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La siccità invade le campagne, è allarme tra i produttori di pomodori

22 luglio 2015 | 19.28
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Il caldo afoso sta mettendo a dura prova l'agricoltura italiana, specialmente in certe zone. E c'è forte preoccupazione per i pomodori da industria, per le colture di mais, orticole, i frutteti e i vigneti" per gli allevamenti di bovini da latte. Ed è allarme tra i produttori di pomodoro per il perdurare delle temperature superiori a 40 gradi da oltre dieci giorni, che rischiano di compromettere le coltivazioni.

I problemi riguardano sia il pomodoro che sta per essere raccolto, danneggiato da lessature e scottature, sia quello medio-tardivo, che mostra una preoccupante carenza di allegagione. A questo si aggiunge l’infestazione di Orobanche, una pianta parassita che già da diversi anni ha invaso il Tavoliere della Puglia. Tutto questo si traduce inevitabilmente in una diminuzione delle rese e di conseguenza in un forte calo della quantità prodotta che, in alcune aree particolarmente colpite, può anche arrivare sino al 40-50% in meno di quella stimata. E’ quanto è emerso dalla riunione, convocata d’urgenza della Federazione nazionale pomodoro da industria di Confagricoltura, con l’obiettivo di tracciare un primo bilancio della campagna nazionale in corso.

Il problema della siccità, si sta riversando drammaticamente sul mondo agricolo, a cui è chiesto di stringere la cinghia sull'irrigazione, mettendo a repentaglio mesi, se non addirittura anni, di duro lavoro nei campi, per non parlare del danno economico che ne deriva, al momento non quantificabile con precisione visto che la siccità avrà ripercussioni anche sulle colture autunnali.

“Le temperature elevate a cui stiamo assistendo stanno causando danni ingenti anche ai circa 750 allevamenti bovini da latte presenti nel padovano – dichiara il direttore di Cia Padova, Maurizio Antonini – L’eccessivo calore provoca un notevole stress negli animali, e ciò determina una diminuzione del 20% nella produzione di latte, con danni economici significativi per gli allevatori”.

Ma non finisce qua, perché il conto è destinato a crescere: “A ciò si aggiunge la riduzione nei turni di irrigazione da parte dei Consorzi di Bonifica, che metterà a repentaglio la produzione di 50 mila ettari di mais, 4 mila ettari di orticole, 700 ettari di frutteto suddivisi tra mele e pere, e 5.800 ettari di vigneto" sottolinea il presidente di Cia Padova, Roberto Betto.

Intanto la Coldiretti conta i danni provocati dagli incendi, ben 774 negli ultimi dieci giorni che hanno interessato boschi, campi coltivati e lambito anche i centri abitati. Sotto attacco sono gli oltre dieci milioni di ettari di bosco dove sono migliaia le varietà vegetali danneggiate ma anche gli animali, mammiferi, uccelli e rettili che li popolano. Ogni ettaro di macchia mediterranea - precisa la Coldiretti - è popolato in media da 400 animali tra mammiferi, uccelli e rettili ma anche da una grande varietà di vegetali che a seguito degli incendi sono andate perse.

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