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Lavoro: Ugl, grave se deleghe Jobs Act non allo stesso passo

08 gennaio 2015 | 17.15
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"Sarebbe davvero un fatto molto grave se le due deleghe del Jobs Act su contratto a tutele crescenti e ammortizzatori sociali non andassero di pari passo, un’ennesima beffa per i lavoratori precari". Con queste parole il segretario generale dell’Ugl, Paolo Capone, interviene in merito alla mancata trasmissione presso le competenti Commissioni di Camera e Senato dei due schemi di decreto legislativo.

Per Capone "la flessibilità deve andare di pari passo con le tutele e le tutele hanno senso solo con il supporto di congrue risorse. Ciò dimostra ancora quanto fossero valide le ragioni dello sciopero generale del 12 dicembre e allo stesso tempo che il vero obiettivo del Jobs Act non è l’universalizzazione delle tutele, che secondo la Ragioneria dello Stato non hanno copertura, ma una liberalizzazione dei licenziamenti e nel migliore dei casi l’attivazione di un mero processo di sostituzione dei contratti a termine e precari con quello a tutele crescenti, al quale l’ineguagliabile furbizia renziana ha associato l’espressione antitetica di “contratto a tempo indeterminato", conclude il sindacalista.

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