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Arte: ragazza de 'La Mousmè' di Van Gogh è la stessa cui diede l'orecchio

22 luglio 2016 | 17.17
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'La Mousmè' di Van Gogh - (The Vincent van Gogh Gallery)

La ragazza dipinta in 'La Mousmé' di Van Gogh ora ha una identità: è Gabrielle Berlatier, la giovane donna cui il pittore consegnò il proprio orecchio sinistro. Finora, infatti, nessuno aveva individuato chi fosse la ragazza del ritratto. Ed ora lo rivelano gli studiosi Antonio De Robertis e Alan Zamboni, specialisti della vita e dell'opera di Van Gogh, a pochi giorni dalla scoperta di Martin Bailey che, rintracciando il documento di accesso all'Istituto Pasteur, è riuscito a dare un nome alla ragazza cui Van Gogh aveva dato l'orecchio e che, stando al libro di Bernadette Murphy ('Van Gogh’s Ear: The True Story'), si sapeva essere stata ricoverata lì l'8 gennaio 1888, a causa del morso di un cane rabbioso.

"Van Gogh - spiega De Robertis - dipinse un solo ritratto di ragazza durante i 26 mesi di permanenza ad Arles: 'La Mousmè', nel luglio 1888. Finora nessuno era riuscito a dare un volto a questa adolescente. Ma, dopo aver letto l'articolo di Bailey su 'The artnewspaper', mi sono fatto un'idea precisa: si tratta proprio di Gabrielle Berlatier, la ragazza diciottenne che lavorava nel bordello di Arles, a cui Vincent consegnò il suo orecchio sinistro che si era appena tagliato, alle 23,30 del 23 dicembre 1888".

"I due - racconta De Robertis - si conoscevano almeno dal maggio 1888. E, quattro mesi prima del loro primo incontro la ragazza fu morsa al braccio sinistro da un cane rabbioso e fu salvata da morte certa grazie alle cure tempestive dell'Istituto Pasteur di Parigi. Cure che furono, però, talmente onerose per la famiglia che lei fu costretta a trasferirsi dal suo paese ad Arles per trovare un lavoro e pagare così le cure necessarie. Lo trovò come donna delle pulizie prima al bar della stazione, dai coniugi Ginoux, poi in una casa di tolleranza".

"Non stupisce, quindi, alla luce di questo - fa notare De Robertis - che, nel dipinto 'La Mousmè', Garbielle Berlatier abbia il braccio sinistro scarnificato. Potrebbe darsi, quindi, che Vincent si fosse innamorato della ragazza e potrebbe essere proprio questa la causa delle tensioni con Gauguin sfociate poi nel taglio dell'orecchio".

"La parola 'musme' - osserva De Robertis - è di origine giapponese e vuol dire giovane ragazza che lavora in una casa di piacere ma può anche significare giovane donna di casa o domestica. E quindi - fa notare lo studioso - 'il conto torna'. Circa un anno dopo il taglio dell'orecchio, quando Van Gogh era ricoverato a Saint Rémy, ottenne un permesso per recarsi ad Arles a trovare i Ginoux, ma appena arrivato ebbe una violenta crisi epilettica. Dipese forse dal fatto di aver rivisto Gabrielle Berletier?".

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