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Comunicato stampa

Le caselle email superano il numero degli abitanti in Italia: sono 71 milioni gli indirizzi mail utilizzati dagli italiani

08 novembre 2016 | 17.30
LETTURA: 9 minuti

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Quasi un miliardo le email che gli italiani ricevono ogni giorno
Le newsletter piacciono: tengono informati e fungono da promemoria
La vita degli italiani senza l’email: sarebbe più complicata e costosa

Milano, 8 novembre 2016 - L’email, nonostante il proliferarsi dei social network e degli strumenti di messaggistica istantanea, continua ad avere un ruolo unico e sempre più centrale nella vita quotidiana, privata e professionale, degli italiani. Lo conferma il fatto che oggi in Italia esistono più caselle email che abitanti: sono infatti 71 milioni gli indirizzi email utilizzati regolarmente dagli italiani.

Questi sono alcuni dei dati più rilevanti che emergono dalla ricerca Email Marketing Experience Report 2016, promossa da MagNews, azienda italiana specializzata da oltre 15 anni in email marketing solution, in collaborazione con Human Highway, società leader in analisi e indagini in rete, con lo scopo di analizzare il rapporto tra gli italiani, la posta elettronica e i sistemi di messaggistica alternativi alle email e con un particolare focus sul comportamento degli utenti nei confronti del fenomeno dell’adblocking e dei filtri anti-spam.

* La ricerca è stata condotta su un campione formato da uomini e donne di almeno 18 anni di età, che risiedono su tutto il territorio nazionale e si connettono alla rete con regolarità, almeno una volta alla settimana. Il campione si compone di 1.038 casi e rappresenta una collettività di 30,8 milioni di individui (è stato ponderato per quote di sesso per età, zona geografica di residenza, intensità di fruizione dei quotidiani cartacei e device utilizzato per connettersi alla rete).

Un abstract della ricerca è disponibile sul sito di MagNews: http://www.magnews.it/risorse/ricerche/email-marketing-experience-report-2016/

Quante email ricevono al giorno gli italiani?

Sono quasi un miliardo i messaggi di posta elettronica che gli italiani ricevono ogni giorno, poco meno di 30 per ogni utente. Ciascun individuo utilizza una media di 2,3 caselle di posta, in particolare sono i giovani adulti (25-34 anni) e gli uomini ad avere più indirizzi mail (2,4 quelli utilizzati dagli uomini rispetto ai 2,2 delle donne). Gli utenti in mobilità, che utilizzano lo smartphone per accedere a Internet, hanno più caselle diverse rispetto a quelli che usano solo PC o tablet.

Perché gli italiani usano più caselle di posta? L’utilizzo di email differenti risponde nel 60% di casi all’esigenza di diversificare gli indirizzi email in funzione degli obiettivi della comunicazione. Generalmente, le persone distinguono la mail di lavoro e quella personale o aprono un indirizzo di posta per i messaggi di poco interesse, che consultano saltuariamente (39%). Il 32% ha aperto diverse caselle in passato e continua a farne uso, mentre il 14,5% utilizza più caselle per rafforzare il proprio anonimato (ad es. mail con nomi di fantasia), una prassi più diffusa tra gli uomini rispetto alle donne, che, nell’8,5% di casi, prediligono gli indirizzi di posta condivisi.

GMail, la casella di posta irrinunciabile

17 milioni di persone (55% degli utenti Internet) dichiarano di possedere e utilizzare una casella di posta fornita da GMail, seguito da Microsoft (Msn, Hotmail, Live) e Italia Online (Libero, Wind, iol.it) con 10 milioni di caselle attive ciascuno. Nel ranking delle caselle di posta, sia in termini di penetrazione nell'utenza che di preferenza, GMail risulta l’email di riferimento per una quota sempre maggiore di utenti italiani.

Inoltre,GMail, che nel 2014 era la casella più giovane, con 3,6 anni di vita media, nel 2016 ha raggiunto i livelli di longevità di fornitori di posta storici come Yahoo e Tiscali, arrivando a 4,1.

Casella di posta aziendale, utilizzo personale o professionale?

