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1982

L'aereo Mundial a rischio 'rottamazione', Alitalia pronta a donarlo

02 marzo 2016 | 19.28
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Dino Zoff, Sandro Pertini, Enzo Bearzot e Nicola Signorello con la coppa dei Mondiali 1982 (Foto Fotogramma) - FOTOGRAMMA

"Sono anni che cerchiamo di salvaguardare quello che è diventato un simbolo del nostro Paese. Siamo pronti a donarlo, ma finora non abbiamo trovato nessuno disponibile". E' questa la posizione di Alitalia, secondo quanto apprende l'Adnkronos, in merito alla notizia secondo cui sarebbe a rischio demolizione l'aereo DC9 che nel luglio del 1982 riportò gli azzurri di Bearzot in Italia dopo il trionfo ai Mondiali di Spagna.

Fu proprio su quel volo che si giocò la celebre partita di scopone cui partecipò anche l'allora presidente della Repubblica, Sandro Pertini. L'aereo, anche a causa degli alti costi di gestione, ora è fermo all'esterno di un hangar dell'aeroporto di Fiumicino. Alitalia spiega che "è dal 2010 che proviamo a salvarlo, cercando dei compratori" e che "chi inizialmente ha manifestato un interesse poi ha fatto un passo indietro". Alitalia ribadisce di essere pronta a fare "tutto il necessario, anche a donarlo, purché venga salvaguardato questo patrimonio della memoria storica del paese".

"Siamo certi che non saremo lasciati soli in questo impegno", ha ribadito il presidente di Alitalia, Luca di Montezemolo. Sul tema è intervenuto anche il responsabile Sport del Partito Democratico, Luca Di Bartolomei, rivolgendo in una nota un appello a Figc e Alitalia: "Sarebbe bello se Alitalia smontasse quel pezzo di storia dello sport e la Figc trovasse un posto per ricreare quella scena all’interno del Museo del Calcio di Firenze".

FIGC - Salvare il DC9 che riportò a casa gli azzurri in Italia dopo la vittoria del Mundial '82? A quanto apprende l'Adnkronos la Figc è "interessata ad approfondire" la vicenda per salvare una pagina della storia italiana.

Con il rischio demolizione per il velivolo la Federcalcio sta pensando di farsi carico del salottino in legno dove si disputò la mitica partita a carte tra il presidente della Repubblica Sandro Pertini, il ct Enzo Bearzot, e gli azzurri Dino Zoff e Franco Causio trasferendolo presso il Museo del Calcio di Firenze.

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