Cerca

Treviso: privato e pubblico insieme per l'Open Dream della città

PROFESSIONISTI
Treviso: privato e pubblico insieme per l'Open Dream della città

Damaso Zanardo

Treviso rinasce con 'Open Dream': originale collaborazione di un privato con il pubblico per il benessere del territorio. Protagonisti l'imprenditore Damaso Zanardo, che ha acquistato nel 2015 l'area ex Pagnossin di Treviso, e tutte le istituzioni locali a partire dal Comune di Treviso, dalla Regione Veneto e dalle università a partire dallo Iuav. Il team che si è messo al lavoro, composto da architetti, designer, curatori d'arte, pianificatori, selezionati dall'ateneo di Venezia e affiancati dai professionisti incaricati da Zanardo, sperimenta nella pratica, e anticipa, le azioni di scambio e collaborazione tra territorio, università e impresa fortemente in linea anche con il piano Industry 4.0. (video)


"Ho comprato una vecchia fabbrica -spiega Zanardo in un'intervista a Labitalia- vista la vicinanza a 4 caselli autostradali l’esistenza di capannoni recenti e ampie aree da demolire, per ricostruire nuovi e più adeguati capannoni fare la propria Sede e l’Hub dell'Est. Abbiamo valutato l'acquisto dell'ex Pagnossin a fine del 2015 perché avevamo un'esigenza, che abbiamo tuttora, di avere una logistica integrata e di più spazi per rispondere al meglio alla crescita aziendale e per essere sempre più attenti alla sostenibilità e all'ottimizzazione dei processi".

"Il piano -ricorda- prevedeva la realizzazione a Treviso del nostro hub logistico sanitario con magazzini di 10.000 mq a temperatura controllata in fase di ultimazione e di nuovi e ulteriori 20.000 mq di magazzini isotermici per il settore vino e con un impatto occupazionale sul territorio di almeno 60 unità in più".

"Facendo un po' di riflessioni -continua- con i consulenti e soprattutto da cittadino metropolitano, conoscendo bene il territorio e amandolo, ho compreso che l'ex Pagnossin poteva essere molto di più dell'hub logistico di una realtà in crescita del settore, poteva rappresentare un'opportunità non solo per la mia azienda, che ha fatto l'investimento, ma per tutto il territorio. Ed allora nasce il sogno, il mio Open Dream, di far si che quell'area, a meno di un chilometro dall'aeroporto, confinante con la Green Way dell'Ostiglia e così suggestiva architettonicamente, potesse creare ricchezza e posti di lavoro per tanti. Con la nostra logistica totalmente in linea con quella che è l'industria 4.0, che oggi è efficientata e robotizzata al massimo, un sito del genere può dare lavoro a circa 80 persone, con Open Dream a regime parliamo di alcune centinaia di persone, tra diretti e indiretti".

"Camminando in mezzo a questi abbandonati capannoni -continua- vedevo inizialmente il mio nuovo magazzino che li andava a sostituire. Poi queste pietre rosse mi hanno dato delle suggestioni e documentandomi sulla storia dell’ex Pagnossin e delle varie attività che in ogni edificio si faceva ho provato emozioni e questi edifici mi hanno fatto riflettere su un loro riuso. Mentre guardavo queste "pietre rosse" immaginavo come ora, in un nuovo secolo, queste potessero ospitare le eccellenze del nostro territorio. Quasi per istinto accostavo mentalmente ognuno dei 5 sensi ad una eccellenza fatta di bellezza visiva, di profumi, di suoni antichi e moderni, di materia viva, di sapori che solo la nostra terra sa restituire".

"Immaginavo quindi -continua- i prodotti della nostra terra, a partire dal vino, che sembra contenere ciascuno dei sensi, ma anche il nostro artigianato, le bellezze architettoniche, il design e l'arte. Ecco, dunque, l'Uomo, che nella sua interezza, è ritornato al centro di quest'area che è innanzitutto storia di uomini che con i loro sacrifici e la loro genialità hanno creato oggetti che rimarranno nella storia dell'artigianato, dell'industria e del design italiano".

