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Cgil: Landini, risultato importante, ora ricostruire unità mondo lavoro

12 luglio 2017 | 09.04
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"Sono molto contento, il mio ingresso nella segreteria nazionale della Cgil è un risultato importante. Si apre una fase importante, la priorità è ricostruire l'unità del mondo del lavoro e questo vuol dire pensare a dei cambiamenti anche all'interno dello stesso sindacato". Così Maurizio Landini, segretario della Fiom, ieri a margine dell'assemblea generale della Cgil, durante la quale è stato dato il via libera al suo ingresso nella segreteria.

"C'è un lavoro collettivo da fare, ognuno deve usare le competenze che ha al meglio, sia per la lotta che dobbiamo fare per la cancellazione del jobs act e per ripristinare alcuni diritti, sia per la conferenza programmatica che per il congresso", ha aggiunto Landini. Quanto al suo interesse verso un futuro in politica "mi sembra - ha spiegato - che oramai sia noto che voglio fare il sindacalista. Coalizione Sociale non è mai stata una proposta per fare un movimento politico". "L'idea di riunificare il mondo del lavoro -ha precisato - era la stessa di Coalizione Sociale, forse detta o intesa male, ma aveva quell'obiettivo. Cioè riunificare il mondo del lavoro, che non è mai stato così diviso e così frantumato. Intendo non solo il mondo lavoro dipendente, ma in tutte le forme in cui si determina, compreso il lavoro autonomo. Questo credo sia il nuovo orizzonte, riunire quel mondo lì, perché è la maggioranza del Paese che non è rappresentata". "Se uno ragiona - ha continuato Landini - la maggior parte di chi lavora o cerca un lavoro per vivere è la maggioranza del Paese, che oggi non ha una rappresentanza politica".

"Il mio problema da sindacalista - ha concluso quindi il leader della Fiom - è come si possa ricostruire una cultura che rimetta al centro il lavoro. Non è semplicemente il problema di ricostruire la sinistra, penso sia qualcosa di più importante, è ricostruire un'unità sociale, una cultura che rimetta al centro il lavoro e che abbia una sua forza trasversale, come fu negli anni Settanta, quando si arrivò allo Statuto dei lavoratori, che non votò solo la sinistra, ma lo votarono tutte le forze dell'arco costituzionale. In quella fase il lavoro era centrale per qualsiasi forza politica".

"Oggi - ha detto ancora Landini - siamo all'opposto, con quelli che dicono di essere di sinistra che hanno fatto le peggio leggi e mettono in discussione lo statuto dei lavoratori. Il problema del sindacato nella sua autonomia e nella sua indipendenza è quello di ricostruire un punto di vista del lavoro e costringere la politica a fare i conti con questo punto di vista".

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