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Pediatria: psicologa, genitori con 'passegginite' rallentano crescita bimbi

21 agosto 2015 | 15.54
LETTURA: 4 minuti

Troppi bambini italiani si spostano così anche dopo i 4 anni

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- INFOPHOTO

Comodamente seduti sul passeggino, magari con un tablet o un telefonino in mano. Troppi bambini italiani si spostano così anche dopo i 4 anni. "Questa 'passegginite' diffusa fra i genitori rischia però di rallentare la crescita dei figli, abituati fin da piccoli ad essere trasportati e serviti, a non fare fatica. Risultato? Stiamo crescendo degli 'sdraiati' in embrione, come direbbe Michele Serra". Lo sottolinea all'AdnKronos Salute Maria Rita Parsi, psicologa e psicoterapeuta, presidente della Fondazione Movimento Bambino Onlus, che sposa in pieno le parole del pediatra di Milano Italo Farnetani.

"Dopo i 4 anni il passeggino dovrebbe essere riposto, ma oggi troppi genitori tendono a condizionare i figli, non rispettandone i tempi. Così ricorrono troppo a lungo a strumenti come il passeggino, che aiuta a bloccare il bambino, a portarlo dove si vuole e a tenerlo sotto controllo. Ma anche ai tablet e ai telefonini - aggiunge Parsi - che lo intrattengono e lo fanno stare buono. Così il piccolo, con tutte le comodità a portata di mano, se ne sta accoccolato e viene trasportato dove vogliono mamma e papà. Ma in questo modo non ha il tempo di esplorare, correre, curiosare, imparare dove bisogna fermarsi, come comportarsi sui marciapiedi. Solo l'esplorazione promuove l'autonomia".

Grazie al passeggino, però, si fa meno fatica in due. "Ma se per i piccoli è uno strumento fondamentale, superata una certa età - prosegue Parsi - è solo un mezzo che blocca i bimbi e ne consente il controllo. Il bambino può essere coinvolto in lunghi giri e il genitore non deve corrergli dietro, non è costretto a intrattenerlo, a giocare con lui". Insomma, secondo la psicologa dietro la 'passegginite' c'è il bisogno di controllo ma anche una forma di pigrizia, non certo dei bimbi. "E' pesante e impegnativo accompagnare un bambino nella sua crescita, ma solo consentendogli di esplorare il mondo, seguendo i suoi tempi e rispettandoli, non si finisce per ostacolarne lo sviluppo psicofisico. Oltretutto il bimbo così si disabitua a camminare, a muoversi. Con effetti negativi su peso e salute".

Insomma, non bisogna sottovalutare l'effetto della 'passegginite' sui bambini. "Si tratta di una comodità che rallenta la crescita. Si combinano due forme di pigrizia dei genitori, quella fisica e quella volta a controllare il piccolo tenendolo buono e facendo in modo che non disturbi mentre va dove vogliono gli adulti". Invece è giusto a una certa età parcheggiare il passeggino. "Il bambino deve imparare il piacere e la fatica di una passeggiata, impresa più semplice se la meta è 'da piccoli'" e non da grandi. "I figli - conclude Parsi - richiedono tempo e attenzione, ecco perché penso sia importante la formazione dei genitori, ma anche l'aiuto e il sostegno".

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