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Parchi: negli ultimi 10 anni attivati 1700 progetti di ricerca

21 giugno 2018 | 14.32
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(Fotolia)

I parchi nazionali e le aree protette sono in prima linea per la difesa della biodiversità. Ogni anno al loro interno si svolgono oltre 200 attività di censimento e monitoraggi su habitat e specie. Nei soli Parchi nazionali negli ultimi 10 anni, sullo stesso tema, sono stati attivati 1700 progetti di ricerca mentre in media ogni anno si svolgono 45 operazioni di reintroduzione e ripopolamento.

Un ruolo fondamentale se si considera che in Italia è a rischio il 45% di animali vertebrati sulle 1.265 specie presenti sul nostro territorio; il 15% delle piante superiori; il 40% delle piante inferiori e il 30% dei principali ambienti naturali. Parchi e aree protette garantiscono la salvaguardia e la protezione delle specie animali e della flora: 5.600 diverse specie vegetali (il 50% delle specie europee e il 13% endemiche); 57.000 le specie animali di cui 56.168 invertebrati; 1.265 vertebrati; 93 specie di mammiferi; 473 specie di uccelli; 58 specie di rettili; 38 specie di anfibi; 473 specie di pesci ossei; 73 specie di pesci cartilaginei.

Un impegno portato avanti dall’intero sistema delle aree protette del nostro Paese. In Italia ci sono 24 Parchi Nazionali, 134 Parchi Regionali, 147 Riserve Naturali Statali, 27 Aree Marine Protette (più tre in via di istituzione), oltre 360 Riserve regionali. Una garanzia per la salvaguardia della natura, dell’ambiente, della biodiversità.

“I parchi e le aree protette italiane sono un patrimonio naturale collettivo, la loro funzione prioritaria è quella della conservazione della biodiversità. Essi costituiscono il punto avanzato di tutela dell’ambiente e un eccellenza del nostro Paese, inoltre rappresentano anche un modello di sviluppo sostenibile, un punto di incontro fra l’uomo e la natura. Un bene comune che richiede la cura e l’attenzione di tutti i cittadini e di tutte le istituzioni", spiega il presidente di Federparchi Giampiero Sammuri in occasione dell’incontro nazionale promosso da Federparchi su “Monitoraggo e conservazione della biodiversità nelle aree protette”, oggi a Cogne (Aosta) nel Parco Nazionale del Gran Paradiso.

L'incontro di oggi, spiega Italo Cerise, presidente del Parco nazionale del Gran Paradiso, "è anche un momento di confronto e di crescita del sistema delle aree protette che vuole contribuire allo sviluppo sostenibile dei territori di riferimento, attraverso la conservazione della natura e la fornitura di una pluralità di benefici ecologici, socioeconomici e culturali. A tale proposito credo che l’esperienza del Parco nazionale del Gran Paradiso con i suoi 96 anni di attività possa essere particolarmente significativa”.

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