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Serie A

"L'Atalanta doveva fermarsi", polemiche dopo il 7-0

26 gennaio 2020 | 12.20
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L'Atalanta infligge al Torino una severa lezione, ma all'indomani della vittoria per 7-0 della Dea sul campo dei granata gli appassionati di calcio si dividono sull'atteggiamento tenuto dalla squadra di Gian Piero Gasperini. Giusto continuare a spingere fino al fischio finale o meglio rallentare per non umiliare l'avversario? E' questa la domanda che in tanti si pongono sui social, come già accaduto in passato ogni volta che un match è finito in goleada.

Non mancano le critiche e in alcuni casi gli insulti al tecnico dell'Atalanta. "Non è pena ma è rispetto. Non cerchi di affondare il colpo in ogni azione e non inserisci uno come Muriel, con il Toro peraltro il 10. Gasperini ha zero eleganza sia quando vince che quando perde!", "Male Gasperini, male...Non si ridicolizza l'avversario in casa propria", sono alcuni dei commenti che circolano sui social, dove viene preso di mira anche Mario Pasalic per la rabona con cui ha battuto una innocua punizione a centrocampo, a due passi da Belotti, poco prima del triplice fischio. Sull'altro versante, il pensiero prevalente è che giocare fino alla fine senza fare sconti è il modo migliore per dimostrare il rispetto per l'avversario.

"Polemiche inutili. L’avversario si rispetta giocando e attaccando x 90 minuti. La rabona stona un po', ma che meraviglia l’Atalanta di Gasperini", "L'Italia del calcio è quel paese in cui un allenatore, un professionista, con pregi e difetti, che fa miracoli con una provinciale, diventata big con lui, viene insultato perché 'esagera', la sua squadra segna troppo e dunque non ha rispetto per l'avversario", "Giocare al calcio fino alla fine e contro chiunque: questo, a mio giudizio, è rispetto per l'avversario e per gli spettatori", sostiene chi difende la Dea e il suo allenatore. Per altri, l'esempio da seguire è quello della Premier League: "Ancora una volta -si legge su twitter- prendere spunto dall’Inghilterra, dove la parola pietà è non esiste nel dizionario calcistico".

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