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La 'regola dei cinque secondi'? Non è poi (del tutto) una sciocchezza

17 marzo 2014 | 12.36
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Roma, 17 Mar. (Ign) - Se un pezzo di cibo cade per terra, quanto tempo c'è per raccoglierlo prima che venga infestato dai batteri (e quindi poterlo teoricamente ancora mangiare)? Uno dei tanti luoghi comuni, diffuso soprattutto nel mondo anglo-sassone, è quello che dice: raccoglilo entro 5 secondi e non ci saranno problemi. La cosiddetta 'regola dei 5 secondi', appunto. Una regola discutibile e su cui i pareri erano discordanti, viste le tante variabili, legate per esempio al tipo di cibo, al terreno da cui si raccoglie lo stesso, etc.

Stavolta però, a difendere, almeno in parte, quella che (finora) era considerata solo una leggenda metropolitana senza alcun fondamento scientifico, è un autorevole studio, appena reso noto da alcuni ricercatori dell’università di Aston, a Birmigham, nel Regno Unito. E che in sintesi dice: il fattore tempo nell’esposizione del cibo al suolo è importante. I ricercatori hanno condotto esperimenti con vari tipi di cibo e diversi terreni. Pasta, biscotti, pane e dolci su pavimenti con mattonelle, lisci, ruvidi o con tappeti e moquette.

E in base a cibo e pavimento è stato notato come i batteri, ad esempio l'escherichia coli e lo staffilococco, impiegano da 3 secondi a mezzo minuto per aggredire le vivande finite in terra. Con tempi brevi per cibi liquidi e invece più lunghi per alimenti secchi caduti su moquette o tappeti

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