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La sobrieta' di Chicca Lualdi Bequeen apre la settimana della sfilate milanesi

19 febbraio 2014 | 19.56
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E' Chicca Lualdi Bequeen ad aprire la settimana delle sfilate milanesi dedicate alla donna prossimo inverno. In passerella un mood di tessuti tipicamente da uomo riletti al femminile: tweed e double spezzati da texture diverse vengono movimentati da inserti di pelliccia che si fondono nel tessuto dando vita a grafiche nette. Anche i ricami intervengono ma con grande sobrietà. Le stampe geometriche stanno a suggerire la contemporaneità della collezione che è anche austera, come indicano i davantini bianchi, che tuttavia nell'insieme diventano un vezzosi.

Mai stravagante e mai sopra le righe: si è cool quando si è sobri. E' un po' questo il leit motive della sfilata e in generale della poetica di Chicca Lualdi. La felpa diventa preziosa con l'intarsio di Breshwanz; il double di lana, tessuto a quattro strati è poi ricamato con sottili grafiche lineari. Tra gli accessori spiccano il calzettone maschile impreziosito da incrostazioni di ricami; i sandali rivestiti in tweed che contrastano con la suola in para. E ancora grandi shopper in pelle e breshwanz abbinati in giochi di colore.

Per quanto riguarda la palette dominano il grigio piombo spezzato da un femminile ciclamino e toni di grigi e verdi.

"Il motivo della sobrietà è sempre quello che un po' mi ossessiona" spiega la stilista all'Adnkronos, evidenziando che si tratta di tornare a "una sorta di buon gusto dove per essere belle e femminili non serve essere eccentriche o stonate. Oggi sembra quasi che per fare notizia o essere fotografati nel mondo della moda bisogna essere sopra le righe. Trovo invece più bella una forma di femminilità legata all'eleganza dove il mio tentativo è quello di dire che l'eleganza non è noiosa e il classico non è polveroso, ma può essere frizzante, brioso e quotidiano con un accenno di sport".

Ecco allora che in passerella sfilano abitini preziosi e ricamati abbinati a sciarpe in pelliccia dall'aria sportiva. "Cerco di comunicare - spiega la stilista - semplicità e quotidianità, visto che siamo tutte donne pratiche, che lavoriamo e abbiamo una vita vera e concreta. Ci piace andare in ufficio belle senza essere fuori luogo".

Il brand ha mosso i primi passi "con il mercato italiano - sottolinea - che ci ha premiato, cui sono seguite espansioni all'estero. Quest'anno abbiamo avuto per la prima volta uno showroom a Dusseldorf, in Cina. Il mercato orientale poi, per una questione di volumi e proporzioni, è quello che ci premia molto, dal Giappone alla Corea. Il Far East in generale".

UNA CYBERQUEEN LA DONNA BYBLOS

Una regina proiettata nel futuro quella che Manuel Facchini, direttore creativo di Byblos manda in scena sulle passerelle di Milano Moda Donna per raccontare la donna del prossimo inverno. Una figura glaciale, eterea e siderale con la pelle tatuata da satelliti. E' la stessa che poi incontra una figura dal profilo opposto, cronologicamente ed esteticamente: Maria Antonietta.

Da qui nasce il concetto di cyborg queen, dove le geometrie si fondono con il bustier e crinoline dal sapore vittoriano. Rigore e romanticismo, passato e presente si fondono tra volumi ampi e vite strizzate che esplodono in gonne a pieghe piazzate. Le silhouette sono delineate e le spalle importanti: il tutto per enfatizzare l'effetto 3d creando minidress scultura.

I capispalla sono in pelle neoprenata dai volumi geometrici e grafici. I pantaloni a tubo, quasi bombate e le camicie plissè. Tanto jaquard, realizzato con stampe piazzate, jabot spessi e trasparenze. I colori dominanti sono il bianco, il nero, un mix di rosso, blu, ghiaccio e ocra.

