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Laura Pausini conquista Roma, in 50.000 in delirio all'Olimpico

11 giugno 2016 | 22.00
LETTURA: 3 minuti

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(Adnkronos)

di Antonella Nesi

Una notte romana da gladiatrice. Di fronte ai 50.000 dell'Olimpico, in delirio tra fascette, striscioni e luci colorate, Laura Pausini conquista Roma, per la prima volta padrona di casa nello stadio più grande della capitale, dopo il doppio debutto milanese a San Siro. Il concerto si apre sulle note di "Simili", il brano che dà il titolo all'ultimo album, per poi proseguire con una scaletta che ondeggia tra passato e presente del suo repertorio, per la felicità dei tanti fan accorsi da Roma ma anche da tante altre città del centro Italia.

Particolarmente toccante la dedica che Laura ha rivolto ad una fan, Giada, che non ha conosciuto di persona. La cantante ha appreso dai social network che la fan ha perso la mamma il giorno prima del concerto. Per lei Laura ha intonato, nella commozione generale, "Invece No", il brano che la cantante ha inciso dopo la morte di sua nonna.

Laura dedica molto spazio al suo rapporto con i fan, per i quali ha pensato anche il grande palco ad 'abbraccio', sovrastato da ben 5 maxi schermi. Così, annuncia, su richiesta arrivatale sempre via social, ad un ragazzo seduto in platea che la sua compagna è in dolce attesa, per poi dedicare alla coppia 'Incancellabile'.

Laura si conferma grande mattatrice, con uno spettacolo di 3 ore piene, con 46 canzoni in scaletta, alcune riunite in 9 medley, e 14 eseguite per intero. Dentro c'è tutta la carriera di Laura, non solo l'ultimo album: da 'La solitudine' a 'Simili', passando da 'Resta in ascolto', 'Non ho mai smesso', 'Strani amori' (superhit che, ricorda, non le volevano far cantare a Sanremo e che invece lei cantò lo stesso e si piazzò al terzo posto) e i due brani scritti per la figlia Paola, 'Celeste' e 'È a lei che devo l'amore'.

Sul palco dell'Olimpico salgono anche due grandi amici di Paola: Biagio Antonacci, con cui duetta sulle note di 'In una stanza quasi rosa' e 'Vivimi', e Paola Cortellesi, con cui ha da poco condiviso lo show di Rai1 'Laura&Paola' e che saluta come la sua "amica del cuore". Le due scherzano, improvvisando uno stacchetto ballato sulle note di 'New York, New York', e poi intonato insieme 'La solitudine' con la Cortellesi che ironizza: "Certo questo brano è fuori luogo davanti a 50.000 persone!". In una serata gioiosa, in cui non c'è spazio per gesti polemici (il ricordo del 'dito medio' di San Siro è ancora vivo), Laura non dimentica di omaggiare la sua band, capitanata dal compagno e padre di sua figlia Paolo Carta, i ballerini e i suoi coristi: "Loro non sono coristi, sono cantanti come me, solo che io ho avuto più culo!", chiosa con la sua proverbiale schiettezza romagnola.

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