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Le Fondazioni chiedono chiarezza sulla mission di Cdp

10 giugno 2015 | 19.47
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Riunite dopo le voci di cambio al vertice: "Valutare impatto cambiamenti su profilo rischio"

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Le Fondazioni chiedono chiarezza sulle intenzioni del Governo in merito al futuro di Cassa depositi e prestiti. Azioniste di minoranza, complessivamente al 18,4%, hanno dato mandato al presidente dell’Acri, Giuseppe Guzzetti, "di rappresentarle nei confronti del Governo per conoscere con chiarezza e precisione le sue intenzioni" riguardo al futuro di Cdp. In particolare, gli Enti chiedono "una verifica del ruolo che si intende attribuire a Cdp in termini di conferme o di eventuali modifiche della sua missione". E' poi "necessario che si valuti opportunamente l’impatto degli eventuali cambiamenti sulla sana e prudente gestione di Cdp, soprattutto in termini di modifica del profilo di rischio che ne potrebbe derivare".

Nella nota diffusa al termine della riunione all'Acri le Fondazioni "ribadita la fiducia e l’apprezzamento per l’operato dell’attuale Presidente, ricordano che, riguardo alla governance, lo statuto di Cdp prevede l’attribuzione all’azionista di minoranza (le 64 Fondazioni di origine bancaria) dell’indicazione del nome del Presidente".

La riunione odierna aveva l'obiettivo di "analizzare gli scenari che si prospettano in base alle notizie recentemente emerse in merito a un ricambio dei vertici di Cdp con un anno di anticipo rispetto alla scadenza", spiega la nota in cui si precisa che "le Fondazioni hanno innanzitutto ribadito le ragioni in base alle quali sono entrate nella compagine azionaria di Cdp, cioè la volontà di partecipare attivamente al processo di rilancio del Paese, di cui essa è senz’altro protagonista primaria, e di trarre dal loro investimento l’opportuna remunerazione".

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