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Ricerca: creato 'pasto immaginario' in pillola, induce corpo a perdere peso

05 gennaio 2015 | 17.51
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Scoperto un sistema per ingannare l'organismo e indurlo a bruciare grassi nell'errata convinzione di aver assunto nuovi cibi. E' il farmaco a cui lavora un team di scienziati negli Usa che ha ottenuto sui topi obesi risultati promettenti fermando l'aumento di peso

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Un 'pasto immaginario' in pillola per ingannare l'organismo e indurlo a bruciare grassi nell'errata convinzione di aver assunto nuovi cibi. E' la strategia messa a punto da un team di scienziati Usa: gli esperti hanno sviluppato una pillola in grado di ottenere un effetto dimagrante sfruttando questo piccolo inganno per il corpo. In pratica, spiega Ronald Evans, direttore del Gene Expression Laboratory del Salk Institute di La Jolla (California) e autore senior dello studio pubblicato su 'Nature Medicine', "questa pillola è come un pasto immaginario: invia gli stessi segnali che normalmente partono all'interno dell'organismo quando si ingeriscono grandi quantità di cibo. Per poterlo immagazzinare il corpo, sulla base di questi segnali, inizia a sgombrare lo spazio. Ma in questo caso le calorie non ci sono. E non c'è nessun cambiamento dell'appetito". In pratica, il sogno di ogni oversize in lotta con la bilancia.

Al momento la nuova pillola è ancora in fase di test: ha dato risultati promettenti sui topi fermando l'aumento di peso, abbassando i livelli di colesterolo e zuccheri nel sangue e minimizzando l'infiammazione e, spiegano gli esperti, appare candidata a un rapido salto verso la sperimentazione clinica umana.

Gli scienziati hanno somministrato la pillola giornaliera per 5 settimane a un gruppo di topi obesi che ha mostrato anche un rialzo della temperatura corporea, segno di un'accelerazione del metabolismo. Non solo: alcuni depositi di grasso bianco nel loro organismo si sono convertiti nella 'versione bruna', più sana e in grado di bruciare energia. Anche la 'collezione' di batteri che popola l'intestino si è trasformata.

Si attiva recettore per avviare catena eventi tipica di quando si mangia

Alla base della pillola c'è un meccanismo già noto che coinvolge il recettore farnesoide X (Fxr), una proteina che gioca un ruolo nel processo attraverso cui il corpo rilascia acidi biliari dal fegato, digerisce il cibo e immagazzina grassi e zuccheri. Questo recettore si attiva all'inizio di un pasto e spinge l'organismo a bruciare grassi per prepararsi ad accogliere il cibo in entrata. Diversi farmaci sistemici sviluppati finora agiscono attivando simultaneamente il recettore in più percorsi e colpiscono così più organi.

Evans e il suo team hanno provato ad 'accendere l'interruttore' di Fxr solo nell'intestino, somministrando il composto sviluppato per via orale in modo che agisca solo in quella sede, spiega il coautore dello studio Michael Downes, senza trasportarlo nel flusso sanguigno (e dunque in tutto il corpo).

Questa scelta, sottolinea, sembra limitare gli effetti collaterali e ottenere migliori risultati sulla bilancia. "La risposta del corpo a un pasto - conclude Evans - è come una staffetta: se si ordina a tutti i corridori di partire nello stesso momento non si avrà mai il passaggio di testimone. Noi abbiamo imparato come attivare solo il primo 'atleta' (l'intestino, ndr) lasciando che la restante catena di eventi accada in un ordine naturale". Gli scienziati stanno ora lavorando per impostare gli studi clinici e testare l'efficacia della nuova pillola nel trattare obesità e malattie metaboliche.

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