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Le gigafactory per le batterie elettriche

07 luglio 2021 | 12.38
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Il neologismo, coniato da Elon Musk in persona, indica gli stabilimenti dove si producono batterie per veicoli elettrici su larga scala.

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- Da Nissannews.com

Nissan ha appena annunciato che rilancerà il suo polo di Sunderland, fondato nel 1985 e il più grande del Regno Unito con oltre 6mila dipendenti, trasformandolo in uno stabilimento chiave nella sua strategia di passaggio all’elettrico. La partnership strategica è con la cinese Envision Aesc, protagonista di un accordo molto simile anche con l’alleata francese Renault, per la trasformazione in fabbrica di batterie dello stabilimento francese di Douai. Envision è già partner di Nissan proprio a Sunderland, dove gestisce la divisione batterie destinate alla Leaf e al van eNV200.

L’investimento iniziale è da 1 miliardo di sterline, che permetterà allo stabilimento di crescere da una produzione di 9 GWh fino a 25 GWh nel 2030, con un limite raggiungibile di 35 GWh. Quasi la metà del budget andrà per lo sviluppo e la produzione di un nuovo veicolo interamente elettrico di ultima generazione. Per Sunderland si punta alla trasformazione in Electric Vehicle Hub, un ecosistema completo per la produzione di veicoli elettrici in ogni parte, e che con il piano di rilancio genererà 900 nuovi posti di lavoro Nissan e altri 750 solo per la nuova fabbrica di batterie. La produzione prevista è di 100mila unità l’anno, per equipaggiare pari numero di vetture. I progetti di espansione non si fermano qui: l’impianto Envision a pieno regime potrebbe generare altri 4mila posti di lavoro qualificati entro il 2030, e punta molto sulla nuova batteria Gen5 con il 30% in più di densità energetica, che migliora l’autonomia e l’efficienza.

Nel pieno rispetto del piano di carbon neutrality presentato dal COO Ashwani Gupta, poi, Nissan ha anche annunciato che la nuova gigafabbrica si avvarrà di un sistema di approvvigionamento di energia tramite microgrid rinnovabile al 100%, che darà una seconda vita alle batterie Nissan utilizzandole in un sistema di stoccaggio che permette di immagazzinare l’energia in eccesso generata durante le ore diurne dai pannelli solari e utilizzarla in un secondo momento, contribuendo a bilanciare i picchi che da sempre sono il nodo per l’utilizzo di rinnovabili negli impianti industriali. Nissan, come tutto il mondo automotive, ha dovuto fronteggiare la carenza di chip per la crisi dei semiconduttori, ma ha annunciato anche di non aver dovuto fare grandi aggiustamenti alla produzione, e che pianifica di lavorare sui una propria supply chain digitale in modo da non trovarsi più in balia di imprevisti di questo genere.

Meno tranquillo lo scenario se stiamo a sentire BMW. Milan Nedelikovic, membro del board incaricato del settore produzione, ha confermato una perdita di 30mila unità di prodotto per quest’anno, con un outlook che resta incerto per il secondo semestre. Nedelikovic, pur annunciando l’inizio nei tempi previsti della produzione del nuovo modello sportivo interamente elettrico iX ha confermato che la crisi dei semiconduttori è ben lontana dall’essere risolta.

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