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Sinistra: sabato e domenica Landini lancia 'costituente' di Coesione sociale

04 giugno 2015 | 19.18
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Due giorni di confronto 'senza partiti', leader Fiom assicura: continuo a fare il sindacalista

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Due giorni di confronto libero su quattro aree tematiche. Riflessioni, osservazioni ma anche proposte e soluzioni, con l'indicazione di "percorsi comuni di lotta", partendo dalle pratiche di associazioni, movimenti, sindacati e cittadini che "in questi anni si sono battuti contro le molteplici forme d'ingiustizia, di discriminazione e di progressivo deterioramento dei diritti".

Comincia così la 'Costituente' di Coalizione Sociale che sabato e domenica chiama a raccolta a Roma, al centro Frentani a partire delle 10.30, quei soggetti che hanno provato dare una risposta diretta, sul territorio e nella società, all'incombere della crisi economica, all'arretramento dei diritti, del lavoro, dell'istruzione, della salute e del welfare, al degrado dell'ambiente e delle città, ma anche a rendere più sopportabile la povertà e meno amara la solitudine.

C'è un mondo di associazioni, sigle, comitati, cartelli, uomini e donne dietro il movimento promosso da Maurizio Landini, che interverrà domenica per dare un orizzonte al lavoro capillare fatto in questi mesi. Il leader della Fiom ha sgombrato il campo più volte dall'approdo alla politica. Non farò l'ennesimo tentativo di costruire un partito della sinistra, variamente declinata. Resto alla guida della Fiom, continuerò a fare il sindacalista, ha detto e ripetuto.

A settembre nuova assemblea per verifica 'stato di avanzamento lavori'

Cs e Landini si sono dati un obiettivo di "medio periodo". Sabato e domenica si apre un percorso, la cui consistenza avrà un altro momento di valutazione a settembre con una nuova assemblea. Una sorta di verifica dello stato di avanzamento dei lavori, dei progressi fatti e quindi dei punti di forza da valorizzare e delle debolezze da correggere. Per tanti anni, come sindacalista, dirà nel suo intervento previsto domenica, ho lottato e mi sono battuto per far rispettare le leggi dell'ambiente di lavoro e le regole contrattuali. Ora, tutti insieme, dobbiamo fare in modo di incidere sulle leggi, orientarle, cambiare e, se necessario, cancellare quelle dannose, che penalizzano invece di valorizzare, che fanno arretrare invece di promuovere. Ecco quale sarà - se così si può definire - la 'dimensione politica' che Landini vuole assumersi.

Il referendum sarà uno solo degli strumenti a disposizione di Coalizione Sociale. Il segretario della Fiom non eluderà tuttavia l'aspetto della "rappresentanza politica", tema ripreso oggi nell'intervista a "Il Fatto Quotidiano" e che non coincide, spiegano dentro Cs, sic et sempliciter con la costruzione del partito. Chi fa le leggi? Chi le discute e le approva? Ecco uno dei nodi da sciogliere: come intervenire e orientare l'elaborazione delle leggi, come incidere sul processo legislativo.

Domande per ora senza una risposta definita, come le soluzioni da costruire sui quattro grandi filoni che saranno affidati alla riflessione dell'assemblea dei Frentani: "Il lavoro cambia - si legge nel programma di lavoro dell'iniziativa - i diritti e il welfare arretrano, noi vogliamo avanzare: fare rete e costruire campagne comuni per dare risposte concrete a disoccupazione, diseguaglianze, sfruttamento e precarietà.

"La conoscenza - altro tema all'odg - può essere la leva per trasformare la nostra società, dopo anni di tagli e precarietà, mentre è in atto l'ennesima riforma, da scuole e università può partire la nostra riscossa". "È possibile conquistare il 'diritto alla città' -recita il terzo elemento di dibattito individuato dalla fase pre assembleare - a partire dalla difesa degli spazi pubblici e dalla lotta per il diritto all'abitare, facendo incontrare esperienze differenti di gestione e autogestione di spazi e iniziative sociali, di cowork e mutualismo".

C'è infine il capitolo su "Economia, politiche industriali alternative, cambiamenti climatici. La tutela dei territori, dell'ambiente, della salute e del lavoro non possono essere in contrapposizione tra loro. Serve ripensare il modello di sviluppo e proporre un'alternativa". "Nessuno di noi può farcela da solo - sottolinea il documento 'politico' dell'assemblea - a cambiare il corso degli eventi, che per evitare scelte individualistiche o corporative sia necessario unire le forze e l'impegno".

"Vogliamo dimostrare che si può far politica attraverso un agire condiviso tra soggetti diversi, rimotivare le persone a occuparsi dell'interesse generale nello spazio pubblico - al di fuori e non in competizione rispetto a partiti, organizzazioni politiche o cartelli elettorali – realizzando un modello d'impegno che si manifesti e qualifichi a partire dai territori, dai luoghi di lavoro e si caratterizzi per il fatto che ciascuno di noi - conclude il documento - offrirà il contributo delle proprie migliori pratiche e dei propri saperi e sulla base di tali principi in reciproca autonomia aderirà alle campagne per obiettivi comuni che insieme decideremo di avviare".

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