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L'anima eco-friendly di Souldaze

22 gennaio 2021 | 13.46
LETTURA: 3 minuti

Domitilla Mattei, fondatrice e stilista del brand: "Dal mio amore per la natura abiti per durare nel tempo"

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Milano, 20 gen. (Adnkronos)

Moda consapevole, sostenibile e di alta qualità. In una parola: eco-friendly. Sono queste le fondamenta di Souldaze, brand fondato nel 2015 da Domitilla Mattei, designer romana che combina fibre naturali e tessuti riciclati con lo scopo di avere un basso impatto ambientale e ridurre i processi dell’industria fashion. "Prima di Souldaze avevo un marchio di costumi da bagno, fondato con una mia socia - racconta la stilista all’Adnkronos - poi ho iniziato a pensare a questo brand avendo in mente qualcosa che fosse eco-sostenibile. Passo tanto tempo in mezzo alla natura e la rispetto molto, quindi sono partita da qui”.

36 anni, un passato da arredatrice d'interni, Domitilla si divide tra la Città eterna e la Svizzera, dove fa l’insegnante di snowboard. La passione per la moda, spiega, c’è sempre stata, anche se il suo percorso parte da lontano. “Nasco architetto d’interni, è vero - racconta - ma ho sempre avuto la passione per la moda, in un modo tutto mio. Da sportiva volevo fondare un brand che mi rispecchiasse, che fosse sporty ma poi ho cambiato idea". I capi di Souldaze sono molto versatili: "Ci puoi stare in ufficio tutto il giorno poi renderli casual ed eleganti per la sera - dice la stilista -. L’idea era proprio questa: creare abiti che durassero nel tempo”.

Tutto, ammette Domitilla, è nato "per gioco" con i costumi da bagno. Poi la collezione è decollata, si è evoluta, e ora cammina con le proprie gambe. "Ogni capo è realizzato a Roma, a km zero - sottolinea la stilista - in piccoli laboratori artigianali, con tessuti recuperati da produzioni italiane. Sono tutte serie limitate, i tessuti sono sempre unici. Per i costumi da bagno ho utilizzato anche lycre italiane e riciclate, anche e lo stesso per i bottoni. Cerco sempre dei ‘classici’ come quelli realizzati dal guscio delle noci, è tutto naturale”.

Gli affari, nonostante la pandemia, sembrano andare a gonfie vele: “Io produco e vendo - spiega Domitilla - raramente lo faccio su ordinazione. Vendo online e ho uno showroom piccolo a Roma con altri brand italiani. Le vendite sono andate molto bene a Natale e anche con l’e-commerce, sul quale ora sto puntando molto”. Oltre a disegnare abiti per lei, di recente Domitilla ha realizzato anche una collezione anche da uomo: “E’ una capsule piccolina - spiega - creata con materiali particolari, come il pinatex che sembra pelle ma che è fatto con le foglie di ananas, 100% naturale”.

La passione per l’ecologia è nata in Colorado dove Domitilla ha studiato. “Quando ero a Denver - dice - mi sono resa conto che la una città era già concentrata sull’ecosostenibile e ricordo che per i miei progetti di architettura d'interni mi sono subita concentrata su materiali riciclabili”. Qualche anno fa ha realizzato anche una collezione per The Blonde Salad di Chiara Ferragni in edizione limitata. Lei però si schermisce: "Il mio brand è un classico con un twist - conclude - l’ idea che mi muove è sempre la stessa: capi che si possano indossare e abbinare tanto ma senza essere mai noiosi o scontati, con un qualcosa in più”.

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