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Lazio, un grande 'corridoio verde' da Roma fino ai Castelli: c'è la proposta

14 maggio 2021 | 20.19
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Parco Appia Antica

Un lungo e unico percorso naturale da Roma fino ai Castelli. E' il cuore di una proposta di legge depositata in Consiglio regionale del Lazio che punta ad ampliare il Parco dei Castelli Romani per congiungerlo a quello dell'Appia Antica. L'idea, così come fu nei sogni di Antonio Cederna, è realizzare un prezioso 'polmone verde' tra bellezze paesaggistiche ed archeologiche. A firmare la proposta i due consiglieri regionali Marco Cacciatore (Europa Verde) e Marta Bonafoni (Lista civica Zingaretti).

"Già nel 2018, con l’ampliamento del Parco dell’Appia Antica – anche quella legge proposta da me insieme alla collega Bonafoni -, avevamo salvaguardato un’importante area verde da possibilità di insediamento che si sarebbero rivelate inutili e insostenibili", spiega all'Adnkronos Marco Cacciatore. "In quel caso come per l’attuale proposta di legge sull’unione dei parchi, ci muoviamo sulle orme di Antonio Cederna che nei suoi scritti ricordava come le ricchezze naturali e le aree verdi fossero esposte al rischio di sfruttamento economico insostenibile e squilibrato. E che quindi fosse necessario salvaguardare tali aree, a beneficio delle comunità locali così come delle generazioni future".

Cita il sogno di Cederna anche Marta Bonafoni parlando a proposito della creazione di un grande 'corridoio verde' tra il centro di Roma e i Colli Albani. "Uno straordinario patrimonio di storia, cultura, paesaggio, ambiente, biodiversità come motore di un nuovo modello di promozione territoriale, che vede le comunità protagoniste", evidenzia all'Adnkronos.

Nello specifico, l'ampliamento del Parco dei Castelli Romani prevede l'inserimento al suo interno di aree importanti sotto il profilo archeologico, naturalistico e paesaggistico quali l'antica città di Bovillae (nel Comune di Marino), la Tenuta di Mura dei Francesi (nel Comune di Ciampino) "e altre che dovessero aggiungersi anche a seguito del dibattito tecnico e politico", ricorda Cacciatore.

Un progetto, tiene a sottolineare il consigliere regionale Ev, che "restituirà ai cittadini la possibilità di godimento di un bene prettamente collettivo come il paesaggio, che tuttavia mette a disposizione lo spazio per progetti di mobilità sostenibile (come le biovie) all’interno di questa vasta area tutelata. Inoltre, il collegamento con altri progetti che potranno mettere in comunicazione i vari ‘polmoni verdi’ dell’area metropolitana di Roma, in termini di cammini e percorsi paesaggistici, saranno capaci di valorizzare ulteriormente questi territori".

Poi precisa: "poco fa ho usato l’espressione 'restituire ai cittadini' per una ragione ben precisa. Quando si istituisce un Parco – o come in questo caso se ne amplia il perimetro – si va a redistribuire ricchezza alla collettività. Almeno sul lato delle risorse naturali, non sempre è necessario creare nuova ricchezza quanto distribuirla equamente. E i beni naturali, come tutte le risorse nell'intero Occidente, per decenni sono state soggette a concentrazione in poche mani, a danno della comunità e dell'utilità sociale. Per come la intendo io l’ecologia è integrale, è solidarietà, è tutela di un ecosistema che prevede l'ambiente ma sulla base dell’interazione tra esseri umani e della garanzia di dignità per tutte e tutti, e passa per il contrasto alla concentrazione di ricchezze e potere. Altrimenti, per citare Chico Mendes, l’ecologia rischia di ridursi a semplice giardinaggio".

Depositata in Consiglio regionale del Lazio, ora "come tutte le proposte di legge - specifica Bonafoni soffermandosi sull'iter - sarà esaminata e discussa nella Commissione competente, in questo caso quella Ambiente, e successivamente trasmessa al Consiglio per l'approvazione finale. Non è escluso tuttavia che il contenuto della proposta possa addirittura trovare spazio nel prossimo Collegato alla legge regionale di stabilità 2021 che presto approderà in Consiglio regionale".

La legge regionale non prevede stanziamenti. "È chiaro che in epoca di Pnrr, ma anche a prescindere da stanziamenti emergenziali, i parchi che si uniscono - scandisce Cacciatore - portano le comunità a convergere, garantiscono estensione di una rete sul territorio che poi potrà essere elemento per attrarre risorse e garantire la fruibilità delle ricchezze naturali nella vita quotidiana delle persone".

Una proposta che ha già riscosso apprezzamento dalle amministrazioni locali alle associazioni territoriali "che da tempo sono impegnate affinché importanti parti del territorio di rilevante interesse paesaggistico, venissero ricomprese nel perimetro del Parco dei Castelli. Il congiungimento dei due Parchi - conclude Bonafoni - consente anche ai due Enti di gestione di rafforzare le azioni comuni per migliorare la tutela, l'accesso e la fruibilità di questo sistema archeologico e ambientale unico al mondo".

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