cerca CERCA
Sabato 22 Gennaio 2022
Aggiornato: 23:00
Temi caldi

"Lager mai esistiti per i tedeschi" Parole di Berlusconi irritano Pse

27 aprile 2014 | 08.59
LETTURA: 7 minuti

alternate text

Silvio Berlusconi rievoca il famoso diverbio con Martin Schulz all'Europarlamento. Lo fa durante la conferenza stampa a Milano per la presentazione dei candidati di Forza Italia alle Europee, affermando che alla sua battuta sul ruolo da kapò per cui lo avrebbe proposto, l'Aula reagì male: "Apriti cielo, perché per i tedeschi, secondo loro, i campi di concentramento non ci sono stati. Le fosse di Katyn sì (dove l'Armata Rossa seppelli' militari polacchi, ndr), i campi di concentramento no".

E non solo: "Come Forza Italia dobbiamo contare all'interno del Ppe, che gli ultimi sondaggi danno in vantaggio rispetto ai socialdemocratici e alla sinistra. Lo ricordo, perchè se la sinistra vince le elezioni europee, lì ci va quel signore che si chiama Martin Schulz al quale io involontariamente ho fatto campagna pubblicitaria straordinaria e che, tra l'altro, non ha una grande simpatia per il sottoscritto e nemmeno per l'Italia".

DURA REAZIONE - Il Partito socialista europeo chiede alla cancelliera tedesca Angela Merkel e a tutti i leader del Ppe, tra cui il candidato alla presidenza della Commissione europea Jean-Claude Juncker, di "condannare i commenti indegni" rilasciati da Berlusconi. Parole che secondo il presidente del Pse, Sergei Stanishev, "sono un insulto a tutto il popolo tedesco, non solo a Martin Schulz. Inoltre sono un tentativo cinico di distrarre dalle vere questioni di queste elezioni, come la necessità di più crescita e lavoro in Europa". Ancor più netto, il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz: "Berlusconi è sinonimo di odio, invidia e litigio. Vuole mettere i popoli uno contro l'altro per ottenere un vantaggio per sé e per il suo partito. Questo è scandaloso e contraddice tutto ciò che l'Italia è: un Paese meraviglioso con un grande popolo"."L'Europa - ha aggiunto - è sinonimo di pace e solidarietà tra i popoli e le nazioni. Questo non sarà minacciato dalle stupide parole di Berlusconi".

CAPITOLO RIFORME - ''Se c'è una parte politica che da 20 anni vuole fare le riforme questa si chiama Forza Italia prima, Pdl poi e ancora Forza Italia... Si chiama Silvio Berlusconi e tutti noi!'', ha detto Berlusconi cogliendo così l'occasione per smentire le ricostruzioni dei giornali che parlano di un suo ''passo indietro sulle riforme''.

''I soliti sciocchi in malafede - avverte - hanno accusato, come al solito, Berlusconi di non mantenere i patti e di non voler fare le riforme'' e di voler ''fare un passo indietro. Io nella mia vita privata, nella mia vita da imprenditore e da uomo di Stato -assicura il leader di Fi rivolgendosi a Matteo Renzi- ho avuto una sola volta l'occasione di non mantenere la parola e non per colpa mia. Se c'e' qualcuno che mantiene la parola data sono io...''.

''Dalla sinistra e dal Movimento 5 Stelle - sottolinea - è uscita la solita accusa che Berlusconi non vuole fare le riforme e non mantiene la parola. Se c'è qualcuno che vuole farle è Forza Italia e Berlusconi. Le riforme che arrivano non sono del signor Renzi ma le nostre riforme. L'Italia così com'è non è un Paese governabile'', avverte il leader azzurro.

E poi: ''Le riforme che arrivano non sono del signor Renzi, ma sono le nostre, perché l'Italia così com'è non è governabile". Lo ha sottolineato Silvio Berlusconi, parlando a Milano per la presentazione dei candidati di Fi alle europee.

Berlusconi coglie così l'occasione di tornare su una riforma in particolare, quella della giustizia: "E' la riforma delle riforme''. Un tema, oltretutto, sul quale "le battaglie - prevede l'ex cavaliere - che dovremo fare saranno innumerevoli e temo cruenti".

QUATTRO COLPI DI STATO - "Oggi, in questa situazione, non c'e' democrazia, bisogna sperare che al più presto si vada alle elezioni'', ma ''serve una nuova legge elettorale", dice Berlusconi che ricorda: "Siamo in una situazione di non democrazia. Siamo governati da tre governi che non sono stati eletti dal popolo''. E dal '92-'93 ''abbiamo avuto quattro colpi di Stato''. Lo ribadisce Silvio Berlusconi a Milano.

''Quando c'e' un colpo di stato? Non uso il termine golpe -precisa- uso colpo di Stato, quando un governo eletto dal popolo viene sostituito da un altro governo che non esce dalle urne, anzi, qualche volta, ed e' successo con Monti, il popolo neppure lo conosce''.

