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Sindacato: Landini-Bentivogli, disgelo ancora lontano

09 febbraio 2015 | 18.48
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E' un faccia a faccia al Cnel tra i due leader a descrivere la distanza che ancora divide le tute blu di Cgil e Cisl. La Fiom: "possibile riprendere il confronto". La Fim: "depoliticizzare il sindacato"

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Maurizio Landini, leader della Fiom

Fiom e Fim continueranno, per ora, a camminare separate; un disgelo tra le sigle metalmeccaniche, infatti, non appare alla portata. Troppe ancora le distanze e le differenze di strategia e di considerazione degli eventi. E' un faccia a faccia al Cnel tra il leader della Fiom Maurizio Landini e il segretario generale della Fim Marco Bentivogli, a descrivere così la distanza che ancora divide le tute blu di Cgil e Cisl.

"Disgelo? E' un po' presto per parlarne ed una convergenza si potrebbe mettere in campo solo se si recuperasse lo spirito degli anni '70 quando la discussione era esclusivamente sindacale e anche in percorsi differenti si riusciva a trovare una sintesi. Le ferite, al momento, sono quindi complicate da superare", spiega il leader Fim Marco Bentivogli che vede come un ostacolo insormontabile quel "cantiere Tsipras" che la Fiom sta cercando di costruire in questi mesi.

"Se c'è una depoliticizzazione dell'attività sindacale va bene perché è fondamentale la nostra autonomia ma non se questo deve concorrere alla costruzione di quel cantiere Tsipras che serve solo a confortare i salotti radical-chic. I metalmeccanici non hanno a cuore il cantiere Tsipras", aggiunge ricordando tra l'altro come se le tute blu italiane avessero seguito il percorso indicato dalla Fiom "si ritroverebbero ora nella stessa situazione del pubblico impiego, senza nessun contratto".

Dal 2001 ad oggi, infatti, sottolinea ancora Bentivogli, su 6 contratti rinnovati la Fiom ne ha firmati solo 2 mentre negli ultimi 6 anni le tute blu della Cgil non ne hanno firmato nessuno. "Se lo spirito dunque è quello di costruire una piattaforma per fare un vero contratto va bene se invece la piattaforma deve servire solo a fare sciopero e ad aprire cantieri politici, no grazie perchè questo è stato un errore già commesso altre volte", conclude.

Accuse, queste che Landini rispedisce al mittente. "Noi abbiamo firmato contratti con le cooperative, gli artigiani, la Confapi e gli orafi argentieri mentre non abbiamo firmato con Federmeccanica sia perché quello che ci proponevano era un contratto pieno di deroghe sia per il loro tentativo di escludere la Fiom dalle trattative", risponde senza voler quindi scendere ad un livello di polemica politica: "Non mi ci metto".

Per la Fiom, dunque, "è possibile riprendere i fili di un confronto, nel rispetto delle singole posizioni, dato anche la posizione di Federmeccanica che sembra voler mettere in forse il contratto nazionale. Un confronto, quindi, per questo utile e necessario". Ma sarà "il merito a decidere" prosegue Landini che conclude: "Per noi non c'è stato mai né gelo né disgelo. Conta solo il merito".

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