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Lavoro: da Branson a Semler, i tycoon che 'liberano' i dipendenti (3)

28 settembre 2014 | 14.12
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Una delle prime cose che Semler fece fu quella di abolire l'orario di lavoro: ognuno avrebbe deciso in autonomia la propria presenza in fabbrica o in ufficio, basandosi solo sulle esigenze operative dell'azienda. Questo avrebbe significato meno lavoro in alcuni giorni e di piu' in altri, ma senza l'obbligo del cartellino. Ancora oggi, se trascorrono il sabato in ufficio, i dipendenti sono invitati a passare il lunedì mattina in spiaggia.

Quindi Semler chiese ai dipendenti di fissarsi il proprio stipendio: superato lo stupore iniziale, tutti definirono paghe assolutamente ragionevoli, in linea con il valore della propria attività. Alla luce di questa 'libertà' tutti conoscono la paga dei propri colleghi, un modello che incentiva tutti a lavorare in modo da 'giustificare' agli altri lo stipendio che ci si è assegnati. E ancora, in Semco non esistono organigrammi, piani strategici, dress code o regole scritte.

In Semco peraltro non esistono strutture di controllo: nessuno verifica le note spese di chi è in trasferta e non ci sono politiche aziendali sui viaggi, e quindi nessuna restrizione sugli alberghi da utilizzare o sulle compagnie aeree con cui viaggiare. Ovviamente chi si muove in business class e sceglie un cinque stelle, sa che al ritorno tutti si aspetteranno come minimo un super-contratto per l'azienda. Se per Netflix il modello e' "libertà e responsabilità" in Semco sembrano aver aggiunto il termine "felicità".

(segue)

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