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L'ad di Yamamay e Carpisa: "Puntiamo a chiudere 2022 a 340 mln, focus su linee Man"

25 gennaio 2022 | 13.57
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Prosegue la crescita dei due marchi nel portafoglio di Pianoforte Holding ma Gianluigi Cimmino avverte: "Con green pass nei negozi flussi rallentati del 60%"

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Uno degli store Yamamay

E' "ottimista" sui mesi che verranno e guarda fiducioso alla fine dell’anno: "Puntiamo a chiudere il 2022 a 340 milioni di euro" dice all’Adnkronos Gianluigi Cimmino, amministrato delegato di Carpisa e Yamamay, controllate dal gruppo Pianoforte Holding. Ma al tempo stesso traccia un quadro allarmante sulla situazione attuale, legata al nuovo Dpcm con negozi e attività commerciali dove, dal primo febbraio, per accedere sarà necessario esibire il green pass. "E’ una misura che rallenta i flussi di molte attività - dice amareggiato Cimmino -. Il cambiamento lo vedremo dal primo febbraio ma già da gennaio i flussi si sono ridotti del 50-60% sia per i centri commerciali sia per le realtà cittadine e mi aspetto un ulteriore rallentamento dall’introduzione dei nuovi controlli. A questo punto l’e-commerce diventa un’alternativa più comoda per chi va a fare shopping e deve tirar fuori il green pass ogni volta che entra in un negozio”.

Per Mr Yamamay non è "equo" che gli ipermercati e i supermercati non siano sottoposti agli stessi controlli: “Sono luoghi di assembramento - osserva - vendono non solo generi alimentari ma anche prodotti che si trovano nei negozi sottoposti a controlli. Ancora una volta si cade sulla discriminazione del primo lockdown". In quel periodo buio del 2020, il gruppo Pianoforte Holding, che conta 2.500 dipendenti nel mondo, ha perso “oltre 100 milioni di euro” ma ora è tornata a premere l’acceleratore sullo sviluppo retail, con un piano di oltre 100 aperture tra nuovi negozi e il recupero di attività chiuse durante la pandemia, che andranno ad affiancarsi ai 450 di Carpisa e ai 600 Yamamay già in attività.

“Il mercato è pronto a rispondere - spiega Cimmino -. Nel 2022 dovremmo tornare a crescere anche rispetto al 2019 e puntiamo a chiudere a 340 milioni di euro”. Le premesse, del resto, ci sono tutte: “Il secondo semestre del 2021 siamo tornati ai livelli pre pandemici - evidenzia Cimmino -. Il 2022 prevedeva il proseguimento di questa crescita brillante ma guardando a come è partito gennaio tutto al momento è rallentato. Io però sono molto ottimista del fatto che siamo alla fine della pandemia, vedo la luce in fondo al tunnel e sono convinto che variante Omicron rappresenti la fine della pandemia”.

Al centro del gruppo resta l’universo femminile: “E' il nostro core business - sottolinea Cimmino - ma in questo momento il settore che cresce di più è quello dell’uomo. Abbiamo un programma importante di sviluppo con un’insegna dedicata, Yamamay Man. Ci sta dando tante soddisfazioni e gran parte della crescita nel prossimo biennio la vedremo in questo settore”. Lo stesso vale per Carpisa. “Anche qui il segmento che cresce di più è quello maschile, grazie allo sviluppo del mondo del travel urbano” ammette Cimmino, che però resta critico su uno dei temi più caldi del momento, quello del caro bollette.

“I 4 miliardi del governo saranno insufficienti - osserva - anche perché al problema energetico si somma l’aumento dei costi delle materie prime, che determinerà sicuramente un raffreddamento dei consumi e di conseguenza della crescita. Se nel secondo semestre 2021, anche per noi è stata ottima, va detto che non è una crescita solida e che basta poco per arrestarla”. Anche le locazioni commerciali, chiosa Cimmino, sono una questione "da sfinimento". Da due anni, rimarca l'ad, "portiamo avanti la trattativa. Quello che ci vorrebbe è un intervento del governo, con un fondo di garanzia per spalmare queste riduzioni di affitto al termine dei contratti, con una garanzia dello Stato".

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