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Tunisia: latte materno pericoloso, è elevata concentrazione agenti chimici

07 ottobre 2014 | 12.45
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Rischia di essere pericoloso, per la salute dei bambini, il latte materno delle donne in Tunisia. L'allarme viene da un recente studio pubblicato sulla rivista scientifica 'Environmental Research', che denuncia una ''elevata e diffusa contaminazione'' del latte materno in Tunisia. In particolare, in quello che viene tradizionalmente considerato l'alimento più sano per i neonati, sono state individuate tracce di agenti chimici vietati, tra cui bifenili policlorurati e pesticidi organoclorurati. Concentrazioni di questi agenti chimici sono stati trovati in 237 campioni di latte materno prelevati in 12 località della Tunisia.

''La concentrazione di sostanze chimiche nel latte materno testato nelle zone rurale è risultata molto più alta rispetto alle aree urbane'', afferma lo studio. Tra le cause, viene citata un'elevata assunzione di latticini e carne. Il Global Environment Facility ha dato alla Tunisia 16,7 milioni di dollari per contribuire a eliminare i composti chimici entro il 2017.

La Convenzione di Stoccolma ha messo al bando dodici inquinanti organici persistenti più pericolosi, noti con la sigla POP (Persistent Organic Pollutants), vietandone la fabbricazione, l'impiego e il commercio. L'accordo prevede inoltre l'obbligo di costruire impianti di incenerimento e di smaltimento che generino meno POP, di allestire un inventario dei depositi di materiali contaminati da POP e smaltirne le scorie in modo ecologico. Tra i più famosi il DDT, i PCB e le diossine.

Le sostanze chimiche vietate fanno parte della cosiddetta "sporca dozzina" e si dividono in tre gruppi. I pesticidi, tra cui l'aldrin, il clordano e il DDT; le sostanze chimiche industriali PCB e esaclorobenzene; le diossine e i furani clorurati, che risultano come sottoprodotti dai processi di combustione. Sono tra le sostanze chimiche cancerogene più potenti.

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