IN PASSERELLA IL 'BOSCO INCANTATO' DI ALBERTA FERRETTI

Un 'bosco incantato', abitato da uccelli e alberi, piume e corteccia quello che va in scena sulla passerella di Alberta Ferretti per il prossimo inverno. La donna Ferretti indossa abiti che citano una natura lussureggiante o forse è la stessa natura che è come se si trasferisse sul corpo della donna tra cappotti di stuoia di lana agugliata con lampi di lamè colorato e giacche foderate di chiffon, cappotti e giacche di alpaca con interni di paillettes che prendono i colori del camouflage naturale del sottobosco. E ancora cappotti, abiti e giacche di lana e seta jaquard tridimensionale che riprende la corteccia degli alberi e abiti ricoperti con passamanerie intrecciate che ricostruiscono la tridimensionalità ottenuti con inserti in lana, pelle e seta.

Anche i capi apparentemente più semplici hanno lavorazioni molto ricercate: la giacca in alpaca ha il revers in paillettes a motivo camouflage che riproduce i colori del sottobosco e sfrangiature naturali realizzate a telaio. Il grande pull in mohair si porta con la gonna ampia in feltro e satin tutto intagliato e ricamato e il cappotto in alpaca verde muschio è tutto lavorato con effetti tridimensionali e applicazioni di fiori. Per la sera la donna di Ferretti si trasforma in uccello del paradiso con l'abito a bustier nero di piume e tulle e con quello a voliera con crinolina, intarsi di pizzo, rete e chiffon.

"Ho voglia di trasmettere emozioni - racconta la stilista - ma quelle semplici, che arrivano spontaneamente dall'osservazione della natura, dal decoro spontaneo che rapisce lo sguardo quando un bagliore di luce si insinua nel bosco". La natura copre il corpo femminile con delicatezza, come per l'abito voliera in chiffon nero. Un modo di emozionare - aggiunge - con istinto e naturalezza. Abiti che hanno una loro stioria e non nascono in funzione di uno show, ma sono pensati per una donna speciale".

QUADRI VIVENTI TRA IMPRESSIONISMO E ART DECO' DA ANGELO MARANI

Quadri viventi tra impressionismo francese e secessionismo viennese, il liberty anglo-indiano, il deco' e lo Jugendstil tedesco: quella che va in scena da Angelo Marani è una collezione che vede impressa sugli abiti una sorta di unione europea delle arti. Le citazioni sono molte, da fine Ottocento e inizi Novecento con movimenti random e senza un ordine cronologico. L'iconografia storica è abbinata alla ricerca condotta sui tessuti. Questa doppia anima è sottolineata anche dalla struttura dei capi: doppi grazie all'utilizzo delle zip che rendono ogni pezzo trasformabile e originale.

Sul matelassé con la luce soffusa degli ori di Klimt, le macchie di leopardo si scompongono e si ricompongono: allargate, ristrette e intrecciate formano un florilegio secessionista Arte Noveau. Il disegno grafico e flessuoso è realizzato con sottili cordoncini inseriti nella base di seta e cachemire. Le trame decorative nell'orlo dell'overcoat diventano frange.

Le geometrie del divano del dottor Freud: quadri e rombi stampati in sequenza e lavorarti a maglia nei pull mohair. le geometrie decò si esprimono negli angoli retti di Josef Hoffman. Venti tasselli anatomici di pizzo, maglia jaquard e panno compongono il twenty tubino. Dodici particelle di pelle scandiscono le Decol Twelve con tacco a stiletto e ballerina a punta. Sono invece 220 i tasselli della Twenty century Fur, un visone con 220 intarsi. La pittura en plein air dell'impressionismo francese fiorisce sul panno di cachemire color avorio. All'overcoat si affianca il kimono in maglia con eteree maniche di chiffon. Nelle tuniche diritte e corte i dettagli dei paesaggi di Renoir e Monet si illuminano di paillettes. Con un salto di un secolo si approda infine allo stile astratto di Jackson Pollock.

