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Consulenti lavoro a Tokyo per 50 anni Ordine colleghi giapponesi

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Consulenti lavoro a Tokyo per 50 anni Ordine colleghi giapponesi

L'incontro a Tokyo tra la Presidente CNO Marina Calderone e il Presidente Sharoushi Federation Kenzo Onishi

L’ingresso dirompente dell’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro, l’introduzione di nuovi sistemi produttivi, gli interventi di welfare necessari per far fronte al progressivo invecchiamento della popolazione. Questi i temi che accumunano i consulenti del lavoro italiani e giapponesi e che sono stati discussi a Tokyo in occasione del 'Sharoushi National Symposium', l’evento che ha riunito i rappresentanti delle due delegazioni per celebrare i 50 anni della legge istitutiva dell’Ordine dei consulenti del lavoro giapponese, denominato 'Sharoushi Federation'.


Questo, infatti, fondato nel 1968, conta oggi 38mila iscritti che, in modo analogo al sistema ordinistico italiano, sono organizzati a livello provinciale e devono svolgere un praticantato prima e un esame di abilitazione dopo per poter esercitare la professione. Nella società giapponese, quindi, la figura dello Sharoushi equivale a quella del consulente del lavoro italiano: si tratta di un esperto specializzato nella gestione degli adempimenti e controversie in materia di lavoro e di previdenza.

Al simposio è seguito un summit internazionale sul tema: 'Il sistema Sharoushi, i sistemi simili nel mondo e la possibilità di una futura cooperazione internazionale', presso l'Università dell’Onu di Tokyo.

L’evento, inaugurato da Kenzo Onishi, presidente Sharoushi Federation, ha visto la partecipazione, oltre che della delegazione italiana guidata dalla presidente Marina Calderone, anche del rappresentante dell’Ilo (International Labour Organization) Hiroshi Yamabana; del direttore delle relazioni internazionali del ministero del Lavoro del Giappone Shinichi Akiyama; dei vertici delle organizzazioni degli esperti di lavoro e previdenza: Nobuhiro Hoshi, vicepresidente della Sharoushi Federation, Park Young Ki, presidente della Korea Certified Labor Attorneys Association della Corea del Sud, Sumarjono, direttore Bpjs dell’Indonesia, Corneliu Bente, presidente Unelm della Romania, di un rappresentante dell’ambasciata della Repubblica Socialista del Vietnam e di alcuni rappresentanti Socso della Thailandia e della Malaysia.

Ogni delegazione ha avuto l’opportunità di presentare la propria organizzazione e di spiegare come questa interagisce nel sistema economico nazionale, soffermandosi sulle attività svolte e sulle finalità delle azioni messe in campo. "Il confronto fra sistemi ordinistici fondati su presupposti storici, geografici e sociali molto diversi tra loro - ha dichiarato la presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine, Marina Calderone, a margine degli incontri - ci ha permesso di cogliere alcune importanti analogie con il nostro ordinamento e anche numerosi stimoli per il futuro, con cui migliorare lo sviluppo della nostra professione sia in ambito lavoristico sia in ambito previdenziale".

La presidente ha, poi, evidenziato come l'Ordine dei consulenti del lavoro italiano e giapponese abbiano numerose cose in comune: dalle competenze in materia giuslavoristica all’organizzazione degli iscritti su base provinciale, dalla celebrazione della loro legge istitutiva alle criticità del mercato del lavoro di riferimento, che deve rispondere sempre più alle inarrestabili trasformazioni tecnologiche e far fronte al problema del ricambio generazionale, anche attraverso adeguati sistemi di welfare. Questi temi, così come è avvenuto nella celebrazione dei 50 anni della legge istitutiva dei consulenti del lavoro giapponesi, saranno al centro dell’evento dell’11 gennaio 2019, quando i consulenti del lavoro italiani celebreranno i 40 anni della legge n.12/79, istitutiva del loro Ordine.



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