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Umanesimo digitale

Le app e la blockchain al centro dell'umanesimo digitale

11 maggio 2021 | 12.55
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Con le riaperture, le tecnologie saltacoda e di gestione dei biglietti restano un assetto decisivo per i musei e per un nuovo modo di fruire la cultura.

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Partecipando al recente convegno More Museum, il direttore del Museo Egizio di Torino Christian Greco ha raccontato come i musei abbiano oggi bisogno di una: “osmosi con gli enti di ricerca e le università” e come debbano aprirsi “a nuove professioni. Mi piacerebbe che nella fase post pandemica nascesse un nuovo umanesimo digitale con i musei messi al centro: un approccio multidisciplinare che ci possa fare capire qual è il posto dell'uomo nella società e quale possa essere la sua evoluzione”. La pandemia ancora in corso ha portato un’improvvisa accelerazione tecnologica in settori e posti dove ancora non si era pienamente evoluta. Il supermercato, ad esempio, il mobilificio, o il centro commerciale: siamo stati in qualche modo costretti, come utenti, a dotarci di app di prenotazione e tracciamento per poter compiere gesti quotidiani in sicurezza, oltre che di metodi di pagamento automatici e del tutto contactless. Questa ridefinizione della gestione del tempo e degli spazi non potrà non avere una ripercussione, una volta riconquistata la quotidianità di una volta, anche in settori come quelli culturali.

Per i musei la rivoluzione è cominciata quando, nei mesi di chiusura, si sono dovuti trovare metodi per non fermare le attività, e proseguire le visite anche a distanza. La realtà virtuale è entrata di prepotenza nell’equazione, ed è andata ad arricchire un'offerta che, anche in fase di riapertura in presenza, consentirà alle collezioni di sperimentare su più livelli la percezione del museo. Anche le classiche audioguide hanno i giorni contati: garantire la sanificazione delle cuffie da noleggiare al museo è molto più complicato che affidare il tour guidato a un’app. Artplace Museum, ad esempio, vincitrice poche settimane fa della competizione startup di Lazio Innova utilizza la tecnologia beacon (bluetooth a bassa frequenza) per trasformare gli smartphone in audioguide multimediali e interattive.

Il cambiamento che ha travolto tutti, però, è quello relativa ai biglietti. La necessità di ridurre i contatti e tracciare le visite sta portando all’abbandono totale del biglietto cartaceo e delle code in biglietteria. Il processo di acquisto è trasferito online, e data la ridotta capienza consentita va programmato in anticipo. Si arriva all’orario stabilito e con il biglietto già scaricato nello smartphone, senza attese, senza affollamento e senza contatto.

Con le prime riaperture a gennaio è sbarcata a in Italia anche SecuTix, biglietteria smart che propone una propria piattaforma da cui gestire ingressi, flussi interni al museo, vendite di cibo, bevande e gadget. La rapidità di innovazione diventa così una chiave di volta per il settore degli eventi connesso anche agli spazi espositivi, grazie soprattutto all’utilizzo sempre più diffuso di soluzioni digitali contactless. La blockchain applicata agli ingressi, poi, punta sulla sicurezza: biglietto unico, crittografato, non cedibile è completamente tracciabile, con la possibilità di collegarlo in un futuro al certificato vaccinale, oppure, come già accade, alla compilazione di un questionario di autodichiarazione con scadenza temporale. Un salto nel futuro per ripartire in sicurezza e ripristinare un rapporto di fiducia con i visitatori.

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