Dalla ricerca, si osserva la decisa crescita del numero di caselle aziendali negli ultimi due anni; quelle utilizzate risultano essere complessivamente 12 milioni, con una copertura del 37% nell'utenza Internet. Il 70% degli intervistati, che possiede una casella aziendale, dichiara di usarla esclusivamente o prevalentemente per ragioni di lavoro.

Come, dove e quando preferiscono consultare le email gli italiani?

Il Web è il canale di accesso alla posta più diffuso (81% degli utenti), seguito da un lettore di posta (45%), in particolare per le email aziendali, e tramite App (43%), specialmente nel caso di GMail. Il 15,4% degli utenti accede alla posta tramite tutti e tre i canali: web, lettore di posta e App.

Rispetto a due anni fa, la lettura della posta dal Web è rimasta costante, invece dal lettore di posta e via App è raddoppiata. Chi preferisce accedere alla posta via Web sono maggiormente le donne, over 35, con poca dimestichezza nell'utilizzo degli strumenti online; invece, dal lettore di posta sono per lo più utenti uomini giovani, tech-friendly e da mobile, via App uomini over 55, tech-friendly, ma non con mobile.

Tra i device prediletti per consultare le email, c’è chi preferisce leggerle prevalentemente da PC (32,6%), chi sia da PC che da smartphone in ugual misura (34,5%) e chi invece principalmente da smartphone (32,9%).

La situazione più comune in cui gli italiani guardano le proprie mail rimane davanti al computer, per svago e interessi personali, nel 47% dei casi, o per lavoro e studio, per il 35% degli intervistati, anche se molti utenti dichiarano di leggerle anche in situazioni di mobilità (il 7% mentre è in viaggio). E’ aumentata significativamente, negli ultimi due anni, la quota delle persone che leggono le email in tempo reale (30%), in particolare gli uomini, o durante i momenti di relax (26%), sul divano (più le donne) o in bagno (specialmente il sesso maschile).

Il tipo di messaggio email frequente ricevuto da più persone in Italia è di natura commerciale: il 53% degli intervistati dichiara di ricevere abitualmente messaggi di offerte e promozioni commerciali mentre il 28% segnala di trovare spesso newsletter tematiche tra i propri messaggi email.

DEM e Newsletter: i messaggi commerciali piacciono e si rivelano molto utili!

Gli italiani ricevono ogni giorno 240 milioni di messaggi commerciali via email, poco più di sette per ogni utente. Promozioni e sconti e newsletter di viaggi e turismo sono gli argomenti più frequenti delle email commerciali, come dichiara il 61% e il 41% degli utenti. Crescono anche le email di notifica dai social network (35%), le newsletter di tecnologia/App (31%) e quelle relative alle offerte di lavoro (30,4%).

Le donne sono più interessate a newsletter di sconti, moda, salute e bellezza e gastronomia, mentre gli uomini si iscrivono più spesso a servizi informativi su temi di tecnologia, meteo, sport, auto/moto, bollette e utenze di casa.

Le motivazioni di sottoscrizione alle newsletter sono prevalentemente tre: il bisogno di informazione e aggiornamento, aspetto sempre più rilevante nella scelta di iscriversi a una newsletter, come afferma il 35% degli utenti, la funzione di promemoria (20,4%) e l’interesse verso i contenuti (18,4%).

Esistono però alcune differenze a seconda della tipologia di newsletter: ad esempio, la convenienza e la possibilità di fare buoni affari per le newsletter di viaggi e turismo, promozioni e sconti, moda e bollette, il legame con il brand, nel caso di informazione sportiva, e l’utilità come promemoria nel caso di messaggi sulle scadenze delle bollette, utenze e pagamenti. Per quanto riguarda le DEM su giochi, scommesse online, oroscopo, e notifiche dai social network, la tendenza è che ci sia iscritti inconsapevolmente o senza una ragione particolare.

Gli argomenti più graditi nelle newsletter sono tutti legati agli acquisti: buoni sconto, email successive all’acquisto online (tracking dei pacchi, conferma dell’ordine etc.) e il lancio di nuovi prodotti/servizi.

