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Nobel: vince il led, ma 30% modelli non rispetta regolamento Ue

08 ottobre 2014 | 12.52
LETTURA: 3 minuti

La ricerca del Politecnico di Milano, e Legambiente fornisce i suggerimenti per sfruttare al massimo le nuove opportunità di illuminazione

Il premio Nobel per la fisica 2014 è stato assegnato a tre scienziati giapponesi per le ricerche sui diodi semiconduttori, impiegati per i Led a luce blu. Grazie ai Led, a pochi anni dalla messa al bando delle lampadine a incandescenza e dal trionfo delle lampadine a fluorescenza compatte (Cfl), una seconda rivoluzione è iniziata nell'illuminazione domestica. E le lampadine a Led (Light Emitting Diode, diodi a emissione luminosa), classe A+ e A ++, stanno arrivando sugli scaffali di negozi e supermercati.

Ma “oltre il 30% dei modelli testati recentemente (12 su 34) non rispetta i requisiti minimi del regolamento europeo di eco design o non dichiara valori corretti sull'imballaggio”, osservano i ricercatori del gruppo eERG del Politecnico di Milano che hanno testato 80 lampadine. Quindi, per chi si accinge ad acquistare una lampadina Led, è consigliabile prendere visione dei risultati dei test sul sito www.premiumlight.eu.

Da circa un anno una nuova etichetta descrive non solo i consumi, ma anche il tipo di luce e la resa cromatica di ogni lampadina. Per aiutarci a scegliere quella che più ci conviene acquistare c’è oggi il sito www.premiumlight.eu, frutto di un progetto finanziato dalla Commissione Europea, dove sono presentati i recenti test eseguiti su 80 nuove lampadine sia Cfl che Led ad elevata efficienza in vendita in tutta Europa.

da Legambiente i consigli per una efficace "ristrutturazione" luminosa

Ne emerge che occorre porre attenzione nella scelta alla reale efficienza delle lampadine: si trovano infatti in commercio lampadine e faretti da 60 a 110 lumen per Watt (intensità della luce a parità di consumo elettrico). Il primo è un valore tipico di una lampadina a fluorescenza, il secondo di una lampadina Led molto efficiente. La qualità della luce (colore e resa cromatica), problema sino a pochi anni fa, è quasi sempre accettabile e spesso buona.

Per fare la scelta giusta, Legambiente propone una piccola ed economica "ristrutturazione" luminosa: l'arrivo di lampadine a bassissimo consumo, spesso più piccole e che scaldano molto poco, con caratteristiche specifiche, favorisce la moltiplicazione dei punti luce, da accendere solo all'occorrenza, capaci di regolarsi in automatico. Tra i consigli, ripensare i punti luce in funzione delle diverse necessità, tenere puliti e spolverati gli impianti, sostituire progressivamente le lampade classiche ad incandescenza.

“Per non buttare via soldi acquistando nuovi lampadari inutili e lampadine costose – suggerisce Andrea Poggio, responsabile per Legambiente di Viviconstile.org - proponiamo di studiare insieme un progetto di illuminazione, stanza per stanza, angolo per angolo della propria casa, sfruttando a pieno la luce naturale di giorno (con finestre più performanti, tende e schermi regolabili). E solo in seguito fare acquisti mirati”.

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