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A.Saudita: sospesa fustigazione blogger, la moglie cita 'ragioni mediche'

16 gennaio 2015 | 13.57
LETTURA: 3 minuti

L'attivista è stato condannato a 10 anni di carcere e mille frustate per aver insultato l'Islam e aver violato le leggi sulle comunicazioni elettroniche. Ha subito le prime 50 frustate venerdì scorso a Gedda, oggi avrebbe dovuto essere sottoposto alla stessa punizione

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Le autorità saudita hanno sospeso la fustigazione di Raif Badawi, il blogger e attivista saudita condannato a 10 anni di carcere e mille frustate per aver insultato l'Islam e aver violato le leggi sulle comunicazioni elettroniche. Lo rende noto la moglie dell'attivista, Ensaf Haidar, citata dalla Cnn Araba, alla quale spiega che la sospensione è stata motivata da ''ragioni mediche''. Proprio ieri, infatti, un medico aveva avvertito che Badawi non sarebbe sopravvissuto a ulteriori frustate. L'uomo, che ha subito la prima tranche di 50 frustate venerdì scorso a Gedda, avrebbe infatti dovuto essere sottoposto alla stessa punizione oggi, dopo la preghiera del venerdì, come stabilito lo scorso 5 novembre da un tribunale saudita.

La condanna inflitta al blogger saudita aveva indignato la comunità internazionale e proprio ieri Amnesty International aveva chiesto al governo britannico di fare pressioni su quello saudita. ''Le pressioni internazionali sono fondamentali'', aveva detto la moglie di Badawi, fuggita in Canada con i loro tre figli, evidenziando le ''precarie condizioni di salute'' del marito.

Badawi, 30 anni, era stato arrestato il 17 giugno 2012 e da allora si trova in un carcere di Gedda. Le autorità hanno anche messo al bando il sito web da lui creato, Liberal Saudi Network, ma online sono circa 14mila le persone che hanno firmato una petizione per chiedere al re saudita Abdullah di graziare Badawi e di fermare quella che è stata definita ''una forma medievale di tortura''.

Oltre a essere stato condannato a 10 anni di carcere e a mille frustate, il blogger deve anche pagare una multa di un milione di rial sauditi, pari a circa 200mila euro. Il 28 maggio scorso gli è anche stato imposto il divieto per 10 anni, alla fine della condanna, di lasciare il Paese e quello, della stessa durata, di svolgere qualsiasi tipo di attività nel campo dei media.

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