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L'allarme del Censis: "Persi oltre 1 milione di elettori, è rischio fuga dalle urne"'

13 maggio 2016 | 10.17
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Rischio fuga dalle urne. Sono quasi 13,5 milioni gli italiani chiamati al voto il prossimo 5 giugno per le elezioni amministrative. Si voterà in 1.368 comuni, di cui 7 capoluoghi di regione: Bologna, Cagliari, Milano, Napoli, Roma, Torino e Trieste. Ma dal confronto del numero dei votanti che si sono recati al seggio nelle ultime tre elezioni comunali emerge che alle ultime amministrative a Roma hanno votato 572.000 elettori in meno (-31,5% tra il 2001 e il 2013), 225.000 in meno a Milano (-25% tra il 2001 e il 2011), 166.000 in meno a Torino (-26,1% nello stesso periodo), 89.000 in meno a Napoli (-15,4% nello stesso periodo), 46.000 in meno a Bologna (-17,5% nel periodo 2004-2011), 20.000 in meno a Cagliari (-16,9% tra il 2001 e il 2011), 20.000 in meno a Trieste (-16,2% nello stesso periodo).

A quanto emerge da una elaborazione diffusa oggi dal Censis, nelle sette principali città coinvolte nelle prossime elezioni amministrative sono fuggiti dalle urne complessivamente 1.138.000 elettori nel giro di tre tornate comunali, cioè il corrispettivo degli abitanti di due intere città grandi come Torino e Trieste messe insieme.

Dopo la grande stagione dei sindaci, inaugurata con l'elezione diretta e la forte personalizzazione delle candidature, è subentrata una fase di disillusione con una impennata dell'astensionismo.

A Roma si è passati da un'affluenza pari al 79,4% alle elezioni comunali del 2001 (primo turno) al 52,8% di votanti nel 2013 (con una differenza del tasso di partecipazione al voto pari a -26,6%). A Milano la crescita dell'astensionismo si misura in 14,7 punti percentuali in meno di votanti (sono scesi dall’82,3% del 2001 al 67,6% del 2011).

A Torino c’è stato un crollo dall’82,6% al 66,5% tra il 2001 e il 2011, con una differenza di votanti pari a -16,0%. A Napoli si passa dal 68,2% (2001) al 60,3% (2011), cioè 7,8 punti percentuali in meno. A Bologna nel 2004 i votanti erano stati l’81,8%, ridotti al 71,4% nel 2011 (con un astensionismo cresciuto di 10,4 punti percentuali). A Cagliari i votanti sono diminuiti dal 79,1% del 2001 al 71,4% del 2011 (il 7,7% di astenuti in più). E a Trieste dal 64,2% al 56,7% (il 7,5% di votanti in meno nel periodo 2001-2011).

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