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leader sindacati, serve stop concordato fabbriche per tutela salute operai

10 marzo 2020 | 20.56
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"Fermo restando la diversità delle situazioni nelle singole Regioni e la necessità di garantire i servizi essenziali e le attività che si ritengono indifferibili, pensiamo sia il momento di concordare, ove ritenuto necessario, una riduzione modulata, dal rallentamento fino alla sospensione momentanea, della attività lavorativa manifatturiera e dei servizi". Sono i leader di Cgil Cisl e Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo, a sottoporre la necessità di uno stop ai vertici delle associazioni datoriale e per conoscenza al premier Giuseppe Conte per garantire maggiormente la sicurezza e tutela la salute nei luoghi di lavoro. Si potranno utilizzare a tal fine, spiegano ancora i leader sindacali, "gli ammortizzatori sociali legislativamente disponibili o che saranno resi disponibili dai provvedimenti che sono in discussione e, ove se ne conviene, gli strumenti previsti dai Contratti nazionali".

Gli ammortizzatori Infatti sono gli strumenti che maggiormente possono salvaguardare l ‘occupazione. E per questo che Cgil Cisl e Uil propongono alle imprese "di rivolgerci comunemente al Presidente del Consiglio, che ci legge per conoscenza, affinché nel prossimo decreto siano prese adeguate decisioni sul sistema degli ammortizzatori sociali e tutti gli interventi di sostegno al lavoro, alle famiglie e alle imprese". Lavorare in sicurezza e tutelare la salute nei luoghi di lavoro per sconfiggere il Virus d’altra parte, "sono la condizione necessaria per rilanciare, il più presto possibile, la nostra economia e difendere l’occupazione", spiegano ancora Landini, Furlan e Barbagallo che chiedono con forza alle imprese "da qui al 3 aprile, data in cui scadono i decreti del Governo, e in ogni caso fino al contenimento definitivo del virus, un coordinamento ed una azione comune".

"Ci rivolgiamo a voi affinché sia possibile mandare messaggi comuni e chiari alle lavoratrici e ai lavoratori ed ai datori di lavoro. L’obiettivo, attraverso un coinvolgimento delle strutture locali datoriali sindacali e le Istituzioni regionali, è di negoziare intese specifiche capaci a livello territoriale e nei luoghi di lavoro, di gestire la situazione difficile ed inedita che ci troviamo a dover affrontare", concludono.

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