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Lamorgese incontra Serraj: "Evacuare migranti nei centri con corridoi umanitari"

16 luglio 2020 | 19.25
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"Implementare programmi di cooperazione"

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(Fotogramma)

Dopo la conferenza di Trieste del 13 luglio, promossa dall’Italia d’intesa con la commissione Ue e con la presidenza di turno tedesca, primo passo per la definizione di una strategia condivisa, per il contrasto alla tratta e al traffico di esseri umani, tra i Paesi di frontiera dell’Unione Europea e i Governi di alcuni Paesi del Nord Africa da cui provengono i principali flussi migratori, oggi la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese ha incontrato a Tripoli il presidente del consiglio presidenziale e primo ministro Fayez Serraj, il vicepresidente del Consiglio presidenziale Ahmed Maitig, il ministro dell’Interno Fathi Bashagha ed il ministro degli Affari Esteri e della cooperazione internazionale Mohamed T.H.Siala.

Nei colloqui, la responsabile del Viminale ha confermato la volontà del governo italiano di consolidare e sviluppare i rapporti e l’intensa collaborazione tra i due Paesi, con l’implementazione dei programmi di cooperazione in atto. E’ stato affrontato anche il tema delle fasi preliminari per il ritorno all’attività delle aziende italiane in Libia.

Con gli interlocutori del governo libico, sono state esaminate questioni relative al controllo dei flussi migratori anche alla luce delle conclusioni del vertice di Trieste in cui è stato condiviso, dai Paesi dell’Unione europea e da quelli africani, l’impegno reciproco ad intensificare l’azione di contrasto alle reti dei trafficanti dei migranti. In questo contesto, è stata ribadita, anche a livello bilaterale, l’esigenza di gestire il controllo delle frontiere e i flussi dell’immigrazione irregolare sempre nel rispetto dei diritti umani e della salvaguardia delle vite in mare e in terra. Come fa sapere il Viminale, la ministra Lamorgese ha dunque ribadito la necessità di attivare operazioni di evacuazione dei migranti presenti nei centri gestiti dal Governo libico attraverso corridoi umanitari organizzati dalla Ue e gestiti dalle agenzie dell’Onu: Oim e Unhcr.

È stata altresì condivisa l’esigenza di perfezionare la cooperazione tra le forze di polizia, attraverso progetti di formazione, anche al fine di rafforzare le capacità operative nella lotta contro le reti di trafficanti di migranti e la criminalità transnazionale. In particolare è stata verificata l’attuazione del progetto del ministero dell’Interno, co-finanziato con fondi dell’Unione Europea, che ha l’obiettivo, fin dal 2017, di rafforzare i livelli di “capacity building” mirato anche al settore del “management border”. Il progetto, articolato per fasi, ha previsto oggi la consegna al governo di Tripoli di 30 automezzi destinati al controllo delle frontiere terrestri.

A tutto questo va aggiunto il pieno supporto in favore delle popolazioni locali dei Paesi di transito, come la Libia, per sviluppare iniziative in grado di fornire alternative ai guadagni illeciti offerti dalle organizzazioni criminali. La ministra Lamorgese ha confermato l’orientamento già espresso dal governo italiano secondo il quale, seppure con le dovute distinzioni di contesto, l’impegno profuso dall’Unione europea nell’ambito dell’accordo con la Turchia possa e debba essere replicato anche nel quadrante del Mediterraneo centrale, interessato, come quello orientale, da consistenti flussi migratori.

A conclusione dei colloqui, la ministra Lamorgese ha ribadito l’impegno ad imprimere un’accelerazione a tutte le attività di collaborazione tra i due Paesi. Auspicando una nuova e più stringente tabella di marcia nell’ambito del delicato contesto internazionale di prevenzione dell’immigrazione irregolare e di controllo delle frontiere. Un obiettivo da raggiungere, fa sapere il Viminale, anche attraverso un partenariato strategico in grado di sostenere l’azione del governo libico che ha già conseguito importanti risultati.

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