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Calcio: Garcia, serve Roma ambiziosa e un po' folle

25 febbraio 2015 | 20.07
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I giallorossi in Olanda cercano la qualificazione agli ottavi di finale di Europa League. Garcia chiede ai suoi giocatori "ambizione e un po' di follia". Totti suona la carica: "Se vinciamo qui, diamo la svolta all'annata. E poi tocca alla Juve..."

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Francesco Totti (foto Infophoto) - INFOPHOTO

"Dobbiamo correre rischi per fare risultato. Se questo significa avere un po' di follia, allora dobbiamo averla". Rudi Garcia spinge la sua Roma ad osare sul campo del Feyenoord. I giallorossi, dopo l'1-1 casalingo all'andata, devono pareggiare segnando 2 gol o devono vincere per superare i 16esimi di finale di Europa League. "I giocatori hanno voglia. Questa è la base per ottenere un buon risultato. Siamo qui per passare il turno, sappiamo che dobbiamo segnare per riuscirci. All'andata abbiamo avuto diverse occasioni", dice il tecnico francese. La Roma ha pareggiato 6 delle ultime 7 gare di campionato, compresa quella giocata domenica a Verona. "Potevamo essere più efficaci, ma è anche vero che i nostri avversari hanno segnato nell'unica occasione creata. Ultimamente abbiamo vinto poco, quasi per niente. Ma l'atteggiamento della squadra non è mai cambiato, bisogna andare avanti così: lavorare ancora di più e ottenere risultati sul campo".

Per Francesco Totti, la gara con il Feyenoord "può essere la partita della svolta". Un risultato positivo potrebbe essere il trampolino giusto verso la il big match di campionato in programma lunedì contro la Juventus. "La partita con il Feyenoord può cambiare la stagione. Con una vittoria si guadagna fiducia, ecco perché il match di domani può condizionare il resto della stagione", dice il capitano giallorosso.

"Preferisco vincere qui o con la Juve? Scelgo di vincere domani sera, così lunedì non gioco...", dice. In sala stampa gli ricordano che dopo una sconfitta subita a Rotterdam, nella finale di Euro 2000, arrivò lo scudetto giallorosso nel 2001. "Se fosse così, preferisco perdere qui. Ma bisognerebbe scrivere con il sangue che vinciamo lo scudetto -aggiunge-. In realtà, non mi piacciono i 'se': siamo venuti qui per vincere, quindi vinciamo e basta".

A Verona, domenica, Totti ha mostrato il suo malumore quando è stato sostituito dopo circa un'ora di gioco. "Mi sentivo bene, ma certe decisioni spettano solo all'allenatore. In quel momento -dice sorridendo- mi sentivo un po' come Luca Toni e volevo far gol di testa sul calcio d'angolo. Sono cose che succedono in campo, non c'è nessun caso". Proprio Toni, recentemente, ha detto che per qualsiasi attaccante è difficile giocare a Roma finché c'è Totti. "Luca è un amico, ha fatto una battuta. Per Roma si dice che finchè ci sono io gli attaccanti non giocano. Magari arrivasse un altro Batistuta. Poi le scelte competono all'allenatore, non dipendono da me".

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