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Le 5 leggi di Di Maio

28 aprile 2019 | 15.54
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Il vicepremier sul Blog delle Stelle: ora legge per togliere la sanità dalle mani dei partiti; l’acqua pubblica; il conflitto d’interessi; il salario minimo; il taglio degli stipendi di tutti i parlamentari

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"Abbiamo creato un contratto di governo con la Lega, fissando i punti cardine che ci hanno permesso di iniziare il processo di cambiamento. Con la Lega abbiamo già fatto tanto, lavorando anche bene. E i fatti sono chiari. In pochi mesi abbiamo realizzato le cose che abbiamo sognato per anni". Lo scrive il vice premier Luigi Di Maio sul Blog delle stelle.

"E non si tratta tanto - aggiunge - di simboli del Movimento 5 stelle, si tratta di quei passi che i cittadini italiani aspettavano da tanto tempo: il taglio dei vitalizi, il Reddito di Cittadinanza, il superamento della legge Fornero con l’introduzione di Quota 100, ma anche la legge sull’anticorruzione, la Class Action, la legge contro la violenza su donne e bambini. E il Decreto Dignità, un decreto che voleva dare la possibilità ai nostri giovani di avere un contratto stabile e quindi pianificare un futuro, una famiglia, e che già sta producendo i primi effetti positivi. Abbiamo fatto questo, nei primi mesi, grazie anche al sostegno della Lega".

"E adesso - sottolinea - è il momento di andare avanti. Sono almeno 5 le leggi del cambiamento che vogliamo approvare al più presto: 1. La legge per togliere la sanità dalle mani dei partiti. 2. La legge sull’acqua pubblica. 3. La legge sul conflitto d’interessi. 4. La legge sul salario minimo. 5. La legge sul taglio degli stipendi di tutti i parlamentari (dopo aver già tagliato i vitalizi!) Noi vogliamo continuare a cambiare le cose. Il percorso ancora è lungo. Su queste 5 proposte La Lega è con noi? Se la Lega è con noi, possiamo dare queste leggi al Paese già quest’anno".

CASO SIRI - E ancora: "Il 4 marzo 2018 è una data importante perché i cittadini che rappresentiamo ci hanno dato un messaggio molto chiaro: 'cambiate le cose in Italia'. Il cambiamento per noi è semplicemente il motivo per cui esistiamo. È la trasformazione, definitiva di quel sistema politico-affaristico, che per decenni ha rovinato l’Italia, in qualcosa di più giusto, più rispettoso. Anche per questo motivo, per dare un segnale inequivocabile che le cose non saranno mai più come prima, che la questione Siri non può essere snobbata. È un caso su cui un governo che vuole rappresentare il cambiamento, specie sotto un profilo etico e morale, non può cedere. Gianroberto (Casaleggio, ndr) diceva che quando c’è un dubbio, non c’è nessun dubbio, soprattutto quando ci sono di mezzo la mafia e la corruzione" scrive il vicepremier.

Sulla vicenda Siri "ho fiducia nel ruolo del presidente del Consiglio" e "nei prossimi giorni ci aspettiamo delle novità, che devono soddisfare un'esigenza: il tema non è Siri, che sicuramente sarà giudicato innocente, il tema è la percezione delle istituzioni. Siri per me si deve mettere in panchina e gli facciamo i migliori auguri di risultare innocente, ma fino a quel momento non possiamo pensare che un sottosegretario indagato per un reato così grave resti al suo posto. Lo dico con amicizia alla Lega: credo che aiuti tutti noi metterlo in panchina e aspettare l'esito delle indagini preliminari e anche del rinvio a giudizio" ha detto il vicepremier Di Maio ad un incontro con i giornalisti a Varsavia, trasmesso via Facebook.

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