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Lavoro, discorso Draghi: posto fisso rischia? Cosa ha detto

17 febbraio 2021 | 16.21
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La preoccupazione del premier con la fine dello stop ai licenziamenti

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Afp
(Adnkronos)

La pandemia di coronavirus ha bruciato centinaia di migliaia di posti di lavoro, ma il peggio potrebbe ancora arrivare quando verrà meno lo stop ai licenziamenti: dopo giovani e donne, autonomi e precari, potrebbe essere colpito il 'posto fisso', i contratti a tempo indeterminato. E' lo scenario tratteggiato dal premier Mario Draghi nel discorso in Senato, che si sofferma sulla diagnosi e la ricetta per la ripartenza dell'occupazione con il rafforzamento delle politiche attive per l'occupazione da subito.

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"La diffusione del virus ha comportato gravissime conseguenze anche sul tessuto economico e sociale del nostro Paese. Con rilevanti impatti sull’occupazione, specialmente quella dei giovani e delle donne. Un fenomeno destinato ad aggravarsi quando verrà meno il divieto di licenziamento", afferma il premier nelle linee programmatiche pronunciate al Senato. Draghi snocciola il drammatico bollettino sul mercato del lavoro nell'annus horribilis del Covid: oltre 4 milioni il numero totale di ore di Cig dal 1 aprile al 31 dicembre 2020; -444mila occupati nel 2020 ma il calo si è accentrato su contratti a termine (-393 mila) e lavoratori autonomi (-209). "La pandemia - avverte - ha finora ha colpito soprattutto giovani e donne, una disoccupazione selettiva ma che presto potrebbe iniziare a colpire anche i lavoratori con contratti a tempo indeterminato".

La rete di protezione ha arginato i danni: "La capacità di adattamento del nostro sistema produttivo e interventi senza precedenti hanno permesso di preservare la forza lavoro in un anno drammatico: sono stati sette milioni i lavoratori che hanno fruito di strumenti di integrazione salariale per un totale di 4 miliardi di ore". Grazie a tali misure, supportate anche dalla Commissione europea con il programma Sure, è stato possibile limitare gli effetti negativi sull'occupazione. Per risollevare il mercato del lavoro, rileva, "centrali sono le politiche attive del lavoro. Affinché esse siano immediatamente operative è necessario migliorare gli strumenti esistenti, come l’assegno di riallocazione, rafforzando le politiche di formazione dei lavoratori occupati e disoccupati. Vanno anche rafforzate le dotazioni di personale e digitali dei centri per l’impiego in accordo con le regioni. Questo progetto è già parte del Programma Nazionale di Ripresa e Resilienza ma andrà anticipato da subito", annuncia Draghi.

"L'aumento dell’occupazione, in primis, femminile, è obiettivo imprescindibile" nel Sud, dove "benessere, autodeterminazione, legalità, sicurezza sono strettamente legati all’aumento dell’occupazione femminile nel Mezzogiorno", afferma Draghi. "Sviluppare la capacità di attrarre investimenti privati nazionali e internazionali è essenziale per generare reddito, creare lavoro, investire il declino demografico e lo spopolamento delle aree interne. Ma per raggiungere questo obiettivo occorre creare un ambiente dove legalità e sicurezza siano sempre garantite. Vi sono poi strumenti specifici quali il credito d’imposta e altri interventi da concordare in sede europea", conclude.

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