"Amo la donna vestita da donna, non la donna androgina" confessa all'Adnkronos lo stilista. "Sono partito con questi stili molto duri di inizio 900 e ho dato loro femminilità con intarsi, pellicce, angore , cashmere molto morbidi. La femminilità l'ho restituita anche spacchi e cerniere che posso aprire più o meno a seconda dell'occasione".

Marani, poi, non le manda a dire: "non sappiamo valorizzare le nostre eccellenze, il lavoro e la ricerca delle nostre donne. E' un patrimonio infinito che viene buttato alle ortiche e nessuno dice nulla del disastro del manifatturiero italiano. Viene buttato alle ortiche e si tratta invece del meglio che possiede l'Italia. Siamo stati capaci di far sì che le più belle donne del mondo vestissero solamente i nostri abiti".

Un appello dunque a salvaguardare e valorizzare tutto ciò che di meglio l'Italia produce, ciò che è arte e bellezza, moda compresa che ne è espressione.

ELISABETTA FRANCHI, STILE 'DRESS-DOLL' PER UNA DONNA ROMANTICA MA DETERMINATA

Abiti a tulipano, gonne a ruota o a trapezio. Tagli rigorosi e sartoriale. Linee contemporanee, volumi inusuali. Su tutto, il bianco dominante. La donna di Elisabetta Franchi è ispirata al mondo delle fiabe, tra boschi e principesse. Angelica e sensuale allo stesso tempo, ha un carattere deciso e determinato. ‘’Il trend di questa stagione – spiega la designer a Ign, testata online del gruppo Adnkronos – è il ‘dress doll’, l’abito rubato alle bambole’’. Mi sono ispirata a una Biancaneve contemporanea; una donna romantica, ma consapevole della propria bellezza. Una donna che osa’’.

Tessuti e accessori sono completamente animal-friendly. Al bando pellicce e lana di angora, via libera ai tessuti impalpabili in crepe. Ampio spazio anche allo stretch, che sottolinea la silhouette ed esalta le forme. Fari puntati sulle spalle, valorizzate da giacche oversize e scollature a trapezio, e sul punto vita, sottolineato dalle linee alte delle gonne

Le linee esaltano la silhouette e valorizzano le curve. ‘’Voglio accompagnare la mia donna a linee un po’ diverse - spiega la stilista -. Quindi abiti a tulipano, gonne a ruota, capi dalla vestibilità un po’ a sacchetto. Linee molto contemporanee’’.

Fiabesca anche la scelta dei colori. Tra le sfumature del cioccolato e della crema, della peonia e del melograno, il protagonista assoluto è l’avorio, puro o miscelato in eleganti combinazioni cromatiche.

FRANKIE MORELLO, L'INQUIETUDINE SENSUALE DELLE VERGINI DI COPPOLA

È una giovane donna pervasa da un sentimento di sensuale inquietudine, quella a cui si ispira la collezione Frankie Morello per l’autunno-inverno 2014-15. Un chiaro richiamo alle vergini suicide del film di Sofia Coppola. ‘’La donna che abbiamo voluto presentare – spiegano Pierfrancesco Gigliotti e Maurizio Modica, anime creative del brand a Ign, testata online del gruppo Adnkronos - è una ragazza alla ricerca di un equilibrio, che ama tenersi aggiornata, conoscere, leggere, andare alle mostre d’arte. Una ragazza contemporanea, con tutte le proprie inquietudini e i propri travagli, ma che non è fuori dal mondo’’.

I capi rapresentano lo specchio di quest’anima inquieta, in un mix di tessuti e colori contrastanti tra loro. ‘’Abbiamo cercato - sottolineano i due stilisti - di lavorare su tessuti estremamente leggeri affiancati a trame un po’ più strutturate, più tridimensionali. E' un abbigliamento estremamente femminile, sensuale, abbinato a capi più maschili e rigorosi, come le divise del college’’.

