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La vendetta di Valérie su Hollande? Per lo psichiatra funzionerà: "Ci sarà un crollo d'immagine"

04 settembre 2014 | 16.37
LETTURA: 4 minuti

Secondo Claudio Mencacci i francesi "non perdoneranno" e il presidente verrà affossato: "Una caduta di stile intollerabile per un popolo che ha l'eleganza scritta nel Dna". Ma anche l'ex non ne uscirà vincente

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Francois Hollande (Infophoto) - INFOPHOTO

"Una vendetta esibita che la Francia non perdonerà". Non al vendicatore, ma alla sua vittima. Lo psichiatra Claudio Mencacci analizza l'ultima puntata della telenovela dell'Eliseo e azzarda la sua previsione: per lo spiccato 'senso estetico' dei cugini d'Oltralpe sarà impossibile sopportare le rivelazioni di Valérie Trierweiler su François Hollande. "Una caduta di stile intollerabile per un popolo che ha l'eleganza scritta nel Dna". E così il libro-verità dell'ex tradita riuscirà molto probabilmente a centrare il suo obiettivo: affossare politicamente il presidente francese sotto i colpi di "un crollo di immagine" da cui sarà difficile rialzarsi.

Ma se Hollande potrebbe pagare nel segreto delle urne il prezzo della sua passione per la giovane attrice Julie Gayet, fatto di fughe notturne in motorino per addolcire il risveglio dell'amata con un carico di croissant ancora caldi, nemmeno Valérie uscirà vincente dalla sua guerra. "Covare il proprio rancore in privato, così come esibirlo in pubblico - spiega all'Adnkronos Salute l'esperto, direttore del Dipartimento di neuroscienze dell'ospedale Fatebenefratelli di Milano - sono due reazioni opposte che significano la stessa cosa: non abbandonare l''odiato', portarlo sempre con sé". In altre parole, non liberarsene mai.

"La vendetta più fantastica sarebbe invece l'indifferenza totale". Un'arma invincibile, assicura lo psichiatra, perché "non c'è nulla di peggio per chi la subisce e nulla di meglio per chi la attua". Anche se poi, precisa Mencacci, "la pace interiore torna solo col perdono. Lo dimostrano gli studi neuroscientifici: è solo con l''assoluzione' che il cervello ritrova equilibrio e serenità".

Sulla vendetta amorosa e le vie per gustarla, meglio ancora se fredda, "esiste una fiorente letteratura", sottolinea Mencacci. Le strade possibili sono le più svariate: da quella vecchia come il mondo dell'instillare nel traditore il senso di colpa, "esasperando un disturbo di salute o la sofferenza del momento fino a farsi del male" (strada che nemmeno Valérie ha disdegnato tentando di ingoiare una busta di sonniferi e finendo in ospedale), a quella più hi-tech del "formattare il computer di lui per cancellarne tutti i dati". Passando dal "tradirlo a sua volta, magari con il suo migliore amico", senza tralasciare nessun colpo basso mirato a ferire il proprio ex nei suoi punti più critici: "Ed ecco che l'uomo di sinistra è descritto come uno che in privato chiama i poveri 'sdentati'".

"Per farlo sentire umiliato, insicuro e inadeguato, e appagare la propria sete di vendetta per le ferite subite", vale tutto. Ogni "esercizio di cattiveria" è lecito e le più accanite sono proprio le sono le donne. Più viscerali quando amano, ma anche quando odiano. "L'indole femminile è per natura appassionata, gelosa, possessiva e quindi anche vendicativa", ragiona lo psichiatra. Un approccio che da un lato "fa parte della ricchezza sentimentale che la donna vive", e dall'altro "corrisponde a una precisa conformazione del cervello femminile: più 'integrato' di quello dell'uomo, che segue invece direttrici lineari e dimentica con una birra e una sigaretta". La donna no, lei non dimentica. Così come la gelosia, anche la vendetta è donna.

Anche se, fa notare Mencacci, c'è vendetta e vendetta. Se 'la versione di Valérie', donna di comunicazione, è stata messa nero su bianco nelle pagine di un libro, "altre storie 'vip' ci insegnano che la vendetta si può anche consumare in casa. E' quello che accade nelle famiglie reali e l'ultimo esempio ce l'ha offerto Sofia di Spagna - ricorda l'esperto - che per vendicarsi dei tradimenti dell'ex re Juan Carlos, come unico atto pubblico si è limitata a non festeggiare l'anniversario di matrimonio". Mencacci conclude citando Tacito: "Scriveva che tanto è più facile ricambiare l'offesa che il beneficio, perché la gratitudine pesa mentre la vendetta reca profitto. Dolce è la vendetta, dicono altri. Ma se vendicare è umano - ammonisce lo psichiatra - perdonare è divino". L'unica, vera cura per l'anima.

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