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Reboani: "Con Sure nasce l'Europa sociale, Italia vince lunga battaglia"

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Reboani: Con Sure nasce l'Europa sociale, Italia vince lunga battaglia

"Finalmente oggi vede la luce un primo e più consistente nucleo di Europa sociale. La Commissione europea, infatti, ha appena approvato la sperimentazione di uno strumento europeo contro la disoccupazione. Un fondo che potrà finanziare fino a 100 miliardi di euro attraverso un meccanismo di riassicurazione dei meccanismi nazionali. E' un traguardo importante, è la vittoria di una lunga battaglia che l'Italia ha condotto in questi anni per promuovere una politica del lavoro comune a livello europeo". Così l'economista Paolo Reboani commenta, con Adnkronos/Labitalia, l'annuncio da parte della Commissione europea dello strumento 'Sure' (State sUpported shoRt-timE work).


"Dopo la crisi del 2008 - ricorda - era evidente che serviva affrontare in comune anche gli squilibri del mercato del lavoro a livello europeo, sostenere anche le politiche passive. Non bastava promuovere solo le politiche attive ma bisognava avere anche lo strumento per politiche di protezione del reddito. Da allora, è iniziato il pressing dell'Italia, prima con l'utilizzo congiunto di politiche attive e passive sorrette anche da risorse comunitarie e, poi, anche con l'aiuto della comunità scientifica, con la proposta di uno schema europeo di protezione contro la disoccupazione finanziati sul bilancio europeo".

"Oggi un primo risultato concreto - ribadisce - è stato ottenuto. Di fronte a una crisi economica senza precedenti, che può fare esplodere i numeri della disoccupazione, sapere che esiste ora uno stabilizzatore sociale europeo è importantissimo. Significa che insieme affrontiamo il dramma sociale di tanti lavoratori, e che insieme riteniamo importante bilanciare la politica monetaria con la politica sociale. E' un traguardo che renderà felice oggi chi sostiene che questa Europa può ancora ottenere grandi risultati. E' un segnale che la costruzione europea può ancora procedere con nuovi strumenti di solidarietà e di politica comune".



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