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La riforma della Pa, passa al Senato ma è più 'morbida' su dirigenti e 'staffetta'

30 aprile 2015 | 16.22
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Il ddl delega per il riordino della Pa ha ottenuto il via libera dell'Aula del Senato con 144 voti a favore e le opposizioni che non hanno partecipato al voto. Ora il testo passa all'esame della Camera. Su alcuni punti come il nodo dirigenza e la "staffetta generazionale", si sono raggiunte soluzioni di compromesso.

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Il ministro Marianna Madia

Dopo una gestazione di 9 mesi ha visto la luce questa mattina, la riforma della pubblica amministrazione. Il testo, emendato a più riprese, è stato approvato con non poche difficoltà e frizioni anche all'interno della maggioranza, ottenendo il via libera dell'Aula del Senato con 144 voti a favore e le opposizioni che non hanno partecipato al voto. Il provvedimento passa ora all'esame della Camera.

Anche se molte sono le novità introdotte si è arrivati a formulare un riordino più morbido rispetto alle intenzioni originarie su alcuni aspetti particolarmente dibattuti. A cominciare dal nodo della dirigenza, per arrivare alla "staffetta generazionale". Tra le misure più attese, la stretta sugli statali assenteisti, la riduzione delle prefetture e della camere di commercio e il giro di vite sulle municipalizzate.

Dirigenti: incarichi a termine, al massimo per 6 anni. I dirigenti, per i quali è previsto il ruolo unico, potranno mantenere il proprio incarico per un periodo di tempo massimo di 6 anni. Secondo gli ultimi ritocchi apportati al ddl delega infatti, potranno ricoprire l'incarico per 4 anni + 2, mentre inizialmente era stato proposto 3+3. Inoltre, dopo il collocamento in disponibilità decadranno dall'incarico. Il ruolo unico, che prevede l'intercambiabilità della dirigenza statale, regionale e comunale. Tuttavia per i dirigenti diplomatici, non è previsto il ruolo unico, eccezioni anche per i dirigenti della camere di commercio per i quali si farà riferimento al ruolo unico regionale. Il superamento degli automatismi di carriera inoltre, dovrebbe sopravvivere.

Staffetta generazionale: part time per chi e' vicino a pensione. I lavoratori vicini alla pensione dovrebbero accedere a un part time volontario ma che potrebbe naufragare per il fatto che dovrebbero continuare a pagare i contributi in forma troppo onerosa, come se fossero ancora in pieno servizio.

Stretta su statali, visite mediche fiscali a Inps. Tra le varie misure che dovrebbero combattere le finte assenze per malattia dei dipendenti pubblici viene predisposto un sistema di controlli di visite fiscali centralizzato all'Inps, non più in capo alle Asl, come avviene già per il settore privato.

Taglio prefetture e Camere commercio. Una drastica riduzione, circa la metà, è prevista sia per gli uffici territoriali delle prefetture sia per le Camere di commercio che, fino ad oggi, erano su base provinciale. Le prefetture che faranno riferimento all'ufficio territoriale dello Stato, dovranno essere accorpate secondo altri criteri, oltre all'estensione territoriale e alla popolazione anche al tasso di criminalità di una zona e alla eventuale presenza di una città metropolitana. Il numero delle prefetture non è ancora stabilito da 40 a 70 rispetto alle 100 attuali. Le Camere di commercio invece, da 105 attuali dovrebbero arrivare a 60 e comprendere come minimo 80 mila imprese a livello territoriale. Il registro delle imprese rimarrà in capo alle Camere ma le imprese dovranno versare la metà dei diritti camerali dovuti.

Taglio societa' partecipate, premi a enti che privatizzano servizi. Giro di vite per le società partecipate dagli enti locali, che erogano servizi pubblici come la gestione delle risorse idriche, del'energia elettrica, dei rifiuti, oltre 5 mila in Italia, che saranno razionalizzate, eliminate se considerate inutili e potranno essere commissariate se avranno i bilanci in rosso. Inoltre, i loro organi di controllo, in particolare i collegi sindacali, saranno nominati secondo criteri che ne garantiranno l'autonomia dagli enti proprietari. Proprio in questa ottica si colloca la prospettiva di premiare gli enti locali che decideranno di dare in gestione ai privati i servizi pubblici. Per la gestione della risorsa idrica il testo fa riferimento alle norme europee e ai risultati del referendum abrogativo che si è svolto nel 2011.

Conferenza dei servizi, no autotutela per chi non da' parere. Le amministrazioni pubbliche negligenti sotto il profilo della partecipazione alla Conferenza dei servizi che, non daranno il parere sui provvedimenti in discussione, non potranno far valere il proprio principio di autotutela. In sostanza, saranno obbligate a recepire le decisioni della Conferenza. Inoltre alla Conferenza potrà partecipare "un unico rappresentante delle amministrazioni statali".

Semplificazioni, carta cittadinanza digitale e silenzio assenso. Certezza dei tempi dell'azione amministrativa, una carta della Cittadinanza digitale e misure per facilitare il rapporto con i cittadini e le imprese. In tutti gli uffici pubblici dovrà essere garantita la connessione e Internet. Si prevede una riduzione dei tempi di attesa per cittadini e imprese attraverso il ricorso al "silenzio-assenso" dopo 30 giorni dalla notifica di una pratica.

Piu' poteri al premier su agenzie e nomine vertici. Il Presidente del Consiglio avrà, per legge, più poteri in materia di vigilanza sulle Agenzie fiscali e le nomine dei vertici in modo che saranno sottoposti al Consiglio dei ministri.

Forestale, accorpamento ma no spezzatino. Il previsto accorpamento del Corpo Forestale dello Stato a un altra forza dell'ordine sarà omogeneo e dunque sarà preservata la propria competenza. No quindi al paventato "spezzatino" in altri corpi dello Stato.

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