Le linee rigorose si sovrappongono a spacchi impercettibili e lunghezze ridotte. Capi fluttuanti e trasparenti sono accostati a tessuti più corposi.

Inediti gli abbinamenti di colore: i toni delicati del rosa cipria e dell’azzurro cielo, vengono accostati a colori solidi come il nero, il blu scuro e il grigio, creando insoliti effetti.

PROTESTA DEGLI ATTIVISTI DI GREENPEACE A MILANO: 'VERSACE DETOX NOW'

Protesta degli attivisti di Greenpeace contro l'uso di prodotti chimici nella produzione di capi d'alta moda. Nella prima giornata delle sfilate femminili nell'ambito della Settimana della Moda una decina di persone in tuta arancione hanno manifestato nella galleria Vittorio Emanuele, a pochi passi da piazza del Duomo.

Alcuni si sono appesi alla cupola dell'Ottagono e hanno calato un banner di 100 metri quadri dal soffitto, sul quale sono raffigurati la top model russa Eugenia Volodina e un giovane Re chiaramente oltraggiato dalla presenza di sostanze tossiche nei suoi vestiti. Il testo del banner e' 'Beautiful fashion, ugly lies? #TheKingisNaked'. Altri esponevano invece uno striscione 'Versace detox now', ossia 'Versace disintossicati ora', "per chiedere al brand italiano di agire subito per ripulire i propri vestiti", si legge nella nota di Greenpeace.

"Abbiamo svelato l'incubo tossico che si nasconde dietro a questi abiti da sogno e chiediamo insieme a questo piccolo re vestiti liberi da sostanze tossiche per ogni bambino del pianeta. E' arrivato il momento che i grandi marchi come Versace facciano quello che i consumatori e gli appassionati di moda di tutto il mondo stanno chiedendo: eliminare dalla propria filiera le sostanze chimiche pericolose. Valentino e Burberry lo hanno già fatto, cosa sta aspettando Versace?", chiede Chiara Campione, responsabile del progetto The Fashion Duel.

‘’I nostri attivisti – spiega la Campione a Ign, testata online del gruppo Adnkronos - hanno deciso di aprire la Settimana della Moda di Milano dando una lezione di stile ai brand del lusso che qui, da oggi, presentano al mondo le loro nuove collezioni’’.

Il messaggio rivolto alle griffe, ‘’in particolare a Versace, i cui capi sono risultati tra i più coinvolti dall’utilizzo di sostanze chimiche pericolose e metalli pesanti’’, è di ‘’impegnarsi immediatamente alla eliminazione di queste sostanze dalla propria filiera così come hanno già fatto venti marchi globali, a livello internazionale, e alcuni brand del lusso come Burberry e Valentino’’.

Tra le sostanze più pericolose rilevate, sottolinea Campione, anche ''ftalati, perfluorocarburi, antimonio e nonilfenoletossilati. Questi ultimi, per capire, rilasciati in ambiente acquatico, riescono a interferire con il sistema endocrino della fauna acquatica facendo cambiare il sesso ai pesci’’.

La campagna di Greenpeace punta molto sul coinvolgimento del popolo del web. ‘’In questo momento – continua Campione - sono già migliaia le persone che sui social network stanno chiedendo a Versace di incontrare Greenpeace per assumere lo stesso impegno sottoscritto da Burberry e Valentino. per questo abbiamo creato l’hashtag #thekingisdead che rievoca la favola dei fratelli Andersen ‘I vestiti nuovi dell’imperatore’ e racconta di un re il quale, resosi conto che i suoi meravigliosi vestiti sono pieni di sostanze tossiche, si rifiuta di indossarli’’.

Pochi giorni fa Greenpeace International ha pubblicato un rapporto che mostra come le stesse sostanze chimiche pericolose usate dai marchi di largo consumo sarebbero impiegate anche da alcuni brand del lusso - come Versace, Louis Vuitton e Dolce&Gabbana - per produrre capi di alta moda per bambini.