Quali sono le caratteristiche ideali di una newsletter di successo?Chiarezza del contenuto (47% degli utenti), bassa frequenza (32,5%) e rilevanza per il destinatario (31%). Un segnale molto importante per le aziende che, per competere in una casella di posta sempre più affollata, è fondamentale che inviino messaggi pertinenti e altamente rilevanti per l’utente.

Spam vs Adblocking

In Italia le persone che hanno attivato filtri anti-spam sulla propria casella di posta sono 22,4 milioni, ovvero il 73% degli utenti. Di questi, sono 13,7 milioni (44,5%) gli utenti in grado di gestirli.

Degli utenti intervistati, che si sono dotati di strumenti anti-spam, la metà controlla la posta indesiderata almeno una volta alla settimana, generalmenteper verificare l’eventuale perdita di messaggi (71,4%) o cancellare definitivamente i messaggi inutili (32%).

Il filtraggio della pubblicità sul web (Adblocking), in confronto con quello email è, invece, ancora una prassi meno diffusa: sono 6,7 milioni le persone che hanno attivato software Adblock (22% degli utenti), di cui 1 milione ha installato solo l’Adblocking e 6 milioni sia l’Adblock che i filtri anti-spam sulla propria casella di posta. Coloro che non hanno attivato né uno né altro sono 7 milioni, con più probabilità donne, dai 55 anni, e poco mobile-confident. Invece, il segmento delle persone che hanno anti-spam e Adblock attivi sono per lo più uomini, giovani, mobile e social.

Il canale email ha già attraversato e superato da tempo le problematiche che sta affrontando oggi il web con il fenomeno ad-blocking; gli email user sono sicuramente più consapevoli delle potenzialità di questo strumento, hanno imparato a filtrare i contenuti non interessanti e a disiscriversi dalle newsletter, proteggendosi così dallo spam.

Per quanto riguarda, invece, la pubblicità comportamentale (Behavioural targeting), via email e via web, dai dati emerge come sia un fenomeno ormai noto alla maggior parte degli utenti, specie quella sul web: l’83% degli utenti è conscio della pubblicità personalizzata sul web contro il71% di quella via mail.

Email vs social network: come preferiscono comunicare gli italiani?

Negli ultimi anni, WhatsApp ha guadagnato posizione in tutti i contesti di messaggistica, diventandone il leader, seguito dall'Email e da Facebook.

Nonostante, nel campo della messaggistica, WhatsApp e Facebook emergano come le due applicazioni più popolari, in particolare tra i giovani, le donne, i residenti al Sud e gli utenti online in mobilità, l’email rimane lo strumento più indicato per la gestione delle relazioni con le aziende (gestire servizi/disservizi, ricevere informazioni dai brand, processare gli acquisti online) e per lo scambio di link e risorse del Web.

WhatsApp diventa, invece, una valida alternativa all’email quando si tratta di ricevere/spedire messaggi generici, foto, video, audio, mentre il primato spetta a Facebook nel caso in cui si voglia seguire un brand.

L’indice di apprezzamento verso l’email cresce costantemente in quanto non presenta i problemi di privacy tipici dei sistemi di messaggistica più recenti. Gli utenti italiani la preferiscono rispetto ai social network per la sicurezza della consegna dei messaggi, per la ricchezza dei contenuti e degli allegati e, infine, per le funzionalità legate all’organizzazione e gestione dei messaggi.

Gli Italiani non potrebbero vivere senza...

Nella classifica dei servizi di comunicazione che gli italiani non vorrebbero assolutamente perdere, in testa c’è l’email, per il 43% degli utenti, WhatsApp per il 40% e, al terzo posto, Facebook per il 10,4%.

La vita senza l’email sarebbe difficile da gestire, secondo il 37% degli italiani, in particolare per gli uomini, più complicata per il 32% degli utenti e, infine, lenta (25%) e costosa (12%). Per un 16% di individui, invece, non cambierebbe nulla. Sono invece più le donne, giovani e mobile user, che salverebbero WhatsApp rispetto all’email, il 45% contro il 36% di uomini.

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