero presenza di elementi vicini allo 'Stato islamico' (Is o Daesh) attivo in Siria e Iraq. Responsabili della sicurezza afghana ritengono che l'ombra del gruppo capeggiato dal "califfo" Abu Bakr al-Baghdadi si stia allungando fino all'Afghanistan, martoriato da decenni di guerre, a pochi mesi dalla prevista fine delle operazioni di combattimento delle forze della coalizione.

Per i responsabili afghani, a 13 anni dalla caduta del regime dei Talebani, l'Is "sta sondando le acque" nel Paese, come scrive oggi il Wall Street Journal. L'allarme arriva dopo che a settembre sono circolati nella capitale Kabul e a Jalalabad, nell'Afghanistan orientale, volantini in dari e pashtu con il simbolo dell'Is. Non solo volantini, ma anche libretti. E dopo che la propaganda ha fatto la sua prima comparsa nel Paese, sono arrivate le notizie di una "brutale" offensiva a Ghazni di combattenti ritenuti allineati con l'Is.

Un ufficiale della sicurezza afghana a Ghazni ha riferito di aver visto una bandiera dello 'Stato islamico' issata nel villaggio di Mohammad Khil. Dopo una violenta battaglia sono stati recuperati i corpi di due combattenti vestiti di nero con il volto coperto "come Daesh", ha detto l'ufficiale citato dal Wsj.

Scetticismo dagli Usa, non ci sono prove concrete

Gli ufficiali Usa e della coalizione, scrive il quotidiano, sono "scettici". Gli afghani, dicono, sfruttano "minacce" nelle province nel tentativo di assicurarsi che continui il flusso di risorse e fondi della comunità internazionale a favore delle forze afghane. "Sicuramente c'è al-Qaeda e ci sono affiliati di al-Qaeda in Afghanistan, su questo non c'è dubbio", ha detto a inizio ottobre l'ambasciatore Usa in Afghanistan James Cunningham. Per quanto riguarda "l'etichetta o la presenza" dell'Is nel Paese, ha aggiunto, "per quel che ne so si tratta di voci, non ho visto notizie o prove concrete".

L'obiettivo dello 'Stato islamico' è la creazione di un califfato in Medio Oriente, lontano dai confini della terra afghana, dove sono cresciuti negli anni Novanta i Talebani fedeli al mullah Omar - e non ad al-Baghdadi - che poi vi hanno stabilito l'"Emirato islamico dell'Afghanistan".

Il Wall Street Journal scrive di aver preso visione di libretti che invitano gli afghani a unirsi all'Is contro gli Usa e i loro alleati, compreso il governo afghano. "Stiamo assistendo alla crociata finale tra il mondo islamico e il mondo degli infedeli, che comprende gli Usa, le forze alleate e i loro governi apostati", è scritto in un volantino.

"Lo 'Stato islamico' non è presente in Afghanistan, ma sta cercando di stabilire contatti con i gruppi terroristici in Afghanistan", ha affermato il generale Murad Ali Murad, comandante delle forze di terra dell'Esercito afghano. Per un ufficiale afghano i libretti dell'Is sono autentici, sono stati tradotti dall'arabo e stampati a Peshawar, nel vicino Pakistan. La distribuzione, secondo l'ufficiale, rientra negli sforzi dell'Is volti a "introdursi in Afghanistan". "Stanno cercando di reclutare persone e di stabilire contatti con i comandanti dei Talebani", ha detto.

Ma per un funzionario occidentale coperto da anonimato, e citato dallo stesso Wsj, quei libretti potrebbero essere stati scritti da un simpatizzante dell'Is e non essere frutto di una strategia del gruppo di al-Baghdadi. A metà settembre un diplomatico russo in Afghanistan ha riferito di informazioni di sue fonti secondo cui l'Is avrebbe già aperto un "ufficio" nel Paese. "Sappiamo che circa un centinaio di membri sono riusciti a infiltrarsi qui", ha detto Zamir Kabulov, rappresentante speciale in Afghanistan del presidente russo Vladimir Putin all'agenzia di stampa russa Interfax.

Per Ahmed Rashid - autore della trilogia di successo inaugurata da 'Talebani', proseguita con 'Caos Asia' e chiusa con 'Pericolo Pakistan' - i combattenti dell'Is sono i nuovi Talebani. Il gruppo di al-Baghdadi, ha scritto a luglio Rashid in un'analisi per la rivista The New York Review of Books, ha "già eliminato i confini nazionali tra Iraq e Siria" e "sotto molti aspetti quello che sta facendo in Siria e Iraq somiglia a quello che i Talebani hanno fatto in Afghanistan e Pakistan all'inizio degli anni Novanta".

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