Sono venti le aziende (Nike, Adidas Puma, H&M, M&S, C&A, Li-Ning, Zara, Mango, Esprit, Levi's, Uniqlo, Benetton, Victoria's Secret, G-Star Raw, Valentino, Coop, Canepa, Burberry e Primark) che hanno sottoscritto finora l'impegno Detox di Greenpeace, con l'obiettivo di assicurare la trasparenza della filiera, richiedendo ai propri fornitori di pubblicare i dati sugli scarichi delle sostanze chimiche pericolose e azzerare gli scarichi di sostanze chimiche pericolose entro il 2020.

IL COMUNE DI MILANO APRE PALAZZO REALE ALLE SFILATE DEI GIOVANI TALENTI

Il Comune sostiene e incoraggia i giovani stilisti, mettendo a disposizione uno degli spazi più suggestivi della città, Palazzo Reale. Dopo il successo fatto segnare la scorsa edizione, sarà nuovamente il fascino senza tempo della Sala delle Cariatidi a ospitare le creazioni di cinque giovani talenti selezionati dalla Camera Nazionale della Moda in occasione di Milano Moda Donna 2014. Alle cinque sfilate sarà presente l'assessore Cristina Tajani, a testimoniare l'attenzione dell'Amministrazione comunale nel valorizzare i giovani talenti.

''Oggi comincia a Milano la fashion week. Oltre all'inevitabile 'glamour' c'è la necessità di rilanciare la filiera italiana del tessile e della moda, il saper fare manifatturiero e artigianale, la creatività soprattutto dei giovani talenti'', ha detto l'assessore alla Politiche per il Lavoro, Moda e Design Cristina Tajani.

''Grazie a questa operazione - prosegue l'assessore - che di fatto offre ai giovani stilisti emergenti una location così prestigiosa come la Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale, abbiamo messo in atto una cooperazione intelligente tra pubblico e privato che parla alla città ma anche all'Italia, che cerca la strada per uscire dalla crisi valorizzando il proprio patrimonio produttivo e di talento". Da domani, giovedì 20 febbraio, estro, creatività e fantasia saranno protagonisti nella Sala delle Cariatidi a partire dalle ore 11.30 con le visioni di Andrea Incontri e alle ore 17 sarà la volta di Cristiano Burani. Sabato 22 alle ore 20.00 toccherà alla designer cinese Uma Wang misurarsi con il giudizio di stampa specializzata e buyers mentre domenica 23 alle 17 sarà on stage Marco De Vincenzo. A chiudere un'intensa settimana, lunedì 24 alle ore 12.30 l'astro nascente Stella Jean.

BOSELLI, OBIETTIVO 'MILANO CITTA' APERTA'

'Milano città aperta': questo l'obiettivo che è necessario perseguire per la capitale del pret à porter internazionale, che si prepara a ricevere Expo 2015, ma che deve vivere comunque sempre più di internazionalità. Lo sottolinea all'Adnkronos il presidente della Camera nazionale della moda italiana Mario Boselli nel giorno in cui inaugurano le passerelle milanesi dedicate alla donna del prossimo inverno.

"Il problema di Milano è che si tratta di una città un po' troppo chiusa e non particolarmente ospitale nei confronti del variegato mondo internazionale che è abituato ad andare in città che si chiamano New York, Parigi, Londra che sono aperte se non 24 ore su 24 e molto di più" osserva Boselli che insiste: "abbiamo bisogno che anche Milano sia aperta".

In questo senso va intesa la novità lanciata nei giorni scorsi del 'Fuoriexpo' che le diverse istituzioni e organizzazioni della moda e del design si apprestano a organizzare. "Il Fuorisalone vuole essere un modo per far capire ai milanesi in primis che cosa deve essere una città aperta e poi, imparata la lezione, rimanere aperta anche nel dopo expo" conclude Boselli.

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