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L'allarme: mancano 2mila medici nei pronto soccorso

21 ottobre 2019 | 16.46
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Carenza aumentata di 800 unità rispetto allo scorso anno. E' quanto emerge da una ricognizione effettuata da Simeu

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(Fotogramma)

Nei pronto soccorso italiani mancano oggi 2mila medici, 800 in più rispetto allo scorso anno. "E ogni anno si registra un incremento del 10% del sovraffollamento, inteso come inappropriata permanenza in barella in pronto soccorso di pazienti in attesa di posto letto. Una situazione che rischia di diventare esplosiva per l'intero sistema sanitario e per l'impatto sulle cure ai pazienti". E' quanto emerge da una ricognizione effettuata da Simeu, Società italiana della medicina di emergenza-urgenza, su un campione che rappresenta circa un quarto dell'attività di pronto soccorso in Italia, che in totale consiste in circa 21 milioni di visite all'anno.

Se ne discuterà mercoledì 23 e giovedì 24 ottobre a Roma durante l'Accademia dei direttori, l'evento autunnale di Simeu, che raccoglie i primari dell'emergenza sanitaria di tutta Italia con lo scopo di analizzare i principali problemi dei pronto soccorso nazionali dal punto di vista dei più autorevoli professionisti del settore. "Quest'anno la partecipazione attesa è di 140 direttori, oltre la metà di tutti i direttori di struttura di emergenza italiana - riferisce la Simeu - Si discuterà del numero insufficiente di medici e infermieri, di sovraffollamento, dei difficili rapporti con i servizi sanitari del territorio per cercare di individuare possibili soluzioni e presentarle alle istituzioni con una voce unica. Proprio per questo, giunta alla sua terza edizione, l'Accademia dei direttori si sposta da Bologna a Roma, nel cuore del sistema decisionale e politico, per avvicinare le istanze dei professionisti ai tavoli istituzionali".

L'evento annuale organizzato da Simeu coinvolge non solo il mondo della società scientifica, ma tutti i direttori dell'emergenza urgenza nazionali, inclusi i direttori di strutture esclusivamente pediatriche e il privato convenzionato, insieme ai principali interlocutori istituzionali. Al termine dei lavori, l'Accademia si rivolgerà direttamente al Governo nazionale con un documento elaborato durante la due giorni.

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