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Lavoro, Istat: -900mila occupati rispetto a febbraio 2020

30 aprile 2021 | 09.54
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A marzo il tasso di disoccupazione scende al 10,1%, sale tra i giovani al 33%. Diffuse le stime su Pil e inflazione

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(Fotogramma)

A marzo, rispetto a febbraio, si registra una crescita degli occupati, a fronte di una diminuzione di disoccupati e inattivi. La crescita dell’occupazione (+0,2%, pari a +34mila unità) coinvolge gli uomini, i dipendenti a termine, gli autonomi e tutte le classi d’età ad eccezione dei 35-49enni che, invece, diminuiscono così come le donne e i dipendenti permanenti. Il tasso di occupazione sale al 56,6% (+0,1 punti). E' quanto emerge dalle rilevazioni diffuse dall'Istat.

Prosegue anche a marzo la lieve crescita dell’occupazione registrata a febbraio. Ciononostante, rispetto a febbraio 2020, ultimo mese prima della pandemia, gli occupati sono quasi 900mila in meno e il tasso di occupazione è più basso di 2 punti percentuali. Nello stesso periodo, l’occupazione è diminuita per tutti i gruppi di popolazione, ma il calo risulta più marcato tra i dipendenti a termine (-9,4%), gli autonomi (-6,6%) e i lavoratori più giovani (-6,5% tra gli under 35).

A marzo, rispetto a febbraio, si registra un calo di disoccupati e inattivi. Il calo del numero di persone in cerca di lavoro (-0,8% rispetto a febbraio, pari a -19mila unità) riguarda gli uomini e gli over 25, mentre tra le donne e i giovani di 15-24 anni si osserva un aumento. Il tasso di disoccupazione scende al 10,1% (-0,1 punti) e sale tra i giovani al 33,0% (+1,1 punti). A marzo, rispetto al mese precedente, diminuisce anche il numero di inattivi (-0,3%, pari a -40mila unità) a seguito del calo registrato per entrambi i sessi e per gli under 35 che si contrappone all’aumento osservato tra le persone con almeno 35 anni. Il tasso di inattività scende al 36,8% (-0,1 punti).

PIL - I lockdown causati dalla risalita dei contagi nei primi due mesi dell'anno hanno avuto un pesante impatto sul Pil che - secondo le stime preliminari diffuse dall'Istat - nel primo trimestre del 2021, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, sarebbe diminuito dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e dell’1,4% rispetto allo stesso periodo del 2020. La variazione rispetto agli ultimi tre mesi dello scorso anno - spiega l'Istat - è il risultato di un aumento del valore aggiunto sia nel comparto dell’agricoltura, silvicoltura e pesca, sia in quello dell’industria, mentre i servizi nel loro complesso (i più colpiti dagli interventi di contenimento) hanno registrato una diminuzione. Dal lato della domanda, vi è un contributo positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un apporto negativo della componente estera netta. La variazione acquisita per il 2021, conclude l'Istat, è pari a +1,9%.

INFLAZIONE - Secondo le stime preliminari, nel mese di aprile l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,4% su base mensile e dell’1,1% su base annua (da +0,8% di marzo), rileva l'Istat. I prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” ampliano la loro flessione ad aprile (-0,4%), portandosi a livelli che non si registravano da febbraio 2018.

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