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Le famiglie italiane e la differenziata, differenze da regione a regione

04 aprile 2014 | 14.58
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Nel 2012 le famiglie che dichiarano di non effettuare la raccolta differenziata per nessuna tipologia di rifiuto sono il 14,2% (36,6% nel 1998), mentre, tra quanti la effettuano, il numero medio di tipologie di rifiuti raccolti ''sempre'' aumenta da circa 2,7 a 4,9. A tracciare il quadro è l'Istat nel report 'Popolazione e ambiente'. Nel 2012, le famiglie dichiarano di raccogliere in maniera differenziata soprattutto il vetro (79,9% delle famiglie), la carta (79,1) e la plastica (75,0); seguono i rifiuti organici (69,9) e l'alluminio (68,1).

Rispetto al 1998 la raccolta differenziata è aumentata soprattutto per l'alluminio (con un'incidenza di famiglie che lo differenzia più che raddoppiata) e per rifiuti organici e plastica (quasi raddoppiata). Anche la raccolta di batterie usate e carta è in forte aumento. Nonostante il divario si sia ridotto nel tempo, le ripartizioni che, in media, contribuiscono di più alla differenziazione dei rifiuti sono ancora le settentrionali. Il numero di famiglie che non effettua alcuna raccolta differenziata ammonta, infatti, al 3,6% nel Nord-Ovest e al 4,6% nel Nord-Est, ma sale al 18,0 e al 27,1% rispettivamente al Centro e al Meridione (Prospetto 8).

Le differenze maggiori tra le ripartizioni si hanno, in termini relativi, per la raccolta di batterie esauste e farmaci, mentre vi è maggiore uniformità tra le ripartizioni per i rifiuti organici, il vetro e la carta. Così, in ragione sia della diversa frequenza con cui le famiglie dichiarano di raccogliere le varie tipologie di prodotti, sia della diversa variabilità territoriale dei servizi offerti, si va da un'incidenza minima di famiglie che differenziano le batterie usate e i farmaci nel Mezzogiorno (40,7 e 45,6 su 100) ad un massimo per la raccolta differenziata di vetro e carta nel Nord-Ovest (93,4 e 93,2) e nel Nord-Est (92,0 e 91,7).

Nel corso del periodo considerato, le regioni che hanno segnato le più ampie variazioni, sono quelle che partivano da una situazione di maggiore svantaggio: Sardegna, Campania, Calabria e Basilicata. In Sardegna, ad esempio, la quota di famiglie che dichiarano di non effettuare la raccolta differenziata per nessuna tipologia di rifiuto è pari al 5,4% (ed era 60,4%), mentre l'incidenza di famiglie che la effettuano è elevata soprattutto per i rifiuti organici e il vetro (per entrambi il 93%), la carta (92%), la plastica (91%) e l'alluminio (89%).

Decisamente più problematica la situazione della Calabria e, soprattutto, della Sicilia che si caratterizzano per la più bassa incidenza, rispetto all'intero territorio nazionale, di partecipazione delle famiglie alla differenziazione dei rifiuti di qualsiasi tipo. Al Nord, i migliori contributi alla raccolta differenziata di tutte le tipologie di prodotto si devono al Trentino-Alto Adige (ed in particolar modo la provincia autonoma di Trento) e al Veneto. A queste regioni si aggiunge la Lombardia, particolarmente attiva nella differenziazione di carta e vetro (entrambi 97%).

Diversa, rispetto allo standard delle regioni nord-occidentali, la situazione della Liguria, contrassegnata da un profilo complessivo di raccolta differenziata residenziale al di sotto della media nazionale (12 famiglie su 100 non la effettuano), particolarmente modesto per le batterie usate (37,5 famiglie su 100), i farmaci (40,7), l'alluminio (50,4) e i rifiuti organici e l'umido (53,7). Al Centro, mentre le famiglie del Lazio dichiarano di effettuare le raccolta differenziata in percentuali inferiore alla media della ripartizione, vi è una più ampia frequenza di comportamenti virtuosi tra le famiglie delle Marche.

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