"Quest’area -ammette- ha alcune peculiarità che lo rendono unico: logistiche, sia internazionali perché a Sud confina con l’aeroporto, sia locali perché a nord confina con la ciclabile Ostiglia e quindi in meno di 5 km si arriva al Duomo di Treviso; di suggestione, grazie alla bellezza di questi edifici: questa può enfatizzare la presentazione dei nostri prodotti; un luogo che si presta a creare un sistema virtuoso dove arte-design- impresa si intrecciano; un luogo con grandi spazi dove ospitare eventi importanti sia locali che di respiro internazionale; un luogo dove i singoli possano meglio raccontare il loro storytelling di prodotti o servizi".

"Abbiamo dato spazio -sottolinea- all’immaginazione connessa a un'interpretazione di cosa il mercato chiede, quindi l’apertura di un sito OpenDream serve a interconnettere il team di progetto con il territorio per informare, ma anche per raccogliere idee-progetti-contatti. Organizzeremo momenti di incontro aprendo così le porte al territorio. Oltre a un paio di convegni su temi attinenti il riuso di aree dismesse e sul turismo. Prima dell'autunno contiamo di avere uno studio di fattibilità sul progetto imprenditoriale e entro fine anno presentare un master plan di fattibilità nel rispetto architettonico, ambientale e ecosostenibile".

"Si tratta -commenta il rettore dell'università Iuav di Venezia, Alberto Ferlenga- di un vero e proprio progetto di rigenerazione urbana al quale i giovani ricercatori Iuav, lavorando a stretto contatto con Zanardo, stanno dando sostanza progettuale. L'idea è dar vita ad un area che risponda alle primarie esigenze della persona: ravvivando i 5 sensi. L'ambizione è di creare una cittadella nella quale si incontrino food & beverage, ricettività ed eventi con arte e design, dando grande attenzione alle produzioni locali a partire dalla bioagricoltura”.

"Ringrazio davvero Damaso Zanardo -afferma il sindaco di Treviso, Giovanni Manildo- per la lungimiranza con la quale sta gestendo il futuro di quest'area di rilevanza enorme per la storia industriale del nostro territorio. Un luogo che per anni ha esportato il nome di Treviso nel mondo. Oggi l'ex Pagnossin rappresenta ancora uno snodo fondamentale e sicuramente importante alle porte della città. Ritengo poi ottima la progettazione in sinergia con l'università: è grazie al sapere, allo studio approfondito dei luoghi e dei contesti in cui si trovano che è possibile gestire al meglio anche le ricadute e i cambiamenti che le novità portano con loro".

"Una bella azione di marketing territoriale da parte di Zanardo -dichiara il presidente della Camera di commercio di Treviso e Belluno, Mario Pozza- a cui va riconosciuto il merito d'aver saputo realizzare e concretizzare l'idea ispiratrice che porta valore aggiunto al contesto socio- economico del territorio. Questo recupero è un esempio di come un territorio possa ridisegnare i propri profili e creare nuovi motivi di attrazione".

“Ci complimentiamo con il Gruppo Zanardo -aggiunge il presidente di Unindustria Treviso, Maria Cristina Piovesana- per questa importante iniziativa che, insieme allo Iuav, individua nuove idee e progetti per quest’area industriale alle porte di Treviso che è stata a lungo abbandonata. E’ un investimento di pensiero lungimirante, che unisce la responsabilità sociale per lo sviluppo del territorio alla creazione di nuove opportunità imprenditoriali e occupazionali. Questo progetto rappresenta un passaggio importante anche per l’iniziativa di Unindustria Treviso volta a portare, nelle imprese come nelle amministrazioni comunali, una nuova cultura di utilizzo del territorio e per il recupero delle aree e molte strutture, capannoni e altro, che per effetto della crisi ma anche nuove esigenze produttive risultato dismesse. Prenderà l’avvio un progetto associativo pluriennale, con il coinvolgimento dei maggiori stakeholder locali, per capire le trasformazioni e analizzare le nuove domande di spazi produttivi per ridurre il consumo di suolo, recuperare importanti asset reali e promuovere l’insediamento di nuove attività”.



RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.