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Lazio, una legge sull'arte di strada per rendere le città più aperte e inclusive

18 settembre 2021 | 09.38
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La Regione Lazio sfodera una proposta che intende tutelare e valorizzare la più antica forma di intrattenimento: l'arte di strada. Dai circensi agli zampognari, dai Madonnari ai cantastorie, gli artisti di strada, che da sempre animano piazze e fiere delle nostre città con i loro creativi spettacoli, attrazione per turisti e passanti, adulti e piccini, ora potranno avvalersi di uno strumento in più. La proposta è stata da poco deposita alla Pisana dalla prima firmataria, la capogruppo della Lista Civica Zingaretti al Consiglio regionale del Lazio Marta Bonafoni.

"Questa proposta di legge ha avuto la sua gestazione in un momento molto particolare per l’arte e la cultura. I primi tavoli, in presenza e poi online, con le artiste e gli artisti di strada, infatti, si sono svolti proprio durante il primo durissimo lockdown, quando i luoghi della cultura si sono improvvisamente svuotati e l’intero settore si è bloccato - spiega all'Adnkronos Bonafoni - Durante questi incontri abbiamo ragionato sul tema degli spazi, dell’interazione e relazione tra pubblico, artiste e artisti, e sono stati proprio loro a scrivere la prima bozza, che poi si è arricchita dei contributi dei festival e dei tanti Comuni del Lazio amici dell’arte di strada. Quindi direi che è nata sotto la stella della condivisione e dell’arricchimento reciproco tra l’istituzione e il Comitato delle libere espressioni artistiche di strada, spinta e motore del testo".

Il primo punto di forza, aggiunge la consigliera regionale, "è l’idea che ispira la proposta di legge che ho depositato lo scorso 8 settembre, e cioè il fatto che l’arte di strada non è e non può essere una questione di decoro e ordine pubblico, ma parla invece di relazione, del nostro modo di stare insieme e vivere gli spazi comuni. Con questa norma la Regione Lazio vuole allinearsi a una legislazione che già esiste a livello internazionale e che tutela questa forma d’arte, riconoscendone il ruolo di cerniera con lo spazio pubblico, in una rapporto di scambio, ma anche di accessibilità ed estemporaneità che solo nella libertà può trovare arricchimento. Poi ci sono i contenuti del testo, con la creazione, all’articolo 7, di un Osservatorio regionale per la valorizzazione delle espressioni artistiche di strada, che andrà a coadiuvare Regione ed enti locali nelle attività di valorizzazione e a monitorarne l’andamento - garantendo la continuità del percorso avviato con il coinvolgimento di una rappresentanza delle artiste e degli artisti. Lo stesso Osservatorio potrà istituire un logo per la cartellonistica stradale recante la dicitura ‘Comune amico delle artiste e artisti di strada’, con declinazione di genere, da assegnare a quei Comuni che si sono distinti per le loro attività di promozione".

Si tratta di un testo che oltre ad essere stato redatto con artiste e artisti, enti locali e festival, ha trovato in Consiglio regionale "solide alleanze". Infatti è stato sottoscritto da tutti i capigruppo del centro-sinistra. Tra i firmatari Marta Leonori, capogruppo Pd della Regione Lazio, che subito evidenzia come l’arte di strada sia "parte del nostro sistema culturale". La nostra Regione, dice all'Adnkronos, "ha una vasta comunità di artiste e artisti di strada che non possiamo continuare ad ignorare. L’obiettivo di questa legge, oltre al riconoscimento delle libere espressioni di strada come forma d’arte, si occuperà di tutelare e promuovere l’intero settore, anche richiedendo ai comuni di emanare i regolamenti per stabilire come svolgere le attività".

"Credo da sempre, e il mio lavoro in Regione lo dimostra, che di cultura si possa e si debba poter vivere. E il nostro compito - prosegue Leonori, che è stata promotrice della legge regionale sulla street art - è quello di cercare di fornire a tutti coloro che ci vogliono provare gli strumenti per farlo. Non solo per un fattore personale, ma anche sociale. Promuovere la cultura e tutte le forme artistiche significa rendere le nostre città più aperte e inclusive. Ma non solo, con la street art, per esempio, attraverso la cultura vogliamo rigenerare alcuni spazi delle nostre città. Promuovere la partecipazione degli attori del mondo della cultura e quella dei cittadini è stato al centro delle attività di questi anni, e su questo stiamo proseguendo il nostro lavoro, con tante iniziative a sostegno di questo mondo".

