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La Rusalka 'giansenista' di Krief suggella la pace all'Opera di Roma

27 novembre 2014 | 17.35
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Al via la stagione 2014-2015 della Fondazione lirica romana, dopo l'accordo tra vertici e sindacati e il ritiro dei licenziamenti, con il capolavoro di Dvorak nell'allestimento essenziale e all'insegna della 'spending review' del regista italo-tunisino. Prima disertata da vip istituzionali, Napolitano, Marino e Zingaretti assenti salvo ripensamenti

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Una scena di 'Rusalka' (foto C.M. Falsini - Teatro dell'Opera di Roma)

Ritmi di lavoro molto "stancanti" per riuscire a farcela, ma come previsto il sipario del Costanzi si alza su 'Rusalka', il capolavoro di Antonin Dvorak che inaugura oggi la stagione 2014-2015 del Teatro dell'Opera di Roma. Un'apertura che suggella la pace tra vertici e lavoratori della Fondazione, dopo l'accordo firmato nella notte tra il 17 e il 18 novembre da sindacati e governance del Teatro e la definitiva ratifica da parte dell'assemblea dei lavoratori che martedì scorso ha definitivamente scongiurato i licenziamenti dei 180 lavoratori di Orchestra e Coro.

'Rusalka', che sostituisce la prevista 'Aida' dopo l'addio di Riccardo Muti che avrebbe dovuto dirigerla, rischia però di essere disertata dai vertici istituzionali. La presenza del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, abituale frequentatore delle prime del Costanzi, non è prevista salvo ripensamenti dell'ultimo minuto. Anche il sindaco di Roma, Ignazio Marino, presidente della Fondazione lirica, a quanto si apprende potrebbe non partecipare alla prima di stasera perché impegnato in un consiglio comunale. Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, non ci sarà.

L'opera di Dvorak è una proposta 'audace' per l'apertura dell'Opera di Roma, soprattutto se, come in questo caso, va a sostituire un titolo popolare come 'Aida'. Ma è nel repertorio dei maggiori teatri europei, da Vienna a Parigi, con i quali il Costanzi si confronta. "'Rusalka' racconta un rito di passaggio alla fine dell’adolescenza. C’è la scoperta della sessualità, il desiderio dei sensi di una ragazza che non vuole più essere bambina", spiega Denis Krief, che firma regia, scene e costumi dello spettacolo, mentre sul podio c'è Eivind Gullberg Jensen, per la prima produzione dell'Opera di Roma del capolavoro di Dvorak, che avrà anche la coreografia di Denis Ganio.

L'allestimento sarà "giansenista, senza sfarzo, interamente centrato sulla recitazione dei cantanti", spiega Krief all'Adnkronos, sottolineando che "il pubblico deve capire che questa è una nuova era per il teatro d'opera, un'era dove lo sfarzo di una volta non ha più posto perché non ci sono soldi". Krief, da sempre sostenitore del 'teatro di regia', anche in questa occasione ne ribadisce l'assoluta necessità: "Oggi solo con la recitazione si può 'riempire' uno spettacolo, l'estetica degli allestimenti lirici deve cambiare perché non è più tempo di vacche grasse".

Sul palcoscenico "c'è una grande scatola di legno che ha non solo compito scenografico, ma anche la funzione di rimandare la voce dei cantanti per superare la potentissima orchestrazione di Dvorak e fare risaltare la recitazione. Dentro questa scatola - racconta Krief - appaiono quando servono, semplici elementi scenici rivelatori del luogo in cui si svolge l'azione: colonne per descrivere il castello del principe, cavalletti con delle tavole e qualche bicchiere sopra per il banchetto, un asse di legno con una porta e una finestra per riprodurre la capanna della strega".

Quanto alla regia di Rusalka, Krief che ama i paradossi, la spiega attraverso il suo regista preferito: "Sembra un film di Hitchkock in cui la protagonista muore all'inizio del film. Nell'opera muore alla fine, ma per metà dello spettacolo non può cantare perché è muta", dice ridendo. "E' una delle opera più crudeli che ci siano. Racconta la storia di una ragazza che si innamora perdutamente di un uomo, un principe-Don Giovanni che nel giorno delle nozze, di fronte a tutti gli invitati, si trova un'amante. Poi però si pente e la cerca. Ma siccome la sua mamma (la strega, ndr) e il suo papà (lo spirito delle acque, ndr) le avevano detto che se il principe l'avesse tradita, il destino le avrebbe riservato la morte, quando lui la trova e la bacia, muoiono entrambi. Una squallida storia d'amore - conclude Krief - che trasposta in tempi moderni potrebbe essere la tragica vicenda di un'adolescente che contro il volere dei genitori, esce di casa per scoprire il sesso e ci rimette la vita".

Nomi internazionali nel cast: Svetla Vassileva e Anna Kasyan (12, 14) saranno le interpreti del ruolo di Rusalka, Maksim Aksenov e Peter Berger (12, 14) di quello del Principe, Steve Humes e Kiril Manolov (12, 14) dello Spirito dell’acqua. E ancora Larissa Diadkova (Jezibaba), Michelle Breedt (Principessa Straniera), Ivan Gnidii (Guardiacaccia), Eva Liebau (Sguattero). Il coro è diretto da Roberto Gabbiani. Allo spettacolo partecipa il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera.

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