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G8: la notte della 'macelleria messicana' alla Diaz/Scheda

07 aprile 2015 | 15.16
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Non è ancora mezzanotte del 21 luglio 2001 quando scatta l'irruzione delle forze dell'ordine nella scuola, condannata dalla Corte di Strasburgo. Botte, manganelli in azione, sangue su pavimenti e mura, ragazzi agonizzanti nei corridoi. Il bilancio è di 93 persone fermate, la maggior parte trasferite nella caserma di Bolzaneto, 63 feriti, tre in prognosi riservata con fratture multiple

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E' la notte del 21 luglio 2001 quando scatta l'irruzione delle forze dell'ordine alla scuola Diaz, durante il G8 di Genova del 2001. Blitz condannato dalla Corte di Strasburgo. Dentro, centinaia di ragazzi e non arrivati a Genova per protestare contro il vertice internazionale stanno già dormendo, al termine di tre giorni di assedio alla 'zona rossa' e scontri violenti di piazza, culminati nella morte di Carlo Giuliani. Non è ancora mezzanotte quando la polizia irrompe nella scuola, quartier generale del Genoa Social Forum, ufficialmente a caccia dei black bloc che hanno messo a ferro e fuoco la città. Botte, manganelli in azione, sangue su pavimenti e mura, ragazzi agonizzanti nei corridoi.

Alla fine il bilancio dell'operazione è di 93 persone fermate, la maggior parte trasferite nella caserma di Bolzaneto, 63 feriti, tre in prognosi riservata con fratture multiple. Un pestaggio da ''macelleria messicana'', lo definì anni dopo Michelangelo Fournier, all'epoca vice questore aggiunto del primo Reparto Mobile di Roma. Ecco una cronologia di quei giorni drammatici:

- 19 luglio: primi cortei in città contro il G8, già caratterizzati da una grande partecipazione. La manifestazione si svolge senza incidenti di rilievo, diversamente da quello che accadrà nei giorni successivi. Si spera ancora nel mantenimento dell'ordine pubblico, nonostante le avvisaglie di disordini, in occasione del summit. Il centro cittadino è blindato con una recinzione, la 'zona rossa', che diventerà ben presto il simbolo del limite da oltrepassare per i manifestanti.

- 20 luglio: primi violentissimi scontri a Genova. Fanno la loro comparsa le 'tute nere', i famigerati black bloc che metteranno a ferro e fuoco la città insieme a centinaia di manifestanti dell'ala più oltranzista. Disordini a via Tolemaide, presso la stazione di Brignole, in via Caffa e nella zona di Marassi. A Piazza Alimonda il giovane manifestante Carlo Giuliani, che ha tra le mani un estintore, muore dopo essere stato colpito da un colpo di pistola, esploso dall'arma del carabiniere Mario Placanica dall'interno di un blindato preso d'assalto dai manifestanti.

- 21 luglio: all'indomani della morte di Carlo Giuliani, un altro corteo è in programma a Genova. Anche in questa occasione la manifestazione degenera ben presto in durissimi scontri tra attivisti no global e forze di polizia. Alla manifestazione prendono parte circa 300mila persone e gli scontri si protraggono per tutto il pomeriggio tra cariche, lacrimogeni e devastazioni. Intorno alle 23.30 scatta la violenta irruzione delle forze dell'ordine all'interno della Scuola Diaz, dove si pensa possano aver trovato rifugio alcuni black bloc. Dopo un violento pestaggio, tutte le 93 persone che dormivano all'interno della scuola vengono fermate e la maggior parte trasferite nella caserma di Bolzaneto. Dei 63 feriti, tre vengono ricoverati in prognosi riservata.

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