Ora la bozza passerà in Commissione Cultura: inizieranno le audizioni, poi la fase emendativa, per approdare infine in Consiglio. "L’obiettivo sarà preservare lo spirito della legge", sottolinea Bonafoni. A farle eco Elisa Spanò, trampoliera, 36 anni, che fa parte dell'Assemblea delle Libere Espressioni Artistiche (costituitasi durante il lockdown, raduna circa venti tra realtà e associazioni), comitato che ha contribuito a scrivere il testo della legge. "Nell’iter per la sua approvazione non venga sfigurata", è l'auspicio di Spanò. "E’ una legge semplice, composta solo da 7 articoli chiari e limpidi come l’acqua - precisa all'Adnkronos - La domanda per chi dovrà votarla è solo una: riuscite a scorgere la bellezza, l’importanza e la ricchezza della condivisione artistica nello spazio pubblico o no?"

Si stimano che siano circa 800-1000 le artiste e gli artisti di strada nel Lazio. Ma è solo un calcolo approssimativo. Dati più precisi potrebbe fornirli uno strumento di monitoraggio come l'Osservatorio, tra i punti al centro della proposta condivisi dagli stessi protagonisti del settore. Ma essenzialmente la legge "si prefigge di valorizzare le libere espressioni artistiche di strada, ossia la possibilità per tutti e tutte di esprimersi artisticamente nello spazio pubblico. Si parte da un diritto e una libertà potenziale di ogni cittadini", afferma Spanò raccontando dell'incontro con Marta Bonafoni e del percorso "per arrivare insieme a scrivere una proposta di legge regionale".

"Ci siamo ispirati nei principi alle uniche due leggi regionali finora esistenti: Puglia e Piemonte, entrambe del 2003. Ma siamo andati oltre - aggiunge l'artista di strada - Le abbiamo migliorate. Non ci interessava solo sancire dei bei principi, ma dotare la legge di uno strumento che possa proseguire il cammino verso la tutela e la valorizzazione. Lo abbiamo chiamato Osservatorio regionale sulle arti di strada. Tra le sue funzioni quella di aiutare i Comuni a redigere dei regolamenti che veramente esprimano la volontà di accogliere e non vadano invece a ingessare arti che, per loro natura, hanno bisogno di grande libertà. Sogniamo pubblicazioni, sportelli informativi, meeting, iniziative di sensibilizzazione, condivisione e trasmissioni di saperi e tecniche. Vogliamo che ogni anno l’Osservatorio possa restituirci una fotografia dello stato delle Arti di Strada che ci indichi e racconti esperienze virtuose da valorizzare e limiti e contraddizioni su cui saremo ancora lieti di lavorare insieme".

E poi: "Neanche a dirlo, in tanti paesi europei, anche meno ricchi del nostro di espressioni artistiche di strada, tutto questo è già considerato patrimonio culturale immateriale - osserva Spanò - In Italia ci vuole tempo. Il percorso è lungo perché ciò che vogliamo innescare è anche un cambiamento culturale importante. Piano piano… Se riusciremo ad ottenere questa legge regionale, speriamo che ad altri artisti come noi, in giro per l’Italia, venga voglia di scrivere, finalmente tutti insieme, una proposta di legge nazionale. Ma non vogliamo correre!".

Dal canto suo, Bonafoni chiosa: "Con questa norma vorremmo mandare un messaggio in bottiglia al futuro sindaco di Roma e a chi amministra gli enti locali in tutta Italia e si trova a gestire un immenso patrimonio culturale materiale e immateriale. Solo attraverso il riconoscimento della ricchezza e della bellezza di tutte le forme d’arte e della necessità di renderle accessibili nelle nostre città potremo passare da un concetto di cultura elitario ed esclusivo a un’idea di cultura aperta, per tutte e tutti, in cui le lavoratrici e i lavoratori siano tutelati e portatori di diritti, sia che esercitino la propria attività in teatri, cinema, auditorium e case della cultura, sia che la svolgano in piazza o nelle strade".

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