Cerca
Home . Lavoro .

Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

LAVORO
Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

"Aspettiamo di conoscere le resistenze dell'Europa. Vogliono forse dire che spendiamo troppo sull'immigrazione? Grande considerazione. Se gli europei ci aiutano ad accogliere, se diventano meno egoisti, noi risparmiamo molti soldi. Lo diro' con buona educazione ma anche con chiarezza al prossimo Consiglio europeo". Lo ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi in un'intervista al Quotidiano nazionale.


"Avremmo potuto fare come la Spagna e arrivare al 5%, ma col debito pubblico che grava sul nostro Paese - ha aggiunto - ci sarebbero saltati al collo. Più di cosi' non si poteva chiedere". "L'Italia deve crescere, ma crescere non solo come Pil. Anche nei valori, dalla scuola alla sanità. Ed e' questo che stiamo cercando di fare". "Sulla manovra economica del governo puntuali sono arrivate le critiche della minoranza del Pd. Renzi risponde a Bersani: "ha già cambiato idea su tutto, dal ballottaggio alle preferenze fino alle riforme costituzionali. Quando era il capo, Bersani richiamava al rispetto della ditta mentre adesso che e' opposizione ha cambiato idea anche su questo. Non mi stupirei - ha concluso - se cambiasse idea ancora e diventasse sostenitore della necessita' dei tagli alla sanità".

"Abbiano due tipi di interventi. Dentro alla legge di bilancio prevediamo di introdurre un bonus per quei datori di lavoro che assumono i giovani che hanno fatto stages o tirocini formativi nell'azienda, insomma strumenti di formazione che vengono prolungati con una assunzione a tempo indeterminato. La previsione è di tornare al contributo pieno di 8.060 euro all'anno che sarà corrisposto per tre anni. L'altro intervento, che però non sta nella legge di bilancio ma attinge 530 milioni dai fondi europei destinati alla coesione, introduce un incentivo alle assunzioni in tutte le regioni del Sud. Vale per un anno, sino ad un massimo di 8060 euro a lavoratore e servirà a favorire l'assunzione di giovani sino a 25 anni e lavoratori che hanno perso un lavoro da almeno 6 mesi, in questo caso senza vincoli d'età". Così, in un'intervista a 'La Stampa' il ministro del Lavoro Giuliano Poletti.

"Sulla previdenza ci saranno 7 miliardi, quindi più dei 6 annunciati. E anche la Cgil condivide sei misure: cumulo, precoci, usuranti, penalizzazioni, 14esima, no tax area, mentre esprime riserve su due, Ape e Ape sociale. Se decidesse di parlare solo di queste due, le motivazioni sarebbero politiche più che di contenuto. Abbiamo dato risposte promuovendo equità e flessibilità, senza mettere a repentaglio i conti pubblici. I costi di licenziamento per le piccole aziende sono sempre stati bassi, adesso chi avrà la sfortuna di perdere un lavoro in età avanzata avrà uno strumento in più. Il requisito per cui devi finire gli ammortizzatori prima di accedere all'Ape sociale è stato messo proprio per limitare comportamenti di questo tipo". Così, in un'intervista a 'Il Corriere della Sera', il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Tommaso Nannicini.

"L'iscrizione al Registro della Trasparenza, di per sé volontaria, diventa obbligatoria nel momento in cui società e associazioni varie chiedono di incontrare i vertici politici del ministero (io, il viceministro e i sottosegretari) e quindi di partecipare attivamente al processo decisionale che parte da qui. Al riguardo abbiamo lasciato un mese di tempo prima di far scattare tale obbligo per permettere alle imprese di informarsi e testare il sistema. Il 6 settembre siamo partiti. A parte i tavoli di crisi, che esulano ovviamente da queste regole, chiunque venga da noi per rappresentare gli interessi di una certa categoria ha l' obbligo di iscrizione e di firma del codice di condotta". Così, in un'intervista a 'Affari & Finanza', il ministro per lo Sviluppo economico, Carlo Calenda.

"Avevamo suggerito al governo tre priorità: le prime due, spinta a una maggiore produttività e riattivazione degli investimenti privati, sono state pienamente accolte. La terza, che può essere sintetizzata nella maggiore attenzione alla finanza per le imprese, non è stata adeguatamente considerata, sebbene il Fondo di garanzia sia stato potenziato e ciò è positivo. Penso che quanto prima torneremo sul punto, perché è indispensabile agevolare la crescita delle imprese attraverso capitali propri invece che con il credito bancario. Il nostro obiettivo rimane la competitività delle imprese e puntiamo a favorirla anche attraverso le relazioni sindacali migliori e la condivisione di un modello di contrattazione collettiva moderno. Lavoriamo per un sistema di regole non conflittuale, capace di favorire la competitività, ma non puntiamo alla riduzione dei salari". Così, in un'intervista a 'Il Messaggero', il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia.

"Una legge in linea con il passato, mentre serviva un deciso cambio di passo, che continua a distribuire soldi a pioggia alle imprese, ma che manca di un progetto Paese, e che non risolve i problemi dell'occupazione giovanile. La verità è che manca un progetto per il Paese. Si provano a stimolare i comportamenti dei singoli, ma non c' è un'idea". Così, in un'intervista a 'Il Corriere della Sera', il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso.

"Lo scatto della produzione industriale ad agosto è un segnale molto importante. Sicuramente è presto per dire che l'Italia sia definitivamente uscita dalla stagnazione, andranno prima valutati dati meno influenzabili dalla volatilità estiva per affermarlo, ma l'autunno sembra cominciato sotto buoni auspici. L'Istat ha scattato una fotografia nitida che descrive un Paese e un sistema d'imprese, micro, piccole, medie e grandi, che non si arrende e ha voglia di combattere". Così, in un'intervista a 'Affari & Finanza', il segretario generale Cna Sergio Silvestrini.

"Il nostro progetto continua a basarsi su due pilastri, in linea con le finanziarie precedenti: investimenti e attenzione al sociale. Abbiamo messo in cantiere un piano pluriennale da oltre 32 miliardi: 20 miliardi per aiutare le imprese ad affrontare la sfida dell' innovazione e 12 miliardi in tre anni per gli investimenti pubblici. A cui aggiungere oltre 4 miliardi per la ricostruzione nel post terremoto. Un capitolo molto robusto. E poi c' è l'attenzione a chi non ce la fa: fondo per la non autosufficienza, fondo per la povertà, Student Act, 300 milioni per i nidi, 600 milioni per le famiglie". Così, in un'intervista a 'La Repubblica', il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio.



RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.