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Roma: 'nomadi per raccolta rifiuti', è polemica su proposta Danese

02 febbraio 2015 | 20.46
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"Impiegarli in questo settore è un modo per superare il sistema dei campi e i roghi tossici e favorire l'inserimento lavorativo", secondo l'esponente della giunta Marino. Ma la sua idea raccoglie una pioggia di critiche: dal centrodestra a Pedica (Pd). Marchini: "Che siamo su scherzi a parte?"

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Campo Castel Romano (foto di repertorio)

Impiegare i nomadi nella raccolta e selezione dei rifiuti per favorirne l'inserimento lavorativo, per mettere fine al sistema dei campi e ai roghi tossici che mettono in pericolo la salute dei cittadini. A lanciare la proposta è l'assessore alle Politiche Sociali del Comune di Roma Francesca Danese, che la settimana scorsa ha visitato la Best House Rom, centro di accoglienza di via Visso e che sta studiano diversi progetti per superare il sistema dei campi rom, i roghi tossici e l'illegalità. L'idea dell'assessore, nata proprio in quell'occasione, ha già provocato la reazione di esponenti dell'opposizione, da Marchini al centrodestra, ma anche critiche da parte dello stesso Pd.

"Inutile fare finta che il problema non esista", sottolinea l'assessore all'Adnkronos rivolgendosi a chi non ha accolto con favore la sua proposta. "Il problema c'è e va risolto anche per la salute dei romani e delle romane", dice e aggiunge:"Io amo Roma e sono preoccupata, forse per qualcuno il razzismo è più importante della nostra città".

"Domani - spiega - ne parleremo anche con l'assessore Estella Marino: stiamo cercando una soluzione e questo può essere un modo anche per dare la possibilità" ai nomadi "di uscire dai campi, di emanciparsi e di entrare in percorsi di legalità".

"L'idea è nata mentre ero alla Best House Rom", centro di accoglienza di via Visso, "a fare un'ispezione con Manconi". "Si tratta di una struttura senza finestre, e ci vivono anche molti bambini che non hanno nemmeno la possibilità di vedere la luce del sole - ha raccontato l'assessore - Il sabato e la domenica ho fatto spesso dei blitz per vedere com'è la situazione dei campi rom e sento una responsabilità grande anche rispetto alla salute pubblica per il problema dei roghi tossici".

"Sto cercando una soluzione, una via di uscita dal sistema dei campi, che costano tanto e non risolvono la situazione di degrado - ha sottolineato l'assessore - E' una responsabilità politica quella di riuscire a trovare una soluzione: molte di queste persone rovistano nei rifiuti e trovano materiali, sono diventati abili. Per questo ho pensato che forse possiamo cominciare a fare dei progetti per fare sì che imparino a non rovistare e a partecipare diversamente alla vita della città. Voglio ribaltare questa pratica con un percorso di formazione attraverso dei corsi che possa portare alla raccolta e selezione dei rifiuti".

"Sto studiando il progetto - ha precisato l'assessore - E' una cosa importante per tutta la città. C'è anche un altro tema legato alla legalità e alla trasparenza: riuscire a impedire la connivenza con i ricettatori".

Dure le critiche al progetto. "Stiamo decisamente su scherzi a parte", dice in una nota di Alfio Marchini mentre Pietro Di Paolo, capogruppo Ncd della Regione Lazio attacca: “L’assessore Danese si improvvisa talent scout e vorrebbe legalizzare il rovistaggio. Non sapremmo in quale altro modo intendere la bizzarra idea di utilizzare i rom per la raccolta differenziata: come è noto la capacità di selezionare i rifiuti da parte dei nomadi deriva proprio dall’arte di rovistare nei cassonetti, attività venuta meno solo con la graduale eliminazione dei cassonetti nei quartieri in cui è partita la raccolta dei rifiuti porta a porta".

Federico Rocca responsabile enti locali Fratelli d'Italia-Alleanza nazionale definisce la proposta dell'assessore Danese "assurda nonché da irresponsabili". "Caro assessore Danese quello che fanno i nomadi - dice - è un'attività illegale, nonché un furto, poiché oltre a creare degrado, i rifiuti conferiti in un cassonetto sono di proprietà dell'Ama, società di Roma capitale deputata alla raccolta e al conferimento dei rifiuti in discarica".

"Noi - aggiunge ancora Rocca - proprio in questi giorni abbiamo fatto partire una raccolta firme per chiedere un'ordinanza in tal senso ma come risposta abbiamo ricevuto questo, ossia vogliono dare un posto di lavoro ai nomadi per raccogliere i rifiuti, poi tra qualche mese Marino gli darà anche le case con buona grazia di tutti i romani che ancora attendono che questa amministrazioni dopo due anni inizi ad occuparsi dei loro reali problemi".

“Mi auguro che la proposta dell'assessore Danese di affidare ai rom la raccolta differenziata sia solo una burla", dichiara, in una nota, Giordano Tredicine, consigliere capitolino e vice coordinatore regionale del Lazio di Forza Italia che annuncia: "Domani l'Assemblea Capitolina discuterà una proposta di deliberazione a mia firma avente come oggetto l'istituzione di un albo professionale per la raccolta di rifiuti speciali quali materiali vetrosi e metalli ferrosi. Requisiti fondamentali per l'iscrizione all'albo sono: cittadinanza italiana, residenza nel comune di Roma, possesso di partita iva e conseguimento di uno specifico patentino. Oltre al centrodestra, anche Sel e Centro Democratico hanno già dato la loro disponibilità a votare favorevolmente la delibera”.

Si dice stupito anche Stefano Pedica del Pd che afferma: ""Destano stupore le parole dell'assessore Danese. Dire che bisogna utilizzare i nomadi per la raccolta differenziata vuol dire non sapere come si gestisce una città basata sul rispetto delle regole".

"Marino prenda le distanze da queste affermazioni - sottolinea Pedica - I rom che agiscono indisturbati e vendono illegalmente gli oggetti che trovano dentro i cassonetti, che offrono alla criminalità ferro o rame e bruciano le gomme non sono un esempio di legalità. Mi auguro che ci sia una rettifica da parte del Campidoglio o che le parole dell'assessore siano state solo travisate, perché altrimenti sarebbe il caso di dare le dimissioni".

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