ELEZIONI EUROPEE - ''Come si fa a raggiungere i moderati delusi e disgustati dalla politica? Occorre parlarci e convincerli con dei buoni argomenti, uno per uno'' dice Berlusconi per conquistare gli indecisi dell'area moderata. Il Cavaliere ne approfitta per criticare ancora una volta le trasmissione politiche in tv: ''Gli italiani sono schifati dalle trasmissioni politiche, ci sarà un motivo se 'Servizio Pubblico' di Santoro è sceso al 5% e se Vespa lo mettono alle 11 di sera...''.

''Il 50% degli italiani -insiste il leader di Fi- è costituito da moderati. Come possiamo convincerli? Non con le televisioni, gli italiani sono disgustati. Coi giornali? No, perché il 90% stanno dall'altra parte... Lo ripeto, c'è un solo modo, convincerli: con dei buoni argomenti, uno per uno. Per questo, abbiamo lanciato un appello alle persone a impegnarsi e abbiamo fondato i club''.

ELEZIONI POLITICHE - ''L'altra sera in televisione ho detto che guardiamo alle prossime elezioni politiche nazionali per vincerle. E' possibile vincere -spiega- solo con titanica organizzazione, a cui lavoro da mesi. Fatti 100 il numero di italiani con diritto di voto, metà dichiara di non votare perché delusi, amareggiati, disgustati. Un terzo vota per il Pd e Sel, un terzo per noi, un terzo per Grillo e altri. Da qui la considerazione che l'Italia oggi ha questo governo, a cui siamo sottomessi senza elezioni, che ha il 15% dei consensi''. ''Un sondaggio -rivela il Cav- ci fa ritenere che nelle elezioni del febbraio scorso ci siano stati sottratti 25 voti per sezione''.

FISCAL COMPACT - "Fiscal compact e vincolo del 3% del deficit rispetto al Pil sono antistorici rispetto a situazione che c'è in Europa e in Italia", per questo "chiederemo una moratoria", dice aggiungendo: "Io avevo firmato un altro fiscal compact - rivendica l'ex Cavaliere replicando a chi lo accusa di averlo introdotto - Monti ha dimenticato due emendamenti fondamentali su cui avevo messo il veto".

PAR CONDICIO E FINANZIAMENTO PUBBLICO - La legge sulla par condicio "è un vincolo assurdo che il nostro paese ha. E' esattamente il contrario di quello di cui avremmo bisogno. E' contra personam, voluta contro di me e contro l'Italia" poiché "spinge al frazionamento dei voti", dice Berlusconi.

E non solo: anche la legge sul finanziamento pubblico ai partiti "è una legge assurda e contro di noi" rincara la dose. Per l'ex cavaliere, si tratta, "di fatto", di una legge contro gli 'azzurri" perché "Fi ha sempre potuto contare sul sostegno dello stesso Berlusconi". Dopo il via libera al provvedimento "ci siamo trovati impreparati perché non credevamo che si potesse arrivare a un provvedimento tanto antidemocratico".

TOTI CAPOLISTA - Giovanni Toti "incarna l'identikit della persona perbene e moderata", dice quindi Berlusconi. "Sono felice che gli sia stato affidato dai coordinatori regionali il ruolo di capolista. Lavora molto - prosegue - lo trovo la mattina in Piemonte" il pomeriggio altrove, "gli ho chiesto se ha un gemello perché a volte sembra quasi abbia il dono dell'ubiquità".

ATTACCO AL M5S - "L'avvento di una forza dell'anti-politica che si chiama Movimento 5 stelle" è per Silvio Berlusconi una "malattia". Quello di Beppe Grillo è un Movimento che si "rivolge agli italiani arrabbiati". I 5 Stelle hanno avuto "il 25% alle politiche", guadagnando tantissimi parlamentari "che, con il loro comportamento, hanno disgustato gli italiani", a detta dell'ex Cavaliere.

RENZI BRAVO COMUNICATORE - La "nuova star del firmamento politico della sinistra: il simpatico e coraggioso, bravissimo comunicatore Renzi", sostiene l'ex cavaliere, che scherza: "quel bel fioeu li'" (quel bel ragazzo in dialetto milanese, ndr), è "efficace, è simpatico, in tv fa scintille", ma "non bisogna votare per simpatia", bensì "per il bene del Paese".

Inoltre, per l'ex cavaliere il premier "è sempre in tv". E quantifica: in "cinque ore e quaranta minuti il sabato e 5 ore e 40 minuti la domenica" la presenza del premier in tv. "Con un diluvio di questo tipo - dice l'ex cavaliere intervenendo alla presentazione dei candidati di Fi per la circoscrizione Nord Ovest alle Europee - se siamo al 20%, dobbiamo accendere un cero a qualcuno".

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche
ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza