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Sono i macerati friulani gli antesignani degli 'orange wines'

Un libro racconta la storia di questa tecnica e dei produttori che la usano

MADE-IN-ITALY
Sono i macerati friulani gli antesignani degli 'orange wines'

Bianco, rosso, rosé: sono questi i tre classici colori del vino. Ma da qualche anno se ne è aggiunto un quarto, che gli anglosassoni chiamano orange. Deriva dalla macerazione prolungata del mosto di uve bianche a contatto con le bucce, che rilasciano tannini e una complessa gamma aromatica, dagli aromi primari dell’uva alla frutta matura e secca, con note erbacee e fragranti. Gli orange wines o vini macerati stanno diventando sinonimo di vini naturali ed ecologici.


Nel Friuli Venezia Giulia, questa pratica era già diffusa prima della 'moda' degli orange wines . E ora la storia di questi nobili friulani è raccontata nel libro: "I Vini macerati nati in Fvg ora conquistano il mondo", scritto dal giornalista Mauro Nalato, e che è stato presentato oggi a Udine, nella sede della Regione Friuli Venezia Giulia.

"Dobbiamo essere orgogliosi di aver inventato, o sarebbe più giusto dire riscoperto, in questa regione, i vini macerati, quelli che molti definiscono orange wine, e invece di cercare sempre distinguo ed antagonismi dobbiamo ringraziare ed essere orgogliosi dei produttori che ormai da anni offrono al cittadino semplicemente una scelta di qualità in più", ha affermato l'assessore regionale alle Risorse agricole e forestali Cristiano Shaurli in occasione della presentazione.

All'iniziativa hanno partecipato i dieci produttori di vino macerato citati dall'autore e provenienti da Oslavia, dal Carso triestino, da Gorizia e dalla provincia di Udine. "Il volume - ha proseguito Shaurli - riconosce una lungimiranza ed un coraggio nati in questa regione ormai vent'anni fa. Non sempre purtroppo siamo in grado di promuoverci e spesso anteponiamo diversità di posizioni; per una volta è giusto solo dire che da qui, da Oslavia non altrove, sono 'rinati' i vini macerati che tanta attenzione ora suscitano in tutto il mondo".

"Vini, apprezzati ormai in Italia e soprattutto all'estero, che nascono nella nostra regione - ha aggiunto - da un gruppo di produttori definiti visionari che attraverso scelte coraggiose e non certo facili promuovono una vitivinicoltura sostenibile a livello ambientale e nello stesso tempo fortemente legata alla storia e all'identità del nostro territorio".

Il volume, edito da Chiandetti, raccoglie in 56 pagine riccamente illustrate l'intero panorama delle produzioni del vino macerato che oggi sta conquistando sempre più estimatori in tutto il mondo.

Le pagine del libro raccontano le storie di dieci produttori fra quelli che producono vini macerati: da Josko Gravner, Radikon, Dario Princic e Nicolò Bensa (La Castellada) di Oslavia allo sloveno Valter Mlecnik con Stefano Novello di Prepotto, il goriziano Damijan Podversic, i carsolini Beniamino Zidarich, Matej Skerlj e i Vignai del Malina.

"Ho pensato a questo libro perché questo metodo di vinificazione, nato in Friuli Venezia Giulia - ha detto Nalato - non è mai stato riconosciuto ufficialmente e visto che in molti Paesi ormai ci sono produttori che hanno in qualche modo hanno cominciato a produrre del vino utilizzando il know-how messo a punto con grande fatica a Oslavia, volevo scongiurare il rischio che ci scippassero la primogenitura".

In chiusura Shaurli ha ricordato come il sostegno della Regione al volume indica come l'Amministrazione riconosca l'originalità di questi vini, che intende tutelare: "Un riconoscimento che dobbiamo ai loro produttori per averli pensati andando anche contro corrente e contro le conoscenze ufficiali e sedimentate in campo enologico: una realtà di cui dobbiamo andare fieri".



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