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Lazio, una legge per le imprese creative, volano dell'economia

09 luglio 2021 | 19.54
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(Fotogramma)

Cultura e creatività motori di sviluppo economico del territorio. Un impegno costante e determinato quello della Regione Lazio verso tutte quelle attività che si basano su valori culturali o espressioni artistiche e che riuniscono più settori: dal design all’architettura, dal teatro al cinema, arrivando fino alla moda e tanto altro ancora. "Il loro valore aggiunto è significativo: solo nel Lazio è di quasi 15 miliardi di euro", spiega Marta Leonori, capogruppo del Pd in Consiglio regionale e prima firmataria della proposta di legge n. 247 relativa alle 'disposizioni a favore delle industrie creative', presentata in Commissione Sviluppo economico della Pisana ad inizio giugno, insieme al collega Enrico Forte (Pd). Il testo si compone di 15 articoli e riconosce le industrie creative come uno dei fenomeni delle politiche territoriali del nostro tempo.

"Le industrie creative - sottolinea Leonori all'Adnkronos -rappresentano un settore che, in poco tempo, è riuscito a creare una categoria economica a sé che conta circa 1,5 milioni di occupati in tutta Italia. La legge che ho presentato, che raccoglie il lavoro fatto nella scorsa legislatura da Gian Paolo Manzella, vuole dare maggiore forza e possibilità di sviluppo a questo settore, attraverso l’accesso al credito, il rafforzamento della collaborazione con le imprese dei settori tradizionali ma anche attraverso voucher creativi e la realizzazione di nuovi luoghi per la creatività".

Anche Marietta Tidei, consigliera regionale di Italia Viva e presidente della commissione Sviluppo economico del Consiglio Regionale del Lazio, evidenzia i dati che fotografano l'immenso patrimonio regionale. "Il valore aggiunto legato alla creatività̀ nel Lazio è stato di quasi 14,9 miliardi nel 2018, con 212mila occupati - sottolinea all'Adnkronos - Roma in particolare, soprattutto grazie al cinema ed all’audiovisivo, è la prima provincia del Lazio, seconda in tutta Italia per incidenza del valore aggiunto e terza in termini di occupazione. Anche per questo, investire su questo ambito è per noi strategico. Sono certa che attorno a questi temi, anche dal dibattito avviato nella Commissione Sviluppo Economico che presiedo, sia grazie al contributo dei colleghi consiglieri che delle realtà associative che abbiamo iniziato ad ascoltare in audizione, uscirà̀ un buon testo”.

Parere dunque positivo sulla proposta di legge che secondo Tidei fa parte di quella che definisce "legislazione innovativa", ossia "che cerca di dare risposte adeguate alle evoluzioni del nostro tessuto produttivo. Tra i suoi meriti c’è senza dubbio la volontà̀ di organizzare il sistema dell’industria creativa, all’interno di una visione complessiva e non più̀ soltanto settoriale. Incentrare il ragionamento attorno ai concetti di imprenditorialità̀, sostenendo le imprese anche con strumenti economici facilitati rispetto al tema dell’accesso al credito, puntare sulla formazione ed individuare dei luoghi fisici dove si costruiscono esperienze imprenditoriali condivise, sono i punti di forza del testo".

Indubbiamente, considerata anche la forte crescita del settore negli ultimi anni, per Leonori "le industrie creative, che hanno ancora ampi margini di sviluppo, possono aiutare il rilancio economico post-pandemia. Per questo credo sia importante supportarle e rafforzare il dialogo tra settore creativo e settore tradizionale".

Qualche perplessità, tuttavia, la esprime il consigliere regionale FdI Massimiliano Maselli, vicepresidente della commissione Sviluppo economico della Pisana. "Questa proposta di legge ha sicuramente il merito di dotare la Regione Lazio di un impianto normativo ad hoc - spiega all'Adnkronos - ma non intravedo altri obiettivi che questo, dal momento che le industrie creative sono già sostenute economicamente, anche attraverso finanziamenti europei. Esiste d'altronde una normativa nazionale oltre che regionale. Quindi quando comincerà il dibattito in Commissione mi interesserà sapere quali sono le novità normative della proposta".

Maselli, inoltre, concorda con le associazioni imprenditoriali (da Confartigianato a Unindustria), già audite in Commissione, che chiedono di eliminare il riferimento ai codici Ateco. "A tal proposito - anticipa -, presenterò un emendamento all'articolo che li prevede al fine di sopprimere quel punto". Il contributo per migliorare la proposta di legge, ad ogni modo, non mancherà tenuto conto "che le imprese creative sono un pezzo importante della nostra Regione".

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