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Spazio: Nasa scopre nuovi esopianeti, c'è possibile gemello Terra

07 gennaio 2015 | 15.45
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A 'catturarli' è stato il telescopio Keplero che dal 2009 ha monitorato 1.500 stelle simili al Sole, scoprendo 4.000 pianeti fuori dal sistema solare. Lo scienziato John Grunsfeld: "Ora siamo più vicini a capire se siamo soli nell'Universo"

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Scoperto dal telescopio spaziale Keplero della Nasa il millesimo esopianeta, ovvero un pianeta extrasolare che gli scienziati hanno candidato come 'possibile gemello' della Terra. L'annuncio è stato dato dalla Nasa che è arrivata a questa "pietra miliare" grazie al telescopio spaziale Keplero che dal 2009 scruta l'universo alla ricerca di nuove forme di vita. Keplero, ha riferito la Nasa, ha monitorato 150mila stelle simili al nostro Sole fuori dal nostro sistema solare, offrendo agli scienziati un campionario di oltre quattromila pianeti di grande interesse, il millesimo dei quali è ora sottoposto a verifiche particolari. Utilizzando i dati di Keplero, gli scienziati hanno raggiunto questo traguardo, definito 'una pietra miliare', dopo aver verificato che altri otto corpi celesti individuati dal telescopio sono in effetti pianeti. "Ogni risultato che arriva dal cacciatore di pianeti Keplero è un tesoro, con i suoi dati ci porta un passo più vicini a rispondere alla domanda se siamo soli nell'Universo" ha detto John Grunsfeld, amministratore associato del Science Mission Directorate della Nasa presso la sede dell'agenzia a Washington. "Il team di Keplero e la sua comunità scientifica continuano a produrre risultati impressionanti con i dati forniti da questo venerabile esploratore" ha aggiunto.

Due degli otto esopianeti scoperti dal telescopio Keplero "sono più simili alla Terra" di eventuali pianeti conosciuti trovati finora al di fuori del nostro sistema solare, hanno riferito alcuni astronomi nel corso della 225esima riunione dell'American Astronomical Society a Seattle, Washington. Questi due pianeti, hanno riferito ancora gli scienziati, sembrano avere superfici dure e rocciose e orbitano ad una distanza dalla loro stella madre, nella cosidetta "zona Goldilocks", che non è nè troppo calda nè troppo fredda per la presenza di acqua dove possa esistere la vita. La scoperta, hanno sottolineato, raddoppia il numero di pianeti conosciuti vicini alla Terra per dimensioni. "Ora siamo più vicini di quanto sia mai stato fino ad ora a trovare un gemello della Terra attorno a un'altra stella" ha detto Fergal Mullally dell'Ufficio Scientifico Keplero. "Questi candidati -ha aggiunto- sono i più simili alla Terra di tutti i sistemi trovati fino ad oggi".

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