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Federmanager, 150mila ore formazione manageriale su industria 4.0

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Federmanager, 150mila ore formazione manageriale su industria 4.0

Più di 150mila ore di formazione manageriale per un totale di 2.316 dirigenti e 958 imprese coinvolti, per promuovere la diffusione della cultura digitale nell’industria italiana. Questi sono i primi esiti del bando lanciato a inizio anno da Fondirigenti, il Fondo interprofessionale per la formazione dei dirigenti di Federmanager e Confindustria, e chiuso il 2 marzo scorso, che finanzia l’adozione di Piani aziendali per lo sviluppo di competenze digitali e trasversali del management industriale.


Scopo principale dell’iniziativa (avviso 3/2016) è quello di favorire l’aggiornamento di skill indispensabili per realizzare la trasformazione digitale, oltre a irrobustire quelle strategiche per innovare processi e produzioni in ottica 4.0. A fronte della dote di 5 milioni di euro messa a disposizione dal Fondo, le domande di partecipazione avanzate dalle imprese hanno superato i 13 milioni di euro. Il fabbisogno formativo si è ripartito in modo equo tra imprese grandi e multinazionali (50%), e pmi (suddivise in medie per il 33%, piccole per 15% e micro al 2%).

"Siamo molto soddisfatti -ha commentato il presidente Fondirigenti, Carlo Poledrini- del riscontro ottenuto da questo avviso: le aziende italiane rispondono positivamente quando vedono premiati qualità dei progetti e spinta all’innovazione. Questi due elementi sono fondamentali per far evolvere anche la manifattura tradizionale e i settori maturi. Niente finanziamenti a pioggia ma azioni mirate a sostegno di idee innovative".

Rispetto alle aree di intervento stabilite nell’avviso, l’interesse prioritario è andato all’asset 'l’innovazione dei processi produttivi in chiave digitale', seguito dal capitolo 'utilizzare dati e informazioni come risorse per il business'. Fanalino di coda, invece, l’area 'gestire e avviare processi di commercializzazione online'. Le pmi si sono indirizzate verso interventi specifici di digitalizzazione mentre le grandi si sono focalizzate sull’avvio di processi complessi. Poche o rare le iniziative di filiera.

A commentare il dato dimensionale delle imprese beneficiarie del finanziamento, il presidente Federmanager, Stefano Cuzzilla: "Industria 4.0 -ha dichiarato- ha bisogno di manager capaci di innovare i processi, i modelli aziendali e la stessa produzione: dobbiamo colmare il deficit di managerialità che danneggia le piccole aziende, in particolare le micro. A loro diciamo che non è più pensabile fare impresa in un contesto reso così competitivo dalla tecnologia senza l’apporto di competenze estremamente qualificate".

Dal punto di vista geografico, sono confermate le peculiarità del Belpaese: la maggioranza delle richieste è arrivata dalle aree più vivaci, con un 76% dei Piani formativi presentato in Emilia Romagna, Lombardia, Veneto, Piemonte e Lazio. Il Mezzogiorno non ha superato il 10% delle domande. "Un dato -ha notato Poledrini- che conferma il trend degli Avvisi precedenti, unitamente a una difficoltà del Sud ad accedere a questo strumento di finanziamento. È ormai chiaro che le aziende italiane si muovono a diverse velocità verso il processo di digitalizzazione".

Per il presidente federale, Stefano Cuzzilla, "nessuna sorpresa". "Il coinvolgimento delle aziende del Sud - ha avvertito - è ancora scarso e ripropone il tema del digital divide che esiste nel Paese. Questa rivoluzione corre molto veloce e rischia di escludere, come in una selezione darwiniana, chi ha accumulato troppo ritardo". Federmanager, che è partner istitutivo di Fondirigenti, "continuerà a sostenere iniziative di formazione e aggiornamento professionale promosse dal Fondo perché -ha chiarito Cuzzilla- non possiamo attendere i finanziamenti pubblici, che per ora sono tutti concentrati sui fattori abilitanti. Il capitale umano è il vero investimento da fare".

"La nostra azione -ha ricordato- è a 360 gradi: sia attraverso gli enti della bilateralità sia attraverso nostre iniziative autonome stiamo formando e certificando centinaia di innovation manager che speriamo siano accolti nelle imprese, dove il 65% ritiene di avere bisogno di figure manageriali per essere più competitivo e innovativo, ma poi fa fatica a superare le logiche familiari e a considerare il manager una risorsa indispensabile per stare sul mercato.

"Nei prossimi mesi Fondirigenti farà il possibile per rispondere al grande fabbisogno formativo espresso dalle aziende e dai manager industriali", ha promesso il presidente Fondirigenti Poledrini, annunciando che "stiamo studiando un intervento ad hoc in tema di cyber-security che dovrà aiutare le imprese e il management a tutelare marchi, dati e prodotti